WhatsApp accusa Mosca: «Tentativo di bloccare completamente l’app». Il Cremlino: «Non conforme alle leggi russe. Si adegui»

Scontro aperto tra WhatsApp e le autorità russe. L’app di messaggistica di proprietà di Meta ha denunciato un tentativo del governo di Mosca di impedirne il funzionamento nel Paese per spingere gli utenti verso un servizio alternativo controllato dallo Stato. Una mossa che, secondo l’azienda americana, rappresenta un grave arretramento sul fronte dei diritti digitali e della sicurezza delle comunicazioni. «Il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp per spingere le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà statale», ha affermato la società, definendo l’iniziativa un «passo indietro». E aggiungendo: «Tentare di privare oltre 100 milioni di utenti di comunicazioni private e sicure è un passo indietro che non può che ridurre la sicurezza delle persone in Russia». Nonostante le restrizioni, l’azienda assicura che «continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi».
La risposta di Mosca
Dal Cremlino, però, arriva una risposta netta. Mosca sostiene che WhatsApp potrà tornare pienamente operativa solo a precise condizioni. «Si tratta di una questione di conformità alle leggi russe. Se Meta si conforma, avvierà un dialogo con le autorità russe e poi ci sarà l’opportunità di raggiungere un accordo», ha dichiarato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov all’agenzia Tass. In caso contrario, ha avvertito, non ci saranno margini: «Se continuerà ad aggrapparsi alla sua posizione intransigente e a dimostrare la sua assoluta riluttanza a rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità».
Le misure per rallentare WhatsApp
L’autorità russa di controllo delle telecomunicazioni ha confermato di aver adottato misure per rallentare WhatsApp, accusando il servizio di violare le normative nazionali. Secondo Mosca, l’app verrebbe utilizzata per «organizzare e svolgere attività terroristiche» e sarebbe anche uno degli strumenti principali per «frodare ed estorcere denaro ai cittadini». Le truffe via app di messaggistica, sostengono le autorità, sono molto diffuse nel Paese.
Le restrizioni contro Telegram e la nuova app russa
La pressione su WhatsApp si inserisce in una più ampia stretta sui social network stranieri. Nei giorni scorsi erano già state introdotte restrizioni contro Telegram. Parallelamente, le autorità stanno incoraggiando i cittadini russi a utilizzare Max, una nuova app di messaggistica promossa dallo Stato e sviluppata dal gruppo Vk. Lanciata nel 2025, Max viene presentata come una super-app capace di integrare servizi governativi e piattaforme di e-commerce, ma al momento resta molto meno popolare rispetto ai servizi occidentali. Non è la prima volta che Mosca limita l’uso delle app di messaggistica: la scorsa estate era stato vietato di effettuare chiamate su Telegram e WhatsApp. Le autorità russe accusano inoltre Kiev di utilizzare queste piattaforme per reclutare cittadini russi e organizzare atti di sabotaggio in cambio di denaro.
