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Xylella, archiviata l’inchiesta contro l’esperto del Cnr che isolò il batterio killer degli ulivi in Puglia: «Una lezione per stregoni e complottisti»

20 Febbraio 2026 - 13:31 Alba Romano
xylella archiviazione inchiesta esperto cnr
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Il ricercatore Donato Boscia: «Riconosciuto il rigore degli scianziati»

Il gip del tribunale di Bari ha disposto l’archiviazione del procedimento contro Donato Boscia, il ricercatore del Cnr accusato di aver favorito la diffusione della Xylella in Puglia. Negli ultimi anni, il batterio ha contaminato circa 10 milioni di ulivi nella regione. E Boscia, in qualità di esperto, era nel team che per primo ha isolato la Xylella alle origini. Le accuse di aver favorito la diffusione del batterio si basavano su una serie di esposti presentati da comitati, associazioni di categoria, agricoltori e politici, tra cui l’ex senatore del M5s Alfonso Ciampolillo. Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della procura di Bari, stabilendo che Boscia ha agito nel pieno rispetto delle regole europee e nazionali.

Le accuse contro gli esperti del Cnr

Secondo i denuncianti, la propagazione del batterio nel territorio pugliese sarebbe stata «innescata, favorita e incoraggiata da ritardi e omissioni commessi da parte delle autorità amministrative preposte a contrastare la diffusione di agenti patogeni idonei a compromettere l’ecosistema della Regione Puglia». In particolare, nelle denunce venivano contestati i trattamenti con sostanze chimiche, le eradicazioni e i reimpianti, ma anche la veridicità degli accertamenti fatti dagli ispettori fitosanitari. Un’altra inchiesta analoga era stata archiviata a Lecce nel 2019. Nel fascicolo barese erano ipotizzati, a carico di ignoti, anche i reati di disastro ambientale, diffusione di notizie esagerate atte a turbare l’ordine pubblico, rifiuto di atti d’ufficio e corruzione, tutti ritenuti insussistenti dal Tribunale.

«Giustizia è stata fatta»

L’archiviazione dell’inchiesta è stata accolta con un sospiro di sollievo da Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e di Cia Agricoltori Italiani di Puglia, che commenta: «Giustizia è fatta, stregoni e complottisti se ne facciano una ragione, ora la lotta alla Xylella e la ricerca di una soluzione definitiva agli effetti e alla diffusione del batterio riprendano con più vigore, sostenendo la ricerca scientifica e avendo come obiettivo il ripristino del potenziale produttivo olivicolo in tutte le zone colpite. L’archiviazione di tutte le accuse – continua Sicolo – dimostra ancora una volta, e ci auguriamo definitivamente, che cercare capri espiatori e dare credito a tesi negazioniste e complottiste è stato un modo di agire del tutto folle e dannoso».

Boscia: «Riconosciuto il rigore dei ricercatori»

A sorridere è ora anche lo stesso Donato Boscia, ex direttore dell’Istituto di protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari, che commenta così l’archiviazione dell’inchiesta a suo carico: «Dopo oltre un decennio di polemiche, negazioni, sospetti e mistificazioni, questa archiviazione, puntualmente motivata dal giudice, costituisce a tutti gli effetti il riconoscimento del mio corretto operato. Resta il rammarico di aver subìto per lungo tempo una contrapposizione pretestuosa, a volte anche verbalmente violenta, che ha provato ad insinuare persino dubbi sul rigore scientifico dei tanti ricercatori che hanno dedicato anni di studi finalizzati alla risoluzione dell’emergenza Xylella».

Foto copertina: ANSA/Stefania Congedo | Un ulivo attaccato dalla Xylella viene tagliato con le motoseghe ad Oria (Brindisi), 13 aprile 2015