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«Mio marito mi dice “ti ammazzo e la faccio finita”», i messaggi nella chat di classe scoperti da un poliziotto: la trappola e la pistola pronta a sparare

01 Marzo 2026 - 09:28 Giovanni Ruggiero
Auto polizia
Auto polizia
La trappola organizzata dall'agente fuori servizio per intercettare l'uomo. Addosso aveva un'arma pronta a sparare. Dopo il fermo del marito, la moglie ha trovato il coraggio di parlare con la polizia: i lividi sul corpo e i racconti delle violenze, dopo i segnali lanciati nella chat scolastica

Era nella chat di classe di uno dei figli che una donna di 45 anni ha trovato il modo per raccontare le violenze del marito, con cui viveva da separata in casa nel quartiere Aurelio di Roma. La donna, madre di due bambini di 9 e 10 anni, riportava nella chat di gruppo le frasi che il marito le rivolgeva, con crescente violenza nel corso del tempo. «Ti ammazzo e non mi importa di farmi 20 anni di galera», le diceva l’uomo, come racconta il Messaggero. E ancora: «Ti strangolo e così la faccio finita». Mentre ci sarebbe stato chi ha provato a minimizzare, con l’idea che la situazione si risolvesse da sola, una componente del gruppo ha segnalato quei messaggi al marito poliziotto.

Come è stato fermato il marito con la pistola in tasca a Roma

L’agente, fuori servizio, ha fatto scattare un controllo. Una volante ha intercettato l’uomo mentre rincasava, dove avrebbe trovato la moglie. In tasca aveva una pistola Browning calibro 6.35, carica e pronta per sparare. La Questura gli aveva già vietato il possesso di qualsiasi tipo di arma. Fermato, l’uomo ha cercato di minimizzare. Non ha spiegato perché girasse armato, né come fosse entrato in possesso della Browning, risultata intestata a un lontano parente anziano. Lavora come impiegato, non ha valori da trasportare o custodire. Per gli investigatori l’unica spiegazione plausibile per quell’arma sono le ripetute minacce di morte rivolte alla moglie.

Le minacce e la separazione in casa: cosa ha raccontato la donna alla polizia

Quando la 45enne ha saputo che il marito era stato trovato armato, ha deciso di raccontare l’intera vicenda ai poliziotti. Ha spiegato di essere da tempo separata in casa, e che lui avrebbe potuto nascondere la pistola nella sua stanza senza difficoltà. «Non so più come andare avanti. Mio marito mi minaccia di continuo e in alcune occasioni mi ha messo le mani addosso», ha detto agli agenti. «Da tempo mi diceva che mi avrebbe ammazzata. Che ci faceva mio marito con una pistola in tasca? Credo mi avrebbe uccisa».

Denuncia e codice rosso: i lividi della donna confermano le violenze

Dopo il fermo del marito, la donna ha mostrato ai poliziotti diversi lividi. È stata portata in ospedale, dove i medici hanno refertato lesioni dovute a percosse. Il ritrovamento della pistola insieme ai certificati medici ha fatto scattare un procedimento da codice rosso.