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New York Times: «Il Dipartimento di Stato vende le bombe a Israele aggirando il Congresso»

08 Marzo 2026 - 16:45 Stefania Carboni
israele usa bombe
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Un escamotage dentro l'Arm Export Control Act. Così, come fece Biden, anche il presidente Usa ha deciso di vendere bypassando il controllo congressuale. Si tratta di 20mila bombe del valore di 660 milioni di dollari

Secondo quanto ricostruito dal New York Times il Dipartimento di Stato aggira il Congresso per la vendita di 20mila bombe a Israele. Per alcune fonti il ministero ha fatto sapere che il segretario di Stato Marco Rubio ritiene ci sia un’emergenza in seguito alla guerra in Iran e quindi è necessario dare a Tel Aviv munizioni per un valore di circa 660 milioni di dollari. Questa tipologia di emergenze è prevista all’Arm Export Control Act. Per la prima volta Trump la starebbe usando, durante il suo secondo mandato. Si tratta di una legge del 1976 e permette al presidente Usa di controllare l’esportazione e l’importazione di articoli e servizi per la difesa. Ma per le vendite significative, come in questo caso, dovrebbe esser informato anche il Congresso.

Come funziona l’Arms Export Control Act (AECA)

Con l’Aeca il presidente ha il potere di designare quali articoli costituiscono materiale bellico, inserendoli nella United States Munitions List (USML). Si tratta di un settore molto delicato, perché le licenze possono alimentare corse agli armamenti, sostenere il terrorismo internazionale o aumentare il rischio di conflitti. In base all’Aeca quando ci sono vendite grosse il Congresso deve essere avvisato, specialmente prima della cessione di armamenti verso governi stranieri. In casi di emergenza nazionale però, il Presidente può invocare poteri speciali, per accelerare tali trasferimenti bypassando il normale processo di revisione. E per il Dipartimento di Stato sarebbe questo il caso.

I precedenti

Secondo il NYT a gennaio il Dipartimento di Stato ha aggirato il Congresso per annunciare che avrebbe inviato a Israele quattro sistemi d’armi per un valore complessivo di 6,5 miliardi di dollari. I pacchetti includevano elicotteri d’attacco Apache e veicoli da combattimento terrestri. La vendita era stata sottoposta per mesi a un processo di revisione informale da parte di due commissioni congressuali, ma il Dipartimento di Stato ha deciso di portare avanti le esportazioni. Gli Usa concedono ogni anno 3,8 miliardi di dollari in aiuti a Israele, che poi vengono utilizzati per acquistare armi. E spesso sono sistemi d’armi prodotti negli Stati Uniti. Prima di Trump Biden, nel 2023, per ben due volte, ha dichiarato lo stato di emergenza per inviare armi a Tel Aviv. Un primo invio erano 13.000 colpi di munizioni per carri armati e il secondo munizioni di artiglieria. Si tratta di decisioni tutte intraprese dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. La “procedura d’urgenza” è stata usata altre due volte, in passato, sempre da Biden, anche per aiutare l’Ucraina dopo l’invasione russa.