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Bordighera, parla il papà della piccola Bea: «Voglio sapere come è morta». All’autopsia vuole un consulente di parte

11 Febbraio 2026 - 12:05 Stefania Carboni
bordighera papà beatrice
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Lunedì si terrà l’esame sul corpo della piccola di due anni, morta nel suo lettino. La madre, che continua a negare l'accusa di omicidio, è sorvegliata a vista in cella

«Voglio sapere come è morta Bea. Sono disperato». Queste le parole al Secolo XIX di Maurizio Rao, padre di Beatrice, la bimba di 2 anni trovata senza vita nel suo lettino lunedì mattina dalla madre, Manuela Aiello, arrestata per omicidio preterintenzionale e ora in carcere. La donna nelle prossime settimane avrebbe avuto l’udienza per l’affidamento delle sue tre bambine, Bea e le sorelline di 9 e 10 anni. Aiello ha inoltre un altro figlio, avuto da una precedente relazione, che vivrebbe con loro. Maurizio Rao si trova invece in carcere da 5 mesi, dopo la revoca dell’affidamento in prova seguito a una denuncia della ex compagna.

Bordighera, il racconto della madre non coincide

Manuela Aiello, arrestata per omicidio preterintenzionale, continua a negare ogni accusa. La donna ha raccontato agli inquirenti di esser uscita lasciando sole le piccole e che al suo rientro Bea aveva già forti difficoltà respiratorie. Secondo il suo racconto la bambina era caduta qualche giorno fa dalle scale. Un incidente, sostiene la mamma, senza conseguenze. La video sorveglianza attorno alla loro villetta però smentisce questa ricostruzione, la donna non sarebbe uscita di casa. E il medico legale, in una prima analisi sul corpo di Bea, ha rilevato diverse ecchimosi. Per questo Aiello si trova attualmente sorvegliata a vista nel carcere di Pontedecimo.

Il padre vuole esser presente all’autopsia con un consulente di parte

Secondo quanto riporta Il Secolo XIX ieri Rao ha contattato il suo difensore, Mario Ventimiglia, chiedendogli di fare tutto il possibile per capire cosa sia successo nella villetta di strada Morghe, dove viveva la sua bambina. «Mi ha già chiesto – spiega l’avvocato Ventimiglia – di essere presente all’autopsia, attraverso un consulente di parte».

L’allarme: «Venite mia figlia non si muove più»

Quel giorno ad allertare i soccorsi fu Manuela Aiello. Chiamò lei il 118. «Venite, mia figlia non si muove più, è nel letto», avrebbe detto al telefono. Beatrice era piena di lividi, alcuni causati, secondo il medico legale, Andrea Leoncini, da un corpo contundente. Non solo: la piccola di due anni aveva abrasioni e piccole ferite, alcune sul volto. La villetta, sulla collina di Montenero, è stata sequestrata. I carabinieri sono tornati per un secondo sopralluogo. Secondo quanto riporta Il Secolo XIX sarebbero stati prelevati diversi oggetti: gli investigatori cercano di trovare quello che sarebbe stato utilizzato contro la bambina.

(In copertina una veduta esterna dalla villetta dove è morta una bimba di due anni, foto ANSA/FABRIZIO TENERELLI)

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