Cecchini italiani a Sarajevo, l’accusa a un piemontese: «Si vantava di sparare alle donne»

C’è un terzo profilo tra i cecchini di Sarajevo. Il Fatto Quotidiano sostiene di averlo individuato in Piemonte. Si tratta di un cacciatore di selvaggina di grossa taglia, che ha dichiarato davanti a più persone di aver ucciso delle donne durante il conflitto nella ex Jugoslavia. Lo ha fatto in alcuni momenti conviviali dopo la caccia. Vantandosi di essere andato a Sarajevo e precisando che tra bambini, uomini e donne il suo “bersaglio preferito” era il genere femminile, definito spesso con frasi cariche di disprezzo.
I cecchini italiani a Sarajevo
L’11 novembre 2025 la procura di Milano ha aperto un’inchiesta dopo l’esposto del giornalista Ezio Gavazzeni. I reati ipotizzati sono omicidio plurimo aggravato da motivi abietti e crudeltà. Indaga il Ros dei carabinieri coordinato dal pubblico ministero Alessandro Gobbis. C’è un iscritto nel registro degli indagati: un ottantenne residente nel pordenonese (Friuli Venezia Giulia), che come il piemontese è amante delle armi ed è politicamente schierato nell’estrema destra. Mentre il cecchino del Nord Ovest è descritto come apertamente misogino. Avrebbe lavorato nel settore pubblico e ha un’età tra i 65 e i 70 anni.
La testimonianza
Intanto Aleksandar Licanin, oggi 63enne, all’epoca volontario in un’unità corazzata serbo-bosniaca a Grbavica, ha detto alla stampa britannica che il comandante a capo dei cecchini «guidava una jeep con un teschio umano montato sul cofano e ancora, che dopo aver eliminato i civili, gli assassini si abbuffavano di maiale arrosto durante cene imbevute di brandy». In un’altra intervista video rilasciata a Domagoj Margetić ha anche affermato non solo di aver assistito a eventi legati all’attività dei cecchini a Grbavica e vicino al cimitero ebraico ma di aver visto direttamente il reparto che organizzava i safari umani. E avrebbe visto l’attuale presidente della Serbia Aleksandar Vucic allora ventenne sparare ai civili con un fucile di precisione. Vucic ha negato le accuse.
