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Lobby gay di destra, Ranucci replica a Giletti: «Fa finta di non capire. È al servizio dello 007 Marco Mancini»

10 Febbraio 2026 - 16:34 Ugo Milano
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Il giornalista Rai aveva pubblicato le chat fra il collega e Maria Rosaria Boccia. Ora il conduttore di Report risponde

Non accenna a placarsi la polemica tra Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci sulla presunta «lobby gay di destra». Nell’ultima puntata del programma Rai Lo stato delle cose, Giletti ha mostrato alcune chat fra il conduttore di Report e Maria Rosaria Boccia, ex consulente del ministro Gennaro Sangiuliano, accusata di stalking e lesioni. «Se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio. Io ho detto una cosa più grave che i due hanno fatto finta di non capire: Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, lo 007 coinvolto nel rapimento Abu omar e dossieraggio illecito della security Telecom-Pirelli», scrive ora Ranucci in un post pubblicato sui social, rispondendo di fatto al collega giornalista.

La replica di Ranucci a Giletti

Ma da dove nasce la polemica? All’origine di tutto c’è la pubblicazione di alcuni messaggi WhatsApp scambiati da Ranucci e Boccia, depositati nell’inchiesta della procura di Roma sul cosiddetto Boccia-gate. In quei messaggi, i due parlerebbero di una presunta «lobby gay di destra», che tirerebbe i fili dell’informazione e includerebbe vari personaggi del giornalismo, tra cui lo stesso Giletti. Quest’ultimo, che conosce Ranucci personalmente, sostiene di essere stato incluso in questa presunta lista. Ma il conduttore di Report nega e sostiene che il vero punto sollevato sia un altro: «Sia Giletti che Cerno sorvolano sulla figura di Mancini che invece è chiave nella chat, come è chiave la vicenda dell’incontro all’autogrill tra Renzi e Mancini».

La figura chiave dello 007 Marco Mancini

La persona a cui fa riferimento Ranucci è Marco Mancini, lo 007 italiano coinvolto nel rapimento di Abu omar e nel dossieraggio illecito della security Telecom-Pirelli. «Tommaso Cerno da direttore dell’Identità ha fatto realizzare vari articoli a Rita Cavallaro, che ha passato, stile Luca Fazzo, le veline di Mancini o degli avvocati ( allegato 3,4,5) senza contraddittorio. La stessa operazione l’ha fatta Giletti, che ha sponsorizzato la teoria del complotto dei servizi e del Segreto di Stato smentite con sentenza definitiva dalla Procura e dal Tribunale di Roma», replica il conduttore di Report.