Vicenza, il 15enne disabile fatto scendere dal bus perché dice di aver dimenticato l’abbonamento

Avrebbe detto all’autista di aver dimenticato l’abbonamento e per questo sarebbe stato costretto a scendere dall’autobus. È quanto accaduto nel Vicentino a un ragazzo disabile di 15 anni, lasciato solo alla fermata mentre iniziava a piovere. Un episodio che ha scosso la famiglia e riacceso il dibattito sulle regole e, soprattutto, sull’umanità nel trasporto pubblico, a poche settimane di distanza da quanto accaduto al bambino di 11 anni fatto scendere dal bus nel bellunese perché in possesso del biglietto sbagliato. A raccontare l’accaduto è stata la madre del ragazzo, che ha affidato la sua testimonianza al Giornale di Vicenza: «Gli è stato detto di scendere. È rimasto lì da solo alla fermata del bus proprio mentre iniziava a piovere. Per fortuna aveva il cellulare con sé: io ero al lavoro e lui ha chiamato il nonno perché lo andasse a prendere».
Il nodo dell’abbonamento
Secondo quanto riferito, il ragazzo in realtà era in possesso dell’abbonamento, ma in quel momento, forse per una distrazione, ha creduto di averlo lasciato a casa e ha deciso di avvisare subito l’autista. La madre si chiede perché «non fosse stata fatta una multa al figlio, come previsto dal regolamento, in modo che poi potessimo dimostrare invece che fosse in possesso dell’abbonamento». Una vicenda che richiama alla mente quanto accaduto a fine gennaio in provincia di Belluno, al ragazzo di 11 anni che era stato fatto scendere da un autobus perché in possesso del biglietto sbagliato ed era stato costretto a camminare per chilometri nella neve.
La risposta dell’azienda di trasporti
Sulla vicenda è intervenuta la Società Vicentina Trasporti (Svt), che ha avviato una verifica interna, precisando che «se l’episodio dovesse essere confermato, il comportamento descritto sarà sanzionato in quanto palesemente in contrasto con la politica di Svt, nonché con le regole di viaggio descritte anche nella carta dei Servizi Aziendali». Sono arrivate anche le scuse del presidente di Svt, Marco Sandonà: «A nome dell’Azienda vorrei scusarmi pubblicamente con lo studente e la sua famiglia per questo increscioso episodio. Ci sono alcuni dettagli che saranno chiariti nei prossimi giorni, ma il concetto di fondo è chiaro: abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri utenti, a maggior ragione quando si tratta di minorenni, che in nessun caso devono essere lasciati a terra».
L’intervento di Zaia
Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha sottolineato come non si tratti solo di regolamenti: «Non è solo un fatto di “di regole”: è una questione di umanità, di responsabilità, di buon senso. Dove è finita l’umanità, se un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo?». Zaia ha ricordato che esistono procedure per gestire la mancata esibizione del titolo di viaggio: «Esistono procedure che consentono di gestire la mancata esibizione del titolo, soprattutto per chi è abbonato: si verifica, si applicano le regole, si tutela la persona. Ma la prima regola, sempre, è non lasciare indietro nessuno». E ha concluso: «Un episodio così è grave e non è giustificabile: mi aspetto che si faccia piena chiarezza e che si mettano in campo misure perché non possa più accadere».
