La nave Garibaldi sarà ceduta (gratis) all’Indonesia, sfuma l’ipotesi di un museo galleggiante a Taranto: cosa otterrà l’Italia

Il futuro della portaerei Giuseppe Garibaldi sarà lontano dall’Italia. L’ex ammiraglia della Marina militare si avvia infatti alla conclusione della sua lunga carriera sotto bandiera italiana e si prepara a passare nelle mani dell’Indonesia. Secondo quanto previsto dal dossier elaborato dallo Stato Maggiore, l’unità navale dovrebbe essere impiegata come piattaforma per droni. La cessione, inizialmente ipotizzata a titolo oneroso per circa 450 milioni di euro, avverrà invece gratuitamente.
L’intesa con Jakarta
La conferma formale dell’operazione, spiega il Corriere del Mezzogiorno, è attesa nei prossimi giorni. Le commissioni Difesa di Camera e Senato stanno esaminando la documentazione predisposta dallo Stato Maggiore e dovrebbero esprimersi entro una decina di giorni. «La scelta di sottoporre la procedura di cessione di nave Garibaldi al vaglio parlamentare è stata espressamente adottata dalle strutture tecniche competenti dell’Amministrazione della Difesa proprio per garantirne la massima trasparenza», spiega in una nota il ministro Guido Crosetto. Alla base dell’intesa, secondo quanto scrive il Corriere, ci sarebbe un rafforzamento dei rapporti industriali tra Roma e Jakarta nel settore della difesa. Tra le ipotesi allo studio figurano nuovi ordini per sei sommergibili classe DGK prodotti da Drass per un valore stimato di 480 milioni di euro, 24 aerei da addestramento M-346 realizzati da Leonardo per circa 600 milioni e tre velivoli da pattugliamento marittimo per altri 450 milioni.
L’addio al porto di Taranto
La cessione all’Indonesia fa tramontare, di fatto, la prospettiva di trasformare la Garibaldi in un museo galleggiante a Taranto, suscitando delusione nella città pugliese. Nella relazione inviata al Parlamento, lo Stato Maggiore sottolinea i costi elevati legati al mantenimento della nave: nel 2025 sono stati circa 5 milioni di euro tra consumi elettrici, vigilanza, sicurezza e attività minime necessarie a preservare l’integrità della piattaforma.
La lunga vita della nave Garibaldi
Quando era ancora operativa, la Garibaldi poteva imbarcare fino a 18 aeromobili. Inizialmente impiegata con elicotteri, tra il 1994 e il 2012 ha operato anche con i caccia Harrier prima di essere riconvertita in portaelicotteri per operazioni anfibie. Nel corso della sua vita ha partecipato a diverse missioni internazionali, tra cui Restore Hope in Somalia, Allied Force durante la guerra del Kosovo, Enduring Freedom in Afghanistan e Unified Protector in Libia.
Foto copertina: ANSA/Roberta Grassi | La nave Garibaldi durante un’esercitazione al largo di Taranto, nel 2015
