Bollette del gas, la mossa di Arera per frenare i rincari per la guerra in Iran. Il taglio per un anno: quando scatta e quanto si risparmia

Arriva una piccola modifica alle tariffe nella bolletta del gas da parte di Arera, alla luce del rischio concreto di rincari legati alla guerra in Iran e alla crisi per il settore energetico in Medio Oriente. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha annunciato una misura che l’Authority stessa definisce «eccezionale», riducendo una componente del trasporto del gas per un anno del 15%.
Che cos’è la componente Crvi nella bolletta del gas
Si tratta della componente CRVI, cioè quella che copre i costi dei progetti per la riduzione dei consumi di gas, abbassandola del 15%. L’obiettivo dichiarato, si legge in una nota, è «mitigare l’impatto della volatilità dei mercati internazionali sulla spesa energetica finale dei clienti» in vista della prossima stagione fredda.
Quando scatta il taglio in bolletta e quanto si risparmia
La delibera 62/2026/R/gas, approvata ieri dal Collegio dell’Authority nell’ambito della nuova Unità di Vigilanza Energetica, copre il periodo dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027. Nel dettaglio, il valore della componente CRVI passa da 0,721 a 0,613 centesimi di euro per metro cubo. Per coprire la differenza senza scaricare costi aggiuntivi sulle utenze, Arera ha utilizzato una parte del saldo netto del conto oneri di interrompibilità riferito alla competenza 2024/2025. La misura riguarda sia i clienti domestici che quelli non domestici.
Come Arera monitora i prezzi di gas e luce dopo l’escalation in Medio Oriente
Parallelamente al taglio tariffario, Arera ha attivato un sistema di sorveglianza permanente sui mercati energetici. L’Unità di Vigilanza Energetica, creata in risposta alle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo, ha il compito di tracciare in tempo reale l’andamento dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, stimarne l’impatto sui clienti finali e trasmettere analisi aggiornate a Governo, Parlamento e istituzioni europee. Le sessioni di aggiornamento sul sito di Arera saranno quotidiane, così come la pubblicazione degli indicatori di riferimento.
Qatar: «Petrolio a 150 dollari se il Golfo ferma le esportazioni»
A rendere il quadro ancora più preoccupante ci pensa il ministro dell’energia del Qatar, Saad al-Kaabi, che in un’intervista al Financial Times ha avvertito: se i paesi del Golfo dovessero interrompere le forniture, il barile di petrolio potrebbe toccare i 150 dollari, con effetti devastanti sull’economia globale. Un’eventualità meno teorica di quanto sembri, visto che il Qatar, secondo produttore mondiale di gas naturale liquefatto, ha già dichiarato lo stato di forza maggiore dopo che un drone iraniano ha danneggiato l’impianto di Ras Laffan, il più grande del paese. Anche in caso di cessate il fuoco immediato, ha aggiunto al-Kaabi al FT, servirebbero «settimane o mesi» per ripristinare le consegne regolari.
