Usa e Israele attaccano l’Iran: «Oltre 200 morti». La rappresaglia di Teheran: pioggia di missili su Tel Aviv, in fiamme auto e palazzi – Il video
Stati Uniti e Israele hanno lanciato dalle prime ore di sabato 28 febbraio un attacco militare contro l’Iran, che entrambi i Paesi definiscono «preventivo» di fronte alla minaccia rappresentata dal programma nucleare e balistico di Teheran, ma volto di fatto anche a far collassare il regime degli Ayatollah. Da settimane, dopo l’esplosione delle proteste in strada in Iran, gli Stati Uniti avevano dislocato una vasta flotta di caccia e navi da guerra nel Golfo Persico in previsione di un possibile attacco. I giornalisti dell’Afp a Teheran hanno segnalato colonne di fumo nero in diversi quartieri della capitale iraniana, una delle quali si alzava nei pressi del quartiere Pasteur, dove si trovano la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei e il palazzo presidenziale. Non è chiaro al momento se Khamenei sia sopravvissuto all’attacco. Lo spazio aereo iraniano è stato chiuso e gli abitanti di Teheran e delle altri grandi metropoli sono stati esortati a lasciare le città. L’Iran ha risposto lanciando ondate di missili contro Israele, i cui cittadini sono stati invitati a cercare riparo nei rifugi, ma anche verso Paesi del Golfo che ospitano basi Usa.
Il bilancio delle operazioni Usa e Israele
A 12 ore dall’inizio dell’offensiva militare, il portavoce dell’esercito israeliano ha detto che nel corso della giornata sono stati colpiti circa 500 obiettivi, tra cui sistemi missilistici e sistemi di difesa aerea, in particolare nell’Iran occidentale e centrale. Ad entrare in azione sono stati ben 200 caccia israeliani, in quella che si configurerebbe dunque come la più grande operazione aerea nella storia dell’aeronautica militare israeliana. Secondo la Mezzaluna rossa iraniana, sarebbero 201 le persone morte e 747 quelle rimaste ferite nel Paese a seguito dei raid su 24 province. Il rapporto fatto dal Comando centrale Usa a sera parla invece di «danni limitati» alle strutture e assicura che non vi è stata alcuna vittima tra i soldati.
Missili iraniani su Tel Aviv
In serata diversi missili iraniani sembrano aver bucato le difese israeliane provocando seri danni a Tel Aviv. Almeno un edificio residenziale è stato colpito, come mostra il video qui riprodotto, dopo che sono state udite esplosioni fortissime nel centro della città. Nella strada stanno bruciando automobili e ci sarebbero diversi feriti, secondo le prime notizie fornite dai soccorritori. Si levano colonne di fumo per gli incendi, mentre sul posto accorrono i soccorsi.
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L’isola artificiale di The Palm in fiamme
Due testimoni hanno riferito all’Afp di aver sentito un’esplosione e visto una colonna di fumo alzarsi dall’isola artificiale di Palm Jumeirah di Dubai. Uno dei due ha detto di aver visto del fumo nero e denso salire da un hotel e sentito le sirene delle ambulanze accorrere sul luogo. Palm Jumeriah è un’isola artificiale a forma di palma realizzata al largo di Dubai, che ospita ville, resort e spiagge.
L’Iran invita gli abitanti di Teheran a lasciare la città
Intanto gli abitanti di Teheran hanno iniziato a ricevere sui propri cellulari un messaggio in cui il governo li invita esplicitamente a lasciare la capitale e le altre grandi metropoli del Paese. «Tenute in conto le operazioni congiunte condotte dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro Teheran e alcune grandi città, dirigetevi, se possibile e mantenendo la calma, verso altre località», recita l’sms.
Francia-Germania-Regno Unito: «Iran eviti attacchi contro paesi della regione»
«Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro i paesi della regione. L’Iran deve astenersi da attacchi militari indiscriminati. Lanciamo un appello alla ripresa dei negoziati ed esortiamo i dirigenti iraniani a cercare una soluzione negoziata»: lo scrivono in una dichiarazione congiunta il presidente francese, Emmanuel Macron, il premier britannico, Keir Starmer, e il cancelliere tedesco, Friederich Merz, secondo quanto informa l’Eliseo.
La residenza di Khamenei distrutta: non è chiaro se fosse presente nel complesso
Secondo l’emittente israeliana Channel 12, che cita fonti anonime, la residenza di Khamenei è stata completamente distrutta. La Guida suprema iraniana sarebbe «molto probabilmente morta», secondo un funzionario israeliano citati dai media di Tel Aviv. Il New York Times ha confermato, sulla base di immagini satellitari, danni importanti al compound con il crollo di alcune strutture all’interno del complesso. Non è chiaro se la Guida Suprema si trovasse nell’edificio al momento dell’attacco: una fonte iraniana ha precisato che Khamenei non era a Teheran ed era stato trasferito «in una località sicura». Il leader iraniano non è apparso in pubblico nei giorni scorsi. Secondo Channel 12, «tutti i principali leader iraniani sono stati presi di mira negli attacchi di oggi». Una fonte ha riferito alla Cnn che i raid sono in corso «e non sono di piccola entità».
Lo stato di allerta di Onu e Ue
Immediate le reazioni internazionali. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è stato convocato per le 16 di New York, le 22 in Italia. Domani nel tardo pomeriggio si terrà una riunione straordinaria dei Rappresentanti Permanenti dei 27 in Ue (Coreper II). La presidenza convocherà inoltre una riunione virtuale del gruppo di lavoro “Affari consolari” per esaminare la situazione dei cittadini dell’Ue nella regione. Riunione che si terrà domani, prima della riunione del Coreper. Anche il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.) ha convocato una riunione straordinaria dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Il Comitato, a cui partecipano forze di polizia e servizi di intelligence, si é riunito per fare un punto sui profili della minaccia.
Esplosioni a Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah: l’Idf parla di centinaia di obiettivi colpiti
I raid non si sono limitati alla capitale. Dall’Iran arrivano notizie di esplosioni a Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah. L’esercito israeliano ha reso noto su X di aver colpito centinaia di obiettivi nell’ovest dell’Iran, pubblicando le immagini di alcune operazioni. Secondo il New York Times, l’attacco in corso sarà più esteso rispetto ai raid di giugno contro gli impianti nucleari iraniani. L’agenzia iraniana Mehr ha riferito di un raid lungo Jomhouri Street a Teheran, mentre secondo l’Associated Press almeno uno degli attacchi nella capitale ha preso di mira un’area che ospita gli uffici di Khamenei.
Colpita Riad
L’Arabia Saudita ha confermato che l’Iran ha colpito la capitale Riad e la regione orientale, avvertendo che si riserva il diritto di difendersi, anche attraverso una ritorsione. L’Arabia Saudita «ha espresso la sua più forte condanna degli attacchi sfacciati e codardi iraniani contro Riad e le provincie orientali», afferma il ministero degli esteri in un comunicato. «Alla luce di questa aggressione ingiustificata, il Regno afferma che prenderà tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e proteggere il proprio territorio, i cittadini e i residenti, compresa l’opzione di rispondere all’aggressione».
Raid israeliano su una scuola nel sud dell’Iran: 85 morti
Un attacco ha colpito una scuola nel sud dell’Iran, provocando almeno 85 morti secondo i funzionari locali, come riferisce l’Afp. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle prime notizie che parlavano di 5 studenti uccisi. L’Idf rende noto con un post su X di aver colpito centinaia di obiettivi nell’ovest dell’Iran. L’ufficio stampa dell’esercito ha postato le immagini di alcuni raid.
L’Iran si prepara alla rappresaglia: «Sarà schiacciante»
Teheran ha già annunciato una risposta. Secondo ufficiali iraniani citati da Reuters, la rappresaglia sarà «schiacciante». Il ministero degli Esteri iraniano ha definito i raid una «rinnovata aggressione», sottolineando che sono stati sferrati mentre Washington e Teheran erano «impegnate in un processo diplomatico». Un funzionario americano ha confermato ad Al Jazeera che i raid rientrano in un’operazione militare congiunta. Secondo alcune analisi, l’obiettivo strategico dell’offensiva sarebbe fare pressione su Teheran per costringerla a raggiungere un accordo sul programma nucleare.
La reazione dei Pasdaran
Le Guardie Rivoluzionarie in Iran hanno annunciato che l’Operazione «Truth Promise 4» è stata lanciata «in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano». Secondo l’annuncio, il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein è stato attaccato con missili e droni, e anche le basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, «oltre ai centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele». È stato riferito che «gli attacchi missilistici delle forze iraniane continuano e informazioni dettagliate saranno pubblicate in seguito».
Il video di Trump
L’attacco, secondo le fonti, «è stato pianificato per mesi». È previsto che la «fase iniziale» dell’attacco congiunto duri quattro giorni. La tempistica degli attacchi iniziali è stata studiata per sorprendere gli iraniani, che non si aspettavano un attacco diurno. Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in un video su Truth che gli Stati Uniti hanno avviato «importanti operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando le minacce imminenti del regime iraniano, un gruppo feroce di persone molto dure e terribili». L’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare: «Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari».
La risposta dell’Iran
L’Iran ha risposto con un lancio di missili probabilmente diretto nell’area di Haifa, dove sono state udite esplosioni. L’Idf ha ordinato alla popolazione di raggiungere i rifugi. Le forze di difesa hanno riferito di aver intercettato «missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele». Al momento non si registrano feriti. Una seconda ondata di missili ha raggiunto la zona di Tel Aviv.
«Poco fa, Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale del regime terroristico in Iran. Il regime non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità», ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio dopo l’attacco lanciato contro l’Iran. «La nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano – persiani, curdi, azeri, beluci e ahwazi – di liberarsi dal giogo della tirannia e di costruire un Iran libero e amante della pace».
La risposta contro le basi Usa in Medio Oriente
Esplosioni sono avvertite in questi minuti ad Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti, e a Doha, in Qatar. Lo riferiscono testimoni e fonti giornalistiche. Entrambi i paesi ospitano basi americane. Il Qatar ha annunciato di aver intercettato un missile iraniano. Secondo quanto riferito da fonti iraniane, le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno preso di mira la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati e la base della Quinta Flotta in Bahrein. Non è chiaro se questi obiettivi siano stati raggiunti e gli eventuali danni che avrebbero provocato.
Il Qatar
Il missile iraniano è stato intercettato nei cieli del Qatar, paese che ospita un corposo contingente di marines americani in una delle più importanti basi Usa nel Golfo. Lo ha reso noto Ministero della Difesa del Qatar, che specifica che un missile iraniano è stato neutralizzato dal sistema di difesa aerea Patriot. Gli attacchi israeliani e americani hanno colpito «l’integrità territoriale e la sovranità nazionale del Paese, comprese le infrastrutture difensive e le località non militari in varie città del Paese», denuncia in una nota il ministero degli Esteri iraniano, secondo cui «la Repubblica islamica considera questa aggressione una chiara violazione della pace e della sicurezza internazionali e sottolinea che si riserva il diritto legittimo di rispondere in modo deciso».
«Operation Epic Fury»
Altre esplosioni si sono udite a Manama, in Bahrein. Lo riferiscono i giornalisti dell’Afp sul posto. L’ambasciata Usa nel Paese aveva avvertito personale e cittadini americani a cercare rifugio. «Operation Epic Fury» è il nome indicato dal Dipartimento della Difesa Usa per l’attacco all’Iran. Lo riporta il New York Times. Intanto anche a Teheran sarebbero state udite due o più esplosioni dopo il primo attacco di questa mattina. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna secondo cui i sistemi di difesa aerea continuano a fronteggiare «obiettivi ostili» nel centro della capitale e in altre zone di Teheran. Intanto il ministero dell’Interno iraniano ha diffuso un comunicato diretto ai propri cittadini «invitandoli a mantenere la calma».
I raid
I raid si sono verificati in un’area della capitale iraniana Teheran in cui si trovano il palazzo presidenziale e la sede del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran, insieme ad altri edifici governativi. Un filmato, precisa il Nyt, mostra un raid vicino alla sede del ministero dell’Intelligence. I sistemi di difesa aerea hanno intercettato diversi missili lanciati dall’Iran verso Israele. Il portavoce dei soccorsi del Magen David Adom (Mda) ha dichiarato che non sono pervenute segnalazioni di attacchi missilistici andati a segno sul suolo israeliano. Le squadre di soccorso sono state inviate perché diverse persone sono rimaste ferite mentre cercavano rifugio verso le aree protette e altre hanno avuto attacchi di ansia.
Internet azzerato
Internet è pressoché azzerato in Iran secondo NetBlocks, l’organizzazione internazionale che monitora la rete e la connettività. In un messaggio pubblicato sui social media, l’ente ha riferito che prima la connettività è crollata del 54% per poi scendere ancora fino a quello che viene ora definito «un blackout di internet quasi totale», ossia il 4%. «L’episodio si verifica nel contesto delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele e ricalca le misure adottate durante la guerra dello scorso anno con Israele», ha aggiunto l’organizzazione. Israele parla di decine di obiettivi colpiti. Intanto gli Houthi, il movimento filo-iraniano che controlla ampie zone dello Yemen, tra cui la capitale Sana’a, hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso. Lo hanno riferito fonti ad al-Arabiya.
Il Mossad
Il Mossad ha pubblicato un canale Telegram in lingua farsi rivolto agli iraniani dopo l’attacco preventivo lanciato contro la Repubblica islamica. Nell’annunciare l’apertura del canale, l’intelligence israeliana si è rivolta ai «nostri fratelli e sorelle iraniani», affermando che «non siete soli. Abbiamo lanciato per voi un canale Telegram super sicuro e speciale. Insieme riporteremo l’Iran ai suoi giorni gloriosi», si legge nel messaggio diffuso dal Mossad, che invita anche gli iraniani a condividere foto e video della loro «giusta lotta contro il regime». Il messaggio si conclude sottolineando che la cosa più importante è che gli iraniani «si prendano cura di se stessi».
«Siamo molto vicini alla vittoria finale», ha detto Reza Pahlavi, che vive in esilio nella zona di Washington in un video diffuso online. «Voglio essere al vostro fianco il prima possibile in modo che insieme possiamo riprenderci l’Iran e ricostruirlo».
Ruggito del Leone
Il nome dell’operazione è Ruggito del Leone. Secondo i primi resoconti provenienti dall’Iran, si registrano gravi perdite tra le forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave. Vengono segnalate gravi interruzioni della rete dei cellulari. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian sarebbe «sano e salvo» secondo i media del paese. Gli attacchi in corso delle Forze Armate Usa contro l’Iran sono condotti «via aria e mare», secondo un funzionario americano citato da Reuters. La Russia intanto ha sospeso i voli verso il paese, mentre l’Irak ha chiuso lo spazio aereo.
I motivi dell’attacco
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di altre due esplosioni nella zona di Seyed Khandan a Teheran, probabilmente causate da raid missilistici. L’attacco, che segue la guerra aerea di 12 giorni tra Israele e Iran a giugno, fa seguito ai ripetuti avvertimenti di Stati Uniti e Israele sul fatto che avrebbero colpito di nuovo se l’Iran avesse proseguito con i suoi programmi nucleari e missilistici balistici. Gli Stati Uniti e l’Iran hanno ripreso i negoziati a febbraio nel tentativo di risolvere la disputa decennale attraverso la diplomazia. E scongiurare la minaccia di uno scontro militare che potrebbe destabilizzare la regione.
Israele ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Iran dovesse includere lo smantellamento delle infrastrutture nucleari di Teheran, non solo l’interruzione del processo di arricchimento. E ha fatto pressioni su Washington affinché includesse restrizioni al programma missilistico iraniano nei colloqui.
L’Iran
L’Iran ha affermato di essere pronto a discutere di limitazioni al suo programma nucleare in cambio della revoca delle sanzioni. Ma ha escluso di collegare la questione ai missili. Teheran ha anche affermato che si sarebbe difesa da qualsiasi attacco. Ha avvertito i paesi vicini che ospitano truppe statunitensi che avrebbe reagito contro le basi americane se Washington avesse attaccato l’Iran. A giugno, gli Stati Uniti si sono uniti a una campagna militare israeliana contro le installazioni nucleari iraniane, nell’azione militare americana più diretta mai condotta contro la Repubblica Islamica. Teheran ha reagito lanciando missili verso la base aerea statunitense di Al-Udeid in Qatar, la più grande del Medio Oriente. Le potenze occidentali hanno avvertito che il progetto missilistico balistico dell’Iran minaccia la stabilità regionale e, se sviluppato, potrebbe fornire armi nucleari. Teheran nega di voler costruire bombe atomiche.
Israele
Intanto il ministro dei Trasporti israeliano Miri Regev ha ordinato all’Autorità per l’Aviazione Civile di chiudere lo spazio aereo israeliano ai voli civili, a seguito dell’attacco preventivo contro l’Iran. Le autorità hanno ordinato alla popolazione a non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso. Il Comando del Fronte Interno delle forze israeliane (Idf) ha disposto restrizioni in tutto Israele: niente assembramenti, stop alle attività didattiche e alle attività lavorative ad eccezione dei settori essenziali. Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha fatto sapere su X: «Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali .Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi».
La nota di Palazzo Chigi
«Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, i Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente. Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina.
In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici. Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni».
