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Pasta, olio, carne e latte, boom dei prezzi in 5 anni: così la spesa costa 152 euro in più al mese – Il rapporto

27 Febbraio 2026 - 14:47 Bruno Gaetani
caro spesa dati centro consumatori confronto 2021 2026
caro spesa dati centro consumatori confronto 2021 2026
L'analisi del Centro Consumatori Italia sugli aumenti del costo degli alimenti: «Speculazioni evidenti, la politica intervenga»

Nel 2026, fare la spesa costa 1.824 euro in più all’anno rispetto al 2021. È il dato che emerge dall’ultimo aggiornamento dell’osservatorio nazionale del Centro Consumatori Italia (Cci), che fotografa l’aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari negli ultimi cinque anni. Secondo la rilevazione, la spesa media mensile di una famiglia è passata dai 480 euro del 2021 (dato Istat) ai 632 euro di febbraio 2026. Un incremento di 152 euro al mese, pari a 1.824 euro in più all’anno. In termini percentuali, si tratta di un aumento del 32%.

Come cambiano i prezzi degli alimentari

Nel dettaglio, i dati del Centro Consumatori Italia mostrano come tra il 2021 e febbraio 2026 i prezzi medi al chilo di diversi beni di largo consumo siano aumentati in modo significativo. Il pane è passato da 3,03 euro al chilo nel 2021 a 4,99 euro nel 2026, la pasta da 1,34 a 2,19 euro. Il latte, che nel 2021 costava 1,29 euro, è arrivato a 1,85 euro. Tra gli aumenti più evidenti c’è quello dell’olio extravergine d’oliva: da 5,20 euro al chilo nel 2021 a 11,50 euro nel 2024, prezzo confermato anche nel 2026. Le mele Gold sono più che raddoppiate, passando da 1,12 a 2,52 euro al chilo. I limoni sono saliti da 1,84 a 3 euro, le carote da 1,27 a 2 euro, le patate da 1,19 a 1,95 euro. Rincari marcati anche per la carne: il pollo intero è passato da 4,22 a 7,60 euro al chilo; le cosce di pollo da 3,70 a 6,95 euro. Il macinato di vitello è salito da 7,99 a 14,50 euro al chilo. Il prosciutto cotto, infine, è passato da 18,34 a 28 euro al chilo.

Le richieste del Centro Consumatori Italia

Rosario Trefiletti, presidente del Cci, parla di «evidenti speculazioni all’interno della filiera agro-alimentare», dove si registrerebbero «salti di prezzo dai produttori ai consumatori del 600–700%». Questi aumenti, spiega, «ricadono sulle famiglie che già soffrono per gli stipendi al palo e per le pensioni bistrattate, aggravando la loro situazione socio-economica, diminuendone i consumi». Da qui, dunque, la richiesta avanzata da Trefiletti di intensificare i controlli anti-speculazione e approvare «interventi per rinnovare i contratti di lavoro, perequare le pensioni, una definizione di un salario orario minimo per legge, di una patrimoniale per redditi milionari e di interventi fiscali sugli enormi profitti, per decine e decine di miliardi realizzati da banche, assicurazioni e gestori energetici».

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