Ultime notizie Festival di SanremoFrancesca AlbaneseJeffrey EpsteinOlimpiadi 2026Roberto Vannacci
ECONOMIA & LAVOROAutoConfindustriaInformazioneMusica

La radio sta scomparendo dal cruscotto delle auto? L’allarme di Confindustria sui nuovi modelli che privilegiano la musica da smartphone

13 Febbraio 2026 - 21:01 Bruno Gaetani
radio cruscotto auto allarme confindustria
radio cruscotto auto allarme confindustria
Ogni giorno 26 milioni di italiani ascoltano la radio in macchina. Ma le nuove vetture prevedono spesso sistemi chiusi, pensati per piattaforme di streaming musicali

Auto e radio, un binomio che per decenni ha accompagnato milioni di italiani tra traffico, notiziari del giorno e hit del momento. Eppure, non è detto che le cose continueranno a funzionare così anche in futuro. Anzi, oggi sembra più probabile il contrario. È per questo che in occasione della Giornata mondiale della Radio, che si celebra ogni anno il 13 febbraio, Confindustria Radio Televisioni ha lanciato la campagna «#RadioInAuto» per accendere i riflettori su un rischio concreto: la progressiva scomparsa della radio dai cruscotti delle nuove automobili.

Più schermi digitali, meno radio

In Italia ogni giorno sono 35 milioni le persone che ascoltano la radio, di cui 26 milioni mentre sono in auto. Eppure, alcuni nuovi modelli – in particolare le vetture elettriche – non prevedono più l’installazione del tradizionale ricevitore radio. Al suo posto compaiono schermi digitali, sistemi di infotainment chiusi e interfacce Usb che privilegiano il collegamento con lo smartphone e l’ascolto di musica da piattaforme di streaming musicale, come Spotify o Apple Music.

I timori delle stazioni radio

Una trasformazione tecnologica apparentemente innocua, ma che rappresenta un rischio concreto per le stazioni radiofoniche, che dipendono in buona parte proprio dall’ascolto in macchina. Già a giugno 2025, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni aveva segnalato la criticità, sottolineando come l’eliminazione dell’accesso diretto alla radio tradizionale nei nuovi veicoli potesse incidere sulla fruibilità di un mezzo considerato di interesse generale.

La campagna di Confindustria (e il sostegno della Lega)

All’appello dell’Agcom si aggiunge ora la campagna promossa da Confindustria Radio Televisioni, che punta a sensibilizzare pubblico, istituzioni e industria automobilistica sulla necessità di garantire la presenza della radio – sia analogica che digitale – su tutti i nuovi modelli. L’obiettivo è che sia facilmente individuabile e utilizzabile con un solo click, senza essere nascosta in menu complessi o subordinata a soluzioni esclusivamente online. Secondo l’associazione, l’evoluzione verso ecosistemi chiusi rischia di compromettere l’accessibilità di un servizio gratuito e universale, soprattutto nei momenti di emergenza, quando la diffusione del segnale radiofonico resta uno strumento immediato e capillare. La battaglia è finita anche sotto i riflettori della politica ed è stata raccolta dal deputato leghista Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive della Camera, che promette di farsi portavoce dei timori delle stazioni radiofoniche italiane.

Foto copertina: Pixabay/Melonemond

leggi anche