Trump annuncia: «L’Ayatollah Khamenei è morto». Il corpo della Guida suprema recuperato tra le macerie dopo il raid Usa-Israele

La Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei è morto nel massiccio attacco sul suo palazzo lanciato oggi da Stati Uniti e Israele nell’ambito dell’operazione militare avviata all’alba di sabato. Lo ha annunciato ufficialmente il presidente americano Donald Trump, dopo che la notizia era stata anticipata da funzionari israeliani. Secondo questi il corpo dell’Ayatollah sarebbe stato recuperato sotto le macerie del palazzo presidenziale, colpito oggi da un maxi-raid con 30 bombe. «Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali», ha scritto Trump su Truth. Che invita ora gli iraniani a cogliere il momento per dare la spallata definitiva al regime. La notizia è stata di fatto confermata anche da Teheran tramite un post sull’account che sin qui apparteneva alla Guida Suprema. E ora dalle finestre e per le strade in Iran la gente è già in festa per la morte del dittatore che governava il Paese dal 1989.
Trump: «L’operazione è stata un successo»
In un’altra intervista a Nns News, il presidente Usa ha definito «un successo» gli attacchi militari di oggi in Iran. «Abbiamo inflitto danni enormi. Ci vorranno anni per ricostruire», ha aggiunto. E alla domanda su chi sostituirà la Ali Khamenei della Nbc, Trump ha risposto: «Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi vorrei». Poi il presidente ha aggiunto: «Sto scherzando, ma non troppo».
Morti Ali Shamkhani e Mohammad Pakpour
«Abbiamo aperto l’operazione questa mattina perché si è presentata un’occasione unica, con informazioni precise che abbiamo ricevuto su due riunione di leader iraniani», ha detto il portavoce dell’Idf Efi Defrin, confermando l’uccisione di Ali Shamkhani, consigliere di Khamenei per le questioni di sicurezza, e di Mohammad Pakpour, il comandante dei Guardiani della Rivoluzione.
L’annuncio di Netanyahu e la residenza di Khamenei distrutta
La relativa «documentazione» sulla sua morte sarebbe stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ufficialmente al momento ha detto solo che vi sono «segnali crescenti che Khamenei non ci sia più». Al momento la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali di governo né di Stati Uniti, né dall’Iran. Sul complesso residenziale dove si ritiene la Guida suprema viva, riparato probabilmente da settimane in un bunker, sarebbero state sganciate ben 30 bombe, secondo quanto riporta il Canale 12 israeliano. La stessa rete tv è stata la prima a ipotizzare oggi che l’esito di quell’attacco massiccio sia la morte di Khamenei, l’uomo alla guida del regime islamico di Teheran dal 1989. «Rimarremmo scioccati se apparisse in diretta. Secondo la nostra valutazione, non è più tra noi, ma stiamo aspettando una conferma definitiva», ha riportato un alto funzionario di Tel Aviv alla tv.
A teheran applausi alle finestre
Secondo dei media indipendenti come Iran International, che è una testata basata a Londra, dopo l’ufficializzazione della morte di Khamenei, a Teheran la gente ha cominciato ad applaudire alle finestre per celebrare l’evento. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaei Baghaei, ha dichiarato oggi di non avere nulla da dire al riguardo.
La versione dell’Iran sull’attacco
A rispondere alle speculazioni israeliane nel pomeriggio è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Che in un’intervista rilasciata a NBC News ha detto di ritenere che Khamenei, così come il presidente Masoud Pezeshkian, siano vivi «per quanto ne so». Araghchi ha confermato però che nell’attacco al compound sono morti due comandanti del regime. Secondo il Jerusalem Post sarebbero morti nell’attacco pure un genero e una nuora di Khamenei, come riportato da un consigliere municipale di Teheran.
I missili sulla residenza
Secondo l’emittente israeliana Channel 12, che cita fonti anonime, la residenza di Khamenei è stata completamente distrutta. Il New York Times ha confermato la notizia, rilasciando immagini satellitari che mostrano danni importanti al compound con il crollo di alcune strutture. Non è chiaro se la Guida Suprema si trovasse nell’edificio al momento dell’attacco. Una fonte iraniana ha precisato che Khamenei non era a Teheran ed era stato trasferito «in una località sicura». Il leader iraniano non è apparso in pubblico nei giorni scorsi. Secondo Channel 12, «tutti i principali leader iraniani sono stati presi di mira negli attacchi di oggi».
February 28, 2026
«Danni estremamente significativi» ai vertici del regime iraniano
Pochi minuti prima, Channel 12 aveva riferito che, secondo le valutazioni israeliane, Khamenei fosse «quantomeno ferito». Tale ipotesi non si baserebbe unicamente su immagini satellitari che mostrano il complesso presidenziale raso al suolo, bensì su informazioni provenienti da fonti riservate. Sarebbe inoltre previsto un discorso di Khamenei a breve ma lo stesso canale televisivo suggerisce che, in tal caso, il messaggio potrebbe essere stato registrato in precedenza. Channel 12 riferisce anche che gli attacchi di oggi hanno causato «danni estremamente significativi» ai vertici del regime iraniano e ai suoi comandanti militari. Allo stesso tempo, la TV di Stato israeliana Kan afferma che «non ci sono contatti» con Khamenei e che le sue condizioni di salute restano sconosciute.
Foto copertina: EPA | Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, in una foto del 17 febbraio 2026
