Il referendum spacca pure gli avvocati, la rivolta contro il presidente Francesco Greco: «Basta fare campagna per il Sì a nome di tutti»

È guerra anche nel mondo degli avvocati sul referendum sulla giustizia in programma i prossimi 22 e 23 marzo. Nelle scorse ore un gruppo di legali schierati sul No alla riforma Nordio ha preso carta e penna e scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco, censurando le sue ripetute uscite pubbliche in favore del Sì. «Abbiamo appreso con stupore che sul sito istituzionale del CNF sono state pubblicate diverse interviste da Lei rilasciate sul tema referendario, a favore del “sì”», si legge nel testo del documento visionato da Open. «Non si vuole qui entrare nel merito di tali dichiarazioni, pure opinabili. È però evidente che le stesse non possano che essere state rilasciate a titolo personale, considerato che il Consiglio Nazionale Forense è un organo istituzionale che rappresenta l’intera classe forense – così come il suo Presidente – e, dunque, non potrebbe mai schierarsi a favore o contro una riforma costituzionale come quella di cui si discute».
Le uscite pubbliche di Greco (anche contro Gratteri)
Oltre a rilasciare diverse interviste in cui spiegava le ragioni della riforma della giustizia voluta dal governo Meloni, nei giorni scorsi Francesco Greco – alla guida del Consiglio forense dall’aprile 2023 – ha anche firmato un intervento sul Foglio in cui si diceva incredulo per le (presunte) parole di Nicola Gratteri sul sì alla riforma della “massoneria deviata“, parlando di una caduta (smentita seccamente) nella «peggiore demagogia». Tesi rilanciate apertamente dai canali ufficiali del Consiglio nazionale forense che rappresenta gli avvocati italiani. Una “esondazione” oltre il ruolo ufficiale inaccettabile secondo le decine di colleghi che hanno co-firmato la lettera aperta a Greco (un’ottantina le adesioni raccolte a domenica sera).
La rivolta contro il presidente del Consiglio forense
«È noto come in tutta Italia siano stati costituiti da parte di avvocate e avvocati numerosi comitati per il “no” che dimostrano la presenza di molteplici sensibilità e diverse posizioni sulla riforma oggetto del prossimo referendum. A fronte di questa situazione, riteniamo del tutto inopportuno che nei Suoi interventi pubblici Lei non abbia chiarito di intervenire a titolo personale, ma si sia espresso a nome di tutta la categoria», scrive il gruppo dei sette. «Inoltre, a fronte di tanti, tra avvocate e avvocati, schierati per il “no” , non si comprende come un collega, prima ancora che Presidente del CNF, possa affermare che chi si schiera per il “no” non abbia mai avuto a che fare con la giustizia civile, penale e amministrativa. Riteniamo che si tratti di una modalità di intervento sul tema referendario che induce la cittadinanza a ritenere, erroneamente, che l’intera avvocatura sia favorevole alla riforma costituzionale». S’attende ora la replica di Greco.
Foto di copertina: Francesco Greco all’ultimo Congresso del Consiglio Nazionale Forense – Torino, 16 ottobre 2025 (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)
