Guerini (Pd): «Il governo mette la fiducia sull’Ucraina perché è debole»

«La scelta di mettere la fiducia da parte del governo è indice di debolezza e di paura di divisioni. E non so quanto faccia bene al profilo del nostro Paese». Lo afferma il presidente del Copasir Lorenzo Guerini in un’intervista al Corriere della Sera. «Sono imbarazzato dalle parole, praticamente filo putiniane, di Vannacci e dei suoi accoliti e mi sorprende che tra l’opposizione vi sia chi non si renda conto che andrebbe invece marcata una distanza siderale da quelle posizioni», aggiunge. Non nascondendosi «le divisioni nell’opposizione. E anzi, da tempo, chiedo che vi sia un confronto su questi punti fondamentali. Non possiamo arrivare alla vigilia delle elezioni senza aver chiarito la posizione dell’alleanza sui punti più cruciali a partire dalla politica estera».
L’Europa e l’Ucraina
Riguardo all’interrogativo se l’Europa abbia fatto abbastanza per l’Ucraina, Guerini risponde: «Questi critici dell’Europa che in realtà criticano gli aiuti a Kiev non li sopporto. L’Europa è stata dove doveva stare: a fianco di un popolo aggredito, sostenendolo con varie forme di aiuto, sopportando anche i costi di alcune scelte necessarie come le sanzioni verso la Russia e l’affrancamento dalla dipendenza energetica verso Mosca. E anche ieri il Parlamento europeo ha approvato un prestito di 90 miliardi a Kiev».
Il negoziato e Putin
Secondo Guerini «per arrivare a un negoziato bisogna parlare anche con Putin. L’importante è avere chiaro cosa dire, e cioè che la pace non può essere la resa ucraina o la soddisfazione di ingiustificate richieste russe e che il negoziato deve prevedere salde garanzie di sicurezza per Kiev». Quanto ad un possibile viaggio della segretaria dem Elly Schlein in Ucraina, Guerini afferma: «Una sua visita a Kiev avrebbe un grande significato politico questo è innegabile».
