Il commercialista Bellavia indagato, le accuse sulla privacy per il consulente di Report e l’archivio da un milione di file su politici e imprenditori

La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Gian Gaetano Bellavia, commercialista e consulente di pm, giudici e della trasmissione Report. L’ipotesi di reato è la violazione della legge sulla privacy, in relazione a un archivio contenente più di un milione di file e a un documento di 36 pagine, ribattezzato «papello», con un elenco di nomi di imprenditori, politici e personalità pubbliche. Il caso ha generato nelle scorse settimane polemiche politiche e interrogazioni parlamentari. I pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo, sotto la direzione del procuratore Marcello Viola, hanno aperto un fascicolo specifico e gli investigatori hanno analizzato il contenuto dei file, che Bellavia definisce il suo «archivio storico».
Il papello con i nomi da Berlusconi a Elkann: cosa c’è nel fascicolo
Il documento di 36 pagine, privo di «annotazione sul deposito e sull’autore», è finito nel fascicolo della Procura e contiene decine di nomi, tra cui Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Massimo D’Alema e il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba. Secondo la ricostruzione fornita dal legale di Bellavia, l’avvocato Luca Ricci, quel documento riportava il contenuto di comunicazioni private via mail tra il commercialista e il suo precedente difensore, nelle quali Bellavia «elencava i nomi di personaggi noti della politica e dell’economia risultanti dai file copiati» dall’ex collaboratrice Valentina Varisco, ritenuti «di possibile interesse di agenzie investigative» con le quali Varisco «aveva cominciato a collaborare». La stessa Varisco è stata rinviata a giudizio con citazione diretta per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita: l’udienza predibattimentale è fissata a Milano per il 10 luglio.
La difesa di Bellavia: «Nessun dossier, solo attività professionale»
Bellavia, attraverso il legale Ricci, ha sempre respinto le accuse. Già lo scorso 8 gennaio aveva fatto sapere che tra quei file «non ci sono dossier né alcun materiale improprio» estraneo alla sua attività professionale, e che non c’è «mai stato un trattamento dei dati per finalità estranee a quelle legate all’incarico professionale e/o consulenziale». Ha inoltre sostenuto che «sono stati sottratti documenti inviati dalla trasmissione Report a Bellavia, vale a dire esattamente il contrario di ciò che taluni hanno sostenuto». Nell’ambito del nuovo fascicolo, il commercialista potrà fornire la propria versione ai pm.
Caso Bellavia, il Garante della privacy apre un’istruttoria
La vicenda di Bellavia, anche per il suo coinvolgimento nella trasmissione Report, era finita nella polemica politica. Un mese fa il Garante della Privacy ha avviato un’istruttoria su Bellavia, mentre Forza Italia ha presentato un’interrogazione ai ministri Carlo Nordio e Adolfo Urso. Si è parlato apertamente di un nuovo caso di dossieraggio. Tra gli interventi più diretti, quello del presidente del Senato Ignazio La Russa: «Sarebbe molto interessante sapere a quale titolo lo stesso dott. Bellavia deteneva, ben schedato tra i tanti, anche un file relativo a Geronimo La Russa che di sicuro non ha procedimenti giudiziari a suo carico».
