Garlasco, la consulenza che “salva” Stasi e la «prova regina» che accusa Andrea Sempio

L’indagine sul delitto di Garlasco è all’ultima curva. Ieri Cristina Cattaneo, la dottoressa incaricata della consulenza dalla procura di Pavia, ha depositato il suo lavoro. Tecnicamente è ancora coperta da segreto dopo la consegna al procuratore Fabio Napoleone e al suo vice Stefano Civardi. Ma la ricostruzione di cosa è accaduto il 13 agosto 2007 nel villino di via Pascoli parte da un punto fermo. Ovvero che l’aggressione a Chiara Poggi è durata più di pochi minuti, come recitava la sentenza che ha condannato Alberto Stasi. Ed è stata in due fasi. Con il deposito integrale della relazione da 300 pagine i pm potranno tirare le fila sull’accusa ad Andrea Sempio. E tirare fuori anche la «prova regina» che l’accusa ha a disposizione.
Il delitto di Garlasco e la consulenza di Cattaneo
Spostare i tempi dell’aggressione a Chiara Poggi significa in primo luogo escludere Stasi dalla possibilità di aver ucciso. Perché, spiega oggi Il Giornale in un articolo di Luca Fazzo, a questo punto i tempi dell’alibi del computer tornano a essere dirimenti. Diluire la data dell’aggressione significa che i 23 minuti passati dall’apertura della porta di casa Poggi all’accensione del computer di Stasi non bastano più. Stasi avrebbe dovuto colpire a morte la fidanzata, pulirsi in modo sommario, fare sparire l’arma del delitto e rincasare: una sequenza compatibile solo con una durata assai breve dell’omicidio. La relazione invece “spalma” l’aggressione su un orizzonte temporale più vasto.
Le conseguenze
Secondo alcuni questo potrebbe bastare affinché la stessa procura di Pavia avvii l’iter per la revisione della condanna di Stasi e la sospensione della pena. Ma questo appare improbabile (o meglio: di per sé non basta) se non altro leggendo l’accusa nei confronti di Sempio, il quale era considerato (in ipotesi) omicida in concorso proprio con Stasi oltre che con ignoti. Cattaneo ha lavorato sulla Bpa, l’analisi delle tracce di sangue dei Ris di Cagliari. 300 pagine ancora secretate che indicano la provenienza delle macchie di sangue sui pavimenti e degli schizzi sui muri. E servono a indicare la probabile posizione dell’assassino durante il delitto.
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Un giudizio di compatibilità
Le analisi antropometriche effettuate da Cattaneo su Sempio servivano proprio a verificare la compatibilità del suo fisico con la struttura corporea dell’assassino, così come emerge dalla Bpa. Ma si tratterebbe appunto di un giudizio di compatibilità, e non di attribuzione certa, spiega il quotidiano. Gli unici elementi che continuano a collegare Sempio al delitto sono l’impronta 33 sul muro delle scale e il Dna (della famiglia) sulle unghie di Chiara. Per questo serve un’altra prova, quella regina, per chiudere l’indagine e sostenere un’accusa davanti al giudice.
