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Caro carburanti, per il ministro Urso è colpa delle compagnie petrolifere: «Dai benzinai nessuna speculazione»: quanto sono saliti i prezzi

06 Marzo 2026 - 17:33 Bruno Gaetani
caro carburanti urso speculazione compagnie petrolifere benzinai
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Il ministro Urso: «Rafforzati i controlli della Guardia di finanza su tutta la filiera». Ecco di quanto è salito il prezzo di benzina e gasolio dopo lo scoppio della guerra in Iran

Il rincaro improvviso dei carburanti che ha fatto seguito allo scoppio della guerra in Iran non è colpa dei benzinai, ma delle compagnie petrolifere. A dirlo è il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che oggi ha presieduto la Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocata per affrontare l’escalation della crisi in Medio Oriente. All’indomani dell’attacco congiunto di Usa e Israele, il prezzo del petrolio e del gas sui mercati internazionali è schizzato al rialzo, facendo temere possibili effetti sui mercati energetici.

Le speculazioni delle compagnie petrolifere

In tutta Italia, il prezzo della benzina e soprattutto del gasolio è aumentato sensibilmente negli ultimi giorni. Eppure, afferma Urso in una nota, «sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle». L’attenzione del governo, dunque, «si sta concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai». Con l’aumento delle quotazioni dei prodotti raffinati, scrive il Mimit, si sono registrati «immediati e sensibili adeguamenti al rialzo» dei prezzi consigliati dalle principali compagnie petrolifere. Aumenti che «non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato».

Rafforzati i controlli sulla filiera dei carburanti

Al termine della Commissione di allerta rapida sui prezzi, Urso ha avuto un confronto con Giancarlo Giorgetti, titolare del Mef, per un aggiornamento sull’evoluzione della situazione e per concordare ulteriori azioni di contrasto a fenomeni speculativi. Su indicazione dei due ministeri, saranno rafforzati i controlli della Guardia di finanza su tutta la filiera distributiva dei carburanti. Gli interventi delle Fiamme Gialle saranno finalizzati da un lato a verificare l’osservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo, dall’altro ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.

Quanto è aumentato il prezzo di benzina e gasolio

Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno registrato, negli ultimi quattro giorni, un aumento complessivo di 10 centesimi al litro per la benzina e di 26 centesimi per il gasolio. Per quanto riguarda i prezzi al distributore, i valori medi nazionali in modalità self per benzina (1,76/l) e gasolio (1,91/l) risultano più elevati rispetto a venerdì 27 febbraio 2026, rispettivamente di 9,2 centesimi e 18,9 centesimi al litro.

Le prospettive negative per i prossimi giorni

Nei prossimi giorni lo scenario non sembra destinato di certo a migliorare. Soprattutto dopo il monito del ministro dell’Energia del Qatar, secondo cui la guerra in Medioriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane. Il ministro ha previsto che se tutti gli esportatori di energia del Golfo interromperanno la produzione nel giro di pochi giorni, il prezzo del petrolio schizzerà a 150 dollari al barile. Saad al-Kaabi ha aggiunto al FT che, anche se la guerra finisse immediatamente, ci vorrebbero 1settimane o mesi», perché il Qatar torni a un normale ciclo di consegne dopo l’attacco di un drone iraniano al suo più grande impianto di gas naturale liquefatto. Il Qatar, il secondo produttore mondiale di Gnl, è stato costretto a dichiarare lo stato di forza maggiore questa settimana dopo lo sciopero nel suo impianto di Ras Laffan.

Foto copertina: EPA/Arshad Arbab