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Le chat dei medici di Ravenna sui migranti: «Maledetti sbirri»

05 Marzo 2026 - 06:16 Alba Romano
medici ravenna indagati immigrazione
medici ravenna indagati immigrazione
«Non sono d’accordo a dare a priori la non idoneità. Se non ci sono ragioni specifiche, io non lo faro», scrive una dottoressa

Nell’indagine sui presunti falsi certificati anti-rimpatrio a Ravenna le chat dei medici raccontano una specie di obiezione di coscienza. Secondo l’accusa si firmava la non idoneità per evitare di inviare gli immigrati al Cpr. Con contrasti tra i camici bianchi: «Non sono d’accordo a dare a priori la non idoneità. Se non ci sono ragioni specifiche, io non lo faro», scrive una. E un’altra dottoressa inquisita afferma che «il modo per esprimere dissenso è la non idoneità». La Procura ha depositato la richiesta di interdizione di un anno dalla professione per i medici coinvolti nell’inchiesta.

Le intercettazioni

Su 64 persone esaminate tra settembre 2024 e gennaio 2026 per le malattie infettive, 34 erano stati dichiarati non idonei. A metà febbraio sei di loro sono finiti nel registra degli indagati. Un medico non di Ravenna gli scriveva: «Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri». Delle intercettazioni parla oggi Il Giornale. Dalle chat si deduce che all’epoca girava per il reparto un modulo prestampato per la non idoneità. «Va riadattato non copiato, ci sono stati problemi con la questura». Un collega chiede: «Bisogna riscrivere tutto a mano?». La dottoressa: «Sì, riscriverlo ogni volta modificandolo».