Inizia il Ramadan per 2 miliardi di musulmani: come funziona e che succede se si interrompe il digiuno

Sarà la luna a dire se il Ramadan inizierà questa sera, 17 febbraio, o domani. Per avvistare la prima piccola falce di luna crescente l’Istituto nazionale di astrofisica e Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma hanno organizzato un incontro dedicato che è in programma per questo pomeriggio (e che si potrà seguire anche online). A partire dalla comparsa della luna, scatterà il mese sacro del Ramadan per i musulmani di tutto il mondo. Ma cosa significa e come viene celebrato?
Il significato del Ramadan
Le quattro settimane del Ramadan rappresentano il nono mese del calendario islamico, considerato il mese più sacro per i musulmani. È il mese delle preghiere speciali, della lettura del Corano, delle opere di carità e del digiuno. Secondo la tradizione islamica, il profeta Maometto ricevette le prime rivelazioni del Corano proprio durante il Ramadan. Oggi il digiuno del Ramadan (sawm) rappresenta uno dei cinque Pilastri dell’Islam, ed è obbligatorio per ogni musulmano adulto e in buona salute. Gli altri quattro sono la
shahada (la professione di fede), la salat (la preghiera), la zakat (l’elemosina) e l’hajj (il pellegrinaggio alla Mecca).
Come si pratica il Ramadan
Ogni giorno, durante il mese del Ramadan, i musulmani iniziano il digiuno all’alba dopo un pasto chiamato suhur. Il digiuno viene interrotto solo quando il sole tramonta: quello è il momento dell’iftar, il pasto serale. Ma non c’è solo il digiuno: tra l’alba e il tramonto è vietato anche bere (acqua inclusa), fumare e avere rapporti sessuali. L’idea alla base di queste privazioni è l’esercizio di autocontrollo, la disciplina, la consapevolezza della dipendenza da Dio e l’empatia verso chi vive in condizioni di privazione. Dal digiuno (e soprattutto dal divieto di bere acqua) sono esentati i malati, le donne in gravidanza o in allattamento, gli anziani fragili e poi i bambini.
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Le preghiere
Durante le giornate di Ramadan c’è anche un momento di preghiera notturno che si aggiunge alle cinque preghiere già previste dalla religione islamica (una prima dell’alba, una a mezzogiorno, una nel pomeriggio, una subito dopo il tramonto e una la sera). Le preghiere notturne (chiamate tarawih) non sono obbligatorie ma raccomandate e sono comunitarie: il loro scopo è quello di permettere l’ascolto della recitazione completa del Corano nel corso del mese. In più, servono a rafforzare la dimensione comunitaria del Ramadan e a sottolineare il ruolo spirituale notturno del mese sacro.

Come si calcola il periodo di Ramadan
Il mese del Ramadan non ha una data fissa perché si basa sul calendario lunare che è di circa 10 o 11 giorni più corto rispetto al calendario gregoriano comunemente usato. Quest’anno, quindi, in base alla fase lunare (e all’avvistamento della prima falce) il Ramadan inizierà la sera del 17 febbraio o del 18 e terminerà il 19 o il 20 marzo 2026. Come indicato dal Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma, quello del 2026 è il Ramadan 1447 AH, ovvero l’anno 1447 del calendario islamico, chiamato Hijri. Il calendario islamico conta gli anni a partire dall’Egira, ovvero la migrazione di Maometto dalla Mecca a Medina avvenuta nel 622 dopo Cristo.
Cosa succede se si interrompe il Ramadan
Come si legge nel sito dell’Islamic Relief Italia, una delle più importanti Ong del mondo islamico, chi non digiuna (per alcuni giorni o per tutto il periodo di Ramadan) deve fare una donazione. Ci sono due tipi di donazioni previste: la prima è la Fidya, che si applica in caso di digiuni mancati dovuti alla necessità. I giorni di digiuno vanno recuperati (ossia fatti successivamente). Se questo non è possibile, allora scatta la donazione che consiste nello sfamare una persona bisognosa per ogni giorno di digiuno non osservato. La seconda tipologia è la Kaffara, che si applica a chi interrompe intenzionalmente il digiuno senza una valida ragione. Per espiare il digiuno intenzionalmente interrotto, secondo la giurisprudenza islamica classica si deve digiunare ininterrottamente per 60 giorni oppure si devono sfamare 60 bisognosi.
Quanti sono i musulmani che fanno il Ramadan
Le stime pubblicate dall’Ansa indicano che nel mondo ci sono circa 1,9–2 miliardi di musulmani, pari a circa 23-25% della popolazione globale. Secondo l’analisi del Pew Research Center circa 93–97% dei musulmani dichiara di digiunare durante il Ramadan.
FOTO: Ansa EPA/HOTLI SIMANJUNTAK
