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Marco Rubio e il dialogo tra Usa e Ue: «Vogliamo un’Europa forte»

14 Febbraio 2026 - 10:45 Gianluca Brambilla
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L'intervento del segretario di Stato americano alla Conferenza di Monaco: «Vogliamo alleati in grado di difendersi»

«Siamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo connessi. Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. In definitiva, il nostro destino è intrecciato al vostro». Marco Rubio sceglie la diplomazia e i toni concilianti nel suo intervento alla Conferenza di Monaco. Il contesto è lo stesso da cui, esattamente un anno fa, il vicepresidente americano J.D. Vance sferrò un attacco frontale contro l’Europa e il suo modello politico-economico, lasciando di stucco tutti i leader europei e anticipando un drastico cambiamento nei rapporti tra Usa e Ue.

«Vogliamo rivitalizzare l’antica amicizia tra Usa e Ue»

Questa volta è il segretario di Stato Marco Rubio a guidare la delegazione americana in Germania, dove si sono presentati anche diversi esponenti di spicco dell’opposizione. Nel suo intervento, Rubio ha cercato di convincere gli alleati europei a seguire la strada tracciata da Donald Trump, ma usando toni decisamente più diplomatici di altri suoi colleghi. «Gli Stati Uniti non cercano di dividere, ma di rivitalizzare una antica amicizia. Non vogliamo che gli alleati razionalizzino lo status quo in crisi, piuttosto che fare i conti con ciò che è necessario per risolverlo. Gli Stati Uniti vogliono un’alleanza rinvigorita che riconosca che ciò che ha afflitto le nostre società non è solo un insieme di cattive politiche, ma un malessere di disperazione e autocompiacimento», ha detto Rubio nel suo intervento.

I «modi bruschi» di Trump e il passaggio sull’immigrazione

A proposito delle relazioni burrascose tra le due sponde dell’Atlantico, il segretario di Stato ha commentato: «Noi americani a volte possiamo sembrare un po’ diretti e bruschi nei nostri consigli. … Il motivo, amici miei, è perché ci teniamo profondamente. Non vogliamo che i nostri alleati siano deboli, perché questo ci renderebbe ancora più deboli. Vogliamo alleati che sappiano difendersi». E la fine dell’alleanza transatlantica, ha precisato, «non è né il nostro obiettivo né il nostro desiderio». Dopodiché, ha rivendicato la linea dell’amministrazione Trump su diversi temi chiave, a partire da quello dell’immigrazione. «Ottenere il controllo dei nostri confini nazionali non è xenofobia, non è odio. È un atto fondamentale di sovranità nazionale, e non farlo non è solo un’abdicazione a uno dei nostri doveri più basilari nei confronti del nostro popolo. È una minaccia alle nostre società e alla sopravvivenza della nostra stessa civiltà», ha scandito Rubio, facendo sue – di fatto – le parole pronunciate un anno fa da Vance.

La standing ovation e il sospiro di sollievo

Il discorso di Rubio era uno dei più attesi della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove gli spettatori – tra cui siedono diversi capi di governo e importanti figure dell’industria europea – attendevano di sapere se avrebbe optato per un attacco in stile Vance oppure per un discorso più conciliante. Al termine del discorso, quando è apparso evidente che il segretario di Stato ha scelto la seconda opzione, il pubblico gli ha tributato una standing ovation e un lungo applauso. «Ha colto il sospiro di sollievo in quest’aula mentre ascoltavamo quello che interpreterei come un messaggio di rassicurazione, di partenariato?», gli ha chiesto Wolfgang Ischinger, presidente della Conferenza di Monaco, al termine del suo intervento.

Foto copertina: EPA/Ronald Wittek | Marco Rubio, segretario di Stato Usa, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco

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