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Lo sfogo del chirurgo Oppido che ha operato Domenico col cuore “bruciato”: «Ho fatto il mio mestiere, mi state rovinando la vita»

03 Marzo 2026 - 11:45 Giovanni Ruggiero
Chirurgo Oppido, che ha operato il piccolo Domenico del cuore bruciato
Chirurgo Oppido, che ha operato il piccolo Domenico del cuore bruciato
Il chirurgo del Monaldi è stato raggiunto dalle telecamere di Lo stato delle cose su Raitre, da cui ha cercato di scappare cadendo sulla scale di casa. Le accuse ai giornalisti e la certezza che le colpe siano tutte della collega. L'ipotesi di Giorgia Meloni ai funerali del piccolo Domenico

Guido Oppido non ci sta a fare da parafulmine delle accuse per la morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni morto all’ospedale Monaldi dopo il fallito trapianto del cuore. Il cardiochirurgo pediatrico, sospeso dall’Azienda Ospedaliera dei Colli e indagato per omicidio colposo insieme ad altri sei tra colleghi e infermieri, non ha dubbi sulla sua totale buona fede. Anzi, se proprio vanno cercate le colpe, si dovrebbe guardare altrove. Inseguito dall’inviato di Massimo Giletti, il medico si è difeso: «Ho operato bene, ho fatto il mio mestiere», ha dichiarato, rivendicando 11 anni di lavoro in Campania e circa tremila interventi su bambini. «Tutto questo mi succede perché ho provato ad aiutare i figli degli altri», ha aggiunto.

Il tentativo di fuga dalle telecamere di Giletti e lo sfogo sui giornalisti

Le telecamere di Lo stato delle cose lo hanno raggiunto sotto casa. E la scena è stata tutt’altro che tranquilla: Oppido ha cercato di evitare di rispondere alle domande, è anche scivolato sulle scale nel tentativo di allontanarsi, per poi chiudersi la porta alle spalle dopo un ultimo sfogo. «Voi giornalisti mi state rovinando la vita. Avete distrutto la mia vita», ha detto rivolgendosi agli inviati della trasmissione. Sulle accuse dell’inchiesta, il medico ha poi aggiunto: «Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici».

Il nodo del ghiaccio secco e i venti minuti che non tornano

La ricostruzione degli eventi del 23 dicembre, giorno dell’intervento al Monaldi su Domenico, morto il 21 febbraio scorso dopo 60 giorni di coma farmacologico, ruota attorno a un errore che Oppido indica come il punto di origine di tutto. Secondo lui tutto parte dalll’uso del ghiacco secco nel contenitore frigo usato dalla collega Gabriella Farina, anche lei indagata, per trasportare il cuore espiantato a un donatore di Bolzano. Quell’errore, secondo la sua versione, avrebbe «bruciato» l’organo prima ancora dell’impianto.

C’è però anche quel che racconta la cartella clinica del piccolo Domenico. In sala operatoria sono stati sprecati 20 minuti a cercare di scongelare il cuore con acqua tiepida, prima di procedere all’intervento definendo l’impianto come «unica scelta possibile».

La ricostruzione non torna anche con quanto dichiarato dallo stesso Oppido il 30 dicembre alla direzione dell’ospedale, quando parlava di «operazione ben fatta». Come riportato da Il Mattino, la procura cerc risposte su quei 20 minuti di buco: non è chiaro perché l’espianto del cuore malato del bambino è iniziato prima ancora che l’organo sostitutivo fosse arrivato e verificato.

L’inchiesta entra nel vivo: periti nominati e un esperto già sostituito

Sul fronte giudiziario, l’indagine sta accelerando. Il gip ha provveduto alla nomina del collegio peritale, ma ha già dovuto sostituire uno degli esperti dopo la ricusazione presentata dalla famiglia Caliendo, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, per via di dichiarazioni che il medico aveva rilasciato pubblicamente sui media prima ancora di iniziare il proprio lavoro. I periti dovranno fare luce sui punti ancora irrisolti della vicenda, a partire dalla sequenza temporale dell’intervento. Anche le dichiarazioni rese da Oppido agli ispettori della Regione Campania sono ora al vaglio del ministero della Salute.

I funerali di Domenico: possibile la presenza della premier Meloni

Mentre l’inchiesta prosegue tra carte, perizie e contraddizioni, la salma del piccolo Domenico verrà restituita alla famiglia per consentire i funerali. La premier Giorgia Meloni, che aveva già espresso solidarietà alla madre del bambino nei giorni scorsi, potrebbe essere presente alla cerimonia.