Anche l’Austria, dopo Francia e Germania, chiede le dimissioni di Albanese: «Diffonde discorsi d’odio»

Alla fine anche l’Austria, dopo la Germania e la Francia, chiede le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. «Francesca Albanese bolla Israele come ‘nemico dell’umanità’. Le critiche alle azioni di Israele sono legittime e l’Austria ha sempre richiesto il rispetto del diritto internazionale. Albanese, tuttavia, sta diffondendo discorsi d’odio. Tale linguaggio mina l’imparzialità e gli standard più elevati richiesti a un rappresentante delle Nazioni Unite. Purtroppo, la signora Albanese ha ripetutamente disatteso tali standard», ha dichiarato in una nota il ministro degli Esteri Beate Meinl-Reisinger.
Germania: «Posizione insostenibile»
Oggi il collega tedesco, Johann Wadephul, si è aggiunto al fronte francese, dichiarando: «Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia, Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile».
Come è nata la polemica in Francia
La polemica su Francesca Albanese ha origine da una frase pronunciata intervenendo all’Al Jazeera Forum nei giorni scorsi. A un certo punto, nel discorso, la relatrice dell’Onu parla di un «nemico comune dell’umanità». La deputata francese Caroline Yadan – che fa parte di Renaissance, il partito centrista che sostiene Emmanuel Macron – ha accusato Albanese di aver detto: «Israele è il nemico comune dell’umanità». In realtà, la relatrice delle Nazioni Unite non ha pronunciato quella frase. Sulla scia di questa polemica, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha chiesto le dimissioni di Albanese, definendo le sue parole «oltraggiose e colpevoli», perché «mirano non al governo israeliano, che è legittimo criticare, ma Israele in quanto popolo e in quanto nazione. Questo è del tutto inaccettabile».
La difesa di Albanese
Dopo la decisione di Parigi, è la stessa Albanese a intervenire sulla questione per chiarire cosa è accaduto davvero. «Il nemico comune dell’umanità è IL SISTEMA che ha abilitato il genocidio in Palestina, compreso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo nascondono e le armi che lo rendono possibile», ha scritto la relatrice Onu sui social. Dopodiché, ha accusato il ministro francese di aver basato la propria decisione su una versione manipolata del suo discorso: «Non ho definito né Israele né altro Paese nemico dell’umanità», insiste Albanese. Difesa che ha ribadito quest’oggi la relatrice ospite della trasmissione tv Piazzapulita su La7.
February 9, 2026
La solidarietà dei giuristi francesi
L’associazione francese dei Giuristi per il rispetto del diritto internazionale (Jurdi) ha rivolto una «segnalazione» alla giustizia francese per «diffusione di false informazioni», dopo le parole su Israele «fraudolentemente» attribuite a Francesca Albanese. Secondo i giuristi, le accuse contro la relatrice Onu non hanno fondamento e «rappresentano un grave oltraggio al principio di indipendenza dei meccanismi dell’Onu». In Italia sono soprattutto Avs e M5s a esprimere solidarietà ad Albanese. «Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte: non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l’ombra dell’antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite», ha commentato Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana.
Foto copertina: ANSA/Massimo Percossi | Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati
