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Anche la Germania chiede le dimissioni di Albanese: «Da lei parole insostenibili». La difesa della relatrice Onu e la frase presa fuori contesto

12 Febbraio 2026 - 18:12 Bruno Gaetani
francesca-albanese-richiesta dimissioni-germania
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La richiesta di Berlino si aggiunge a quella di Parigi. Ma la lei si difende: «Frase mai detta e presa fuori contesto»

Dopo la Francia, anche la Germania chiede le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. La mossa del ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, arriva a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate da Albanese durante una conferenza. «Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia, Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile», ha scritto il ministro tedesco Wadephul su X.

Come è nata la polemica in Francia

La polemica su Francesca Albanese ha origine da una frase pronunciata intervenendo all’Al Jazeera Forum nei giorni scorsi. A un certo punto, nel discorso, la relatrice dell’Onu parla di un «nemico comune dell’umanità». La deputata francese Caroline Yadan – che fa parte di Renaissance, il partito centrista che sostiene Emmanuel Macron – ha accusato Albanese di aver detto: «Israele è il nemico comune dell’umanità». In realtà, la relatrice delle Nazioni Unite non ha pronunciato quella frase. Sulla scia di questa polemica, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha chiesto le dimissioni di Albanese, definendo le sue parole «oltraggiose e colpevoli», perché «mirano non al governo israeliano, che è legittimo criticare, ma Israele in quanto popolo e in quanto nazione. Questo è del tutto inaccettabile».

La difesa di Albanese

Dopo la decisione di Parigi, è la stessa Albanese a intervenire sulla questione per chiarire cosa è accaduto davvero. «Il nemico comune dell’umanità è IL SISTEMA che ha abilitato il genocidio in Palestina, compreso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo nascondono e le armi che lo rendono possibile», ha scritto la relatrice Onu sui social. Dopodiché, ha accusato il ministro francese di aver basato la propria decisione su una versione manipolata del suo discorso: «Non ho definito né Israele né altro Paese nemico dell’umanità», insiste Albanese.

La solidarietà dei giuristi francesi

L’associazione francese dei Giuristi per il rispetto del diritto internazionale (Jurdi) ha rivolto una «segnalazione» alla giustizia francese per «diffusione di false informazioni», dopo le parole su Israele «fraudolentemente» attribuite a Francesca Albanese. Secondo i giuristi, le accuse contro la relatrice Onu non hanno fondamento e «rappresentano un grave oltraggio al principio di indipendenza dei meccanismi dell’Onu». In Italia sono soprattutto Avs e M5s a esprimere solidarietà ad Albanese. «Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte: non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l’ombra dell’antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite», ha commentato Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana.

Foto copertina: ANSA/Massimo Percossi | Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati

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