Scelta la nuova Guida Suprema: «Il nome di Khamenei come leader continuerà a esistere». Trump: «Non durerà senza il nostro via libera» – La diretta

Scelta ma non ancora eletta la nuova guida suprema dell’Iran dopo l’uccisione otto giorni fa di Ali Khamenei in un attacco di Stati Uniti e Israele. Il conflitto in Medio Oriente entra nel suo nono giorno. Dopo l’attacco massiccio guidato da Stati Uniti e Israele, che ha portato alla morte della Guida Suprema Ali Khamenei e dei vertici del regime, Teheran ha avviato una controffensiva colpendo le basi Usa in diversi paesi del Golfo. Il nuovo governo iraniano ha respinto con forza l’ultimatum di Donald Trump per una resa incondizionata: «Non ci arrenderemo mai», è il messaggio che arriva da Teheran, insieme alla minaccia di poter sostenere il conflitto per almeno altri sei mesi. Sul piano operativo, l’Iran ha già attuato la ritorsione economica chiudendo lo Stretto di Hormuz alle navi americane e israeliane. Nonostante le scuse formali del presidente Pezeshkian ai paesi vicini, nella notte si sono registrati nuovi raid contro Kuwait e Arabia Saudita. Contemporaneamente, il fronte libanese resta incandescente: un attacco israeliano su un hotel di Beirut ha provocato almeno 4 morti.
Agli Usa preoccupa l'atteggiamento di Israele e i bombardamenti sul petrolio
I raid israeliani contro 30 depositi di carburante in Iran sono andati oltre quello che gli Stati Uniti si aspettavano dopo essere stati informati in anticipo da Israele dell’operazione, provocando la prima frizione significativa tra i due alleati dall’inizio della guerra, otto giorni fa. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense, uno israeliano e una fonte informata sui colloqui.
Meloni: «Condivido Crosetto, sono saltate le regole del diritto internazionale»
«Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto» in Parlamento «e penso che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale. Io non penso che siano saltate con questo episodio», sostiene la premier Giorgia Meloni riferendosi all’attacco di Usa e Israele all’Iran, «perché esistono moltissimi precedenti ma sicuramente il quadro è di grande caos», aggiunge a Fuori dal coro su Rete 4. «Le regole sono saltate molto prima. Secondo me la crisi è diventata strutturale, in particolare con l’invasione dell’Ucraina perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo», sottolinea Meloni.
Teheran: «Raggiunta la maggioranza per la scelta del leader supremo»
L’Assemblea degli Esperti ha annunciato di aver raggiunto un accordo sul nome del successore di Ali Khamenei, ucciso nel raid statunitense dello scorso 28 febbraio. L’Ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri ha confermato che l’organismo ha espresso «un parere decisivo e unanime» dopo giorni di «grandi sforzi». Lo stallo per la nomina della terza Guida Suprema nella storia del Paese era stato definito «amaro e indesiderato» dagli stessi membri dell’Assemblea, che ora chiedono alla popolazione di restare unita «in questo momento difficile». L’annuncio ufficiale del nome, che dovrà guidare il Paese nel pieno dello scontro con Usa e Israele, è atteso nelle prossime ore.
Iran, l'assemblea degli esperti: «Il nome di Khamenei continuerà»
Il nome di Khamenei «continuerà». Questo il messaggio di uno dei membri dell’Assemblea degli esperti iraniani, citato da Sky Uk, dopo l’uccisione otto giorni fa di Ali Khamenei in un attacco di Stati Uniti e Israele. Nei giorni scorsi erano emerse indiscrezioni su una possibile successione al padre del figlio Mojtaba. Per ora nessuna conferma, ma è un indizio.
Trump: «Senza la nostra approvazione la Guida Suprema durerà poco»
Araghchi: «Una nuova Guida Suprema sarà presto nominata»
Netanyahu: «Abbiamo un piano specifico per un cambiamento in Iran»
Media Israele: «Per la prima volta gli Emirati attaccano in Iran»
«Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran». Lo riferiscono i media israeliani sottolineando che l’attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano. Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità – riferiscono i media israeliani – che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato. Abu Dhabi intanto ha annunciato che «le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale».
Gli Emirati Arabi Uniti negano. Il ministero degli Esteri afferma, secondo quanto riporta Anadolu, che in «autodifesa» contro «l’aggressione iraniana», gli Emirati Arabi Uniti non cercano un’escalation, ma si riservano il «pieno diritto» di garantire la propria sicurezza.
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti: «Non siamo una preda facile»
La mia nazione è in guerra, ma sta bene e non è una preda facile. Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, nei suoi primi commenti pubblici dopo che l’Iran ha lanciato missili durante gli attacchi statunitensi e israeliani, parla ai suoi «nemici». «Gli Emirati Arabi Uniti hanno la pelle dura e la carne amara: non siamo una preda facile», ha affermato Mohammed bin Zayed Al Nahyan, che è anche governatore di Abu Dhabi, in alcune dichiarazioni rilasciate venerdì durante una visita ai feriti degli attacchi e trasmesse sabato dalla televisione di Abu Dhabi.
Trump: «Vittoria record, non c'è nulla che non sia stato eliminato»
«Stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente». Lo ha assicurato a Cbs il presidente americano Donald Trump, commentando l’andamento dell’operazione militare in Iran. «È stato incredibile il lavoro che abbiamo fatto. I missili sono stati ridotti in mille pezzi. Ne sono rimasti pochissimi. I droni sono stati distrutti. Le fabbriche vengono fatte saltare in aria proprio mentre parliamo. La marina non esiste più, è sul fondo del mare, 42 navi in sei giorni. La marina è sparita. L’aviazione è sparita». «Ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c’è nulla che non sia stato eliminato», ha concluso.
Idf: «Perseguiremo ogni successore di Khamenei e chi lo nominerà»
L’esercito israeliano ha avvertito che continuerà a perseguire ogni successore della Guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nell’attacco di Usa e Israele all’Iran e chiunque cercasse di nominarlo. «Dopo aver neutralizzato il tiranno Khamenei, il regime terroristico iraniano sta cercando di ricostruirsi ed eleggere un nuovo leader. L’Assemblea degli Esperti iraniana, che non si riunisce da decenni, si riunirà presto nella città di Qom», Israele «continuerà a perseguire qualsiasi successore e chiunque cerchi di nominare un successore», «avvertiamo tutti coloro che intendono partecipare alla riunione che non esiteremo a prendervi di mira. Questo è un avvertimento!», si legge in un post pubblicato dall’Idf in farsi. La minaccia è arrivata dopo che l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che l’organismo religioso che sceglierà la prossima Guida suprema ha raggiunto un accordo pressoché maggioritario.
Emirati: «Affondato rimorchiatore a Hormuz, 3 marinai dispersi»
Tre membri dell’equipaggio indonesiani risultano dispersi dopo che il rimorchiatore Musaffah 2, battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti, è affondato nello Stretto di Hormuz: lo annuncia il ministero degli Esteri di Giacarta in una nota. «Un sopravvissuto indonesiano è attualmente in cura per ustioni in un ospedale della città di Khasab, in Oman. Gli altri tre indonesiani sono ancora ricercati dalle autorità locali», si legge. Prima dell’affondamento, il Musaffah 2 ha subito un’esplosione che ne ha causato l’incendio: è in corso un’indagine da parte delle autorità locali.
Raid Usa-Israele su 5 impianti petroliferi vicino Teheran
Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei dintorni, ha riferito un funzionario alla TV di stato. «Ieri sera, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell’Alborz sono stati attaccati da aerei nemici», ha detto alla Tv di stato l’ad della National Iranian Oil Products Distribution Company, Keramat Veyskarami. Ha aggiunto che i cinque impianti «sono stati danneggiati», ma che «l’incendio è stato domato». Il responsabile ha aggiunto che quattro membri del personale delle strutture sono rimasti uccisi. Il fumo degli incendi divampati durante la notte ha avvolto la capitale, proiettando una foschia scura sulla città all’alba. Veyskarami ha affermato che i depositi di petrolio iraniani dispongono di «sufficienti riserve di benzina».
Pezeshkian: «l'Iran sarà costretto a rispondere se attaccato dai Paesi vicini»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo Paese «sarà costretto a rispondere» a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un Paese vicino, in dichiarazioni trasmesse oggi dalla tv di Stato. Se i nemici dell’Iran «cercheranno di usare qualsiasi Paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell’attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel Paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità», ha detto Pezeshkian. Ieri il presidente si è scusato con i Paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi sul loro territorio.
Israele, stiamo colpendo obiettivi in tutto il Paese
L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato un’ondata di attacchi contro siti militari «in tutto l’Iran». L’Idf «ha lanciato un’ondata di attacchi contro le infrastrutture militari del regime terroristico iraniano», si legge in una nota.
Iran: «Siamo in grado di combattere questa guerra per almeno altri sei mesi»
L’Iran ha affermato oggi di essere in grado di combattere per almeno altri sei mesi contro Stati Uniti e Israele, in una guerra entrata nel suo nono giorno. «Le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni», ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica citato dall’agenzia di stampa Fars.
Media: «Boato vicino all'ambasciata americana a Oslo»
Un forte boato è stato sentito vicino all’ambasciata americana a Oslo. Lo riporta Reuters sul suo sito citando la polizia norvegese, secondo la quale non è chiaro cosa abbia causato il boato e chi ci sia dietro. «La polizia è in contatto con l’ambasciata e non ci sono notizie di feriti», ha aggiunto la polizia.
Libano, 4 morti e 10 feriti in raid israeliano su hotel del centro di Beirut
Un attacco aereo israeliano su un hotel nel centro di Beirut ha ucciso almeno 4 persone e ne ha ferite 10, ha dichiarato oggi il Ministero della Salute libanese. L’esercito dello Stato ebraico aveva annunciato in precedenza di aver lanciato una nuova «ondata di attacchi» contro la capitale del Libano sostenendo di aver preso di mira la periferia meridionale della città, roccaforte del movimento filoiraniano Hezbollah. Israele ha affermato di aver preso di mira i comandanti delle Guardie rivoluzionarie iraniane.
Kuwait, attacco di droni contro l'aeroporto internazionale
Droni hanno attaccato stanotte i serbatoi di carburante all’aeroporto internazionale del Kuwait, ha dichiarato il Ministero della Difesa del Paese mediorientale. «Le Forze armate kuwaitiane hanno risposto a un’ondata di droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo del Paese. I serbatoi di carburante dell’aeroporto internazionale del Kuwait sono stati attaccati da droni», ha scritto su X un portavoce del dicastero denunciando l’attacco come mirato a «infrastrutture critiche». Pochi minuti dopo l’esercito dello Stato del Golfo ha dichiarato sulla stessa piattaforma social di essere alle prese con «attacchi missilistici e con droni», senza specificarne il numero.
Doha: «Ieri attaccati da 12 missili lanciati dall'Iran»
Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che l’Iran ha lanciato una dozzina di missili contro il Paese ieri, mentre Teheran continuava i suoi attacchi nel Golfo. «Il ministero della Difesa del Qatar ha annunciato che lo Stato del Qatar è stato oggetto ieri, sabato, di un attacco con 10 missili balistici e 2 missili da crociera lanciati dalla Repubblica Islamica dell’Iran», ha pubblicato il ministero in una dichiarazione su X. Ha affermato che le forze armate della nazione del Golfo hanno intercettato sei missili balistici, mentre due sono caduti nelle acque territoriali del Paese e due sono atterrati in una «zona disabitata», aggiungendo di aver intercettato due missili da crociera.
