Ultime notizie Festival di SanremoGiorgia MeloniOlimpiadi 2026ReferendumTrapianti
ATTUALITÀInformazioneRaiReportSigfrido RanucciSindacatiTv

Ranucci e i precari di Report «deportati nelle sedi regionali Rai». La strigliata dei sindacati: «Porti rispetto, i Tgr non sono lager»

21 Febbraio 2026 - 15:11 Ugo Milano
sigfrido ranucci
sigfrido ranucci
Il conduttore si difende: «Giudizi legittimi, ma ho usato quel termine tra virgolette»

È polemica tra Sigfrido Ranucci e i comitati di redazione (Cdr) – ossia gli organi sindacali interni dei giornalisti – dei Tg regionali Rai. A dare il via alle polemiche è un post del conduttore di Report in cui polemizza con un articolo del Giornale a proposito dell’ultimo concorso a viale Mazzini. Nell’articolo in questione si legge che Ranucci «incassa due assunzioni» per il suo programma. In realtà, precisa il conduttore, «gli assunti provenienti dalla redazione di Report» e destinati ad altri programmi Rai «sono 8, non 2. E 6 se accetteranno saranno “deportati” nelle sedi regionali».

I sindacalisti Rai contro Ranucci

È proprio l’utilizzo del verbo “deportare” che ha mandato su tutte le furie i rappresentanti sindacali interni dei giornalisti Rai. «Abbiamo sempre difeso Report e Sigfrido Ranucci dagli attacchi della politica, di chi vorrebbe silenziare il programma e le sue inchieste, dalle intimidazioni e dagli ignobili attentati. E continueremo a farlo, perché pensiamo che Report e la sua redazione siano un patrimonio del servizio pubblico. Per questo crediamo che le parole del conduttore di Report siano inaccettabili», si legge in una nota del coordinamento dei Cdr dei Tgr. Nelle sedi regionali della Rai, sottolinea il comunicato, «non si viene “deportati” – termine a dir poco infelice e soprattutto irrispettoso per coloro che la deportazione, quella vera, l’hanno subita – ma si entra, grazie all’impegno di Usigrai, per selezione non per chiamata diretta».

Dura anche la replica del sindacato minoritario Unirai, che esprime la propria «indignazione» per le parole di Ranucci: «Tutti finalmente avranno un contratto, un tesserino, regole certe ed un percorso professionale dopo anni di incertezze. La Tgr non è un lager e non ci sono deportati. Le parole del collega Ranucci inoltre feriscono chi ha subito il dramma vero della deportazione e tutti i circa 800 giornalisti che già lavorano nelle sedi regionali».

La replica del conduttore

Nel rispondere ai comunicati dei sindacalisti, Ranucci sceglie innanzitutto l’ironia: «La bella notizia per la Rai è che sono riuscito a ricongiungere i due sindacati dei giornalisti». Dopodiché, aggiunge: «Gli attacchi da parte di sindacati avversi tra loro, li rispetto, ma sono il riconoscimento della mia coerenza. La difesa di trasmissioni come Report e Presa Diretta non è una maglietta che indossi la mattina e te la sfili la sera quando magari coincide con i propri interessi». E a proposito delle critiche all’espressione usata, Ranucci commenta che «i giudizi critici sul termine “deportazione” sono legittimi. L’ho inserito tra virgolette grazie ai consigli di un grande esperto di comunicazione».