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Albania, la «rivoluzione dei fenicotteri» contro il resort di Jared Kushner: scontri a Tirana, rissa nel match con Israele – I video

04 Giugno 2026 - 17:09 Simone Disegni
Migliaia in piazza da giorni contro il progetto immobiliare del genero di Trump in aree protette: il premier Edi Rama apre al dialogo
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Cosa c’entrano Donald Trump, una riserva di fenicotteri e una partita di calcio tra Albania e Israele? Parecchio, per quanto strano possa suonare. Nel Paese guidato da Edi Rama da cinque giorni migliaia di manifestanti scendono in piazza e si scontrano con la polizia in quella che qualcuno ha ribattezzato “rivoluzione dei fenicotteri“. In realtà il movimento di protesta è nato per opporsi a un singolo progetto, l’investimento immobiliare con cui Jared Kushner, genero di Trump, s’è messo in testa di costruire un resort di lusso tra l’isola di Saseno e l’area costiera di Narta/Zvernec. La prima è un’isola disabitata sul lato orientale del Canale di Otranto contesa nei secoli da italiani, greci e inglesi soprattutto come avamposto militare. La seconda è l’incantevole area costiera che le sta dirimpetto, a due passi dalla città di Valona, nota tra l’altro per ospitare nella Laguna di Narta una rinomata colonia di fenicotteri, foche monache, tartarughe marine e 200 specie di uccelli migratori. Nel 2024 una riforma di legge in Albania ha reso possibile lo sviluppo turistico in alcune aree protette, tra cui quella nei pressi di Valona, e poco dopo Kushner, innamoratosi dell’area, ha annunciato la costruzione con la sua società Affinity Partners di un resort di lusso da 10mila stanze.

Kushner-Rama, come nasce il progetto di resort

Il progetto fa discutere da tempo, ma la questione si è fatta rovente in Albania da quando a inizio anno Jared Kushner, che pur non avendo ruoli formali nell’Amministrazione Trump è pure “super-negoziatore” Usa sui grandi tavoli internazionali – da Gaza all’Iran all’Ucraina – ha visitato a sorpresa la zona dove dovrebbe sorgere il resort insieme alla moglie Ivanka Trump e a una squadra di architetti. Kushner ha spiegato di recente che l’idea del progetto è sorta in una notte dell’estate 2021 chiacchierando con il premier albanese Edi Rama durante una vacanza in barca sullo yacht dell’amico e finanziere Nathaniel Rothschild. Fino a quel momento, ha confessato candidamente, non sapeva nulla né di quell’area né del Paese in generale. Poi s’è innamorato perdutamente delle «grandi opportunità» di sviluppo della zona, oltre che della «visione» di Rama per l’Albania, e con la sua Affinity ha partorito un progetto d’investimento da oltre 7 miliardi di dollari. Il governo albanese ha dato il via libera al progetto nel dicembre 2024, ossia subito dopo la rielezione di Donald Trump alla guida degli Usa, classificandolo come “investimento d’interesse strategico”. Ma c’è chi pensa di strategico per Rama ci sia soprattutto il rapporto con Trump e il suo entourage. E così ora è lui stesso a doverci mettere la faccia.

Il cantiere e gli scontri

A fine maggio il cantiere è partito per davvero: l’impresa di costruzione ha fatto recintare parte della zona dove dovrebbe sorgere il resort con blocchi di cemento e filo spinato, e ha iniziato a spianare sabbie e boschi di pini dell’area. Da sabato i manifestanti sono scesi perciò in forze in piazza, scontrandosi con la polizia e gli agenti di sicurezza privata reclutati. Diverse persone sono state arrestate. Le associazioni ambientaliste contestano in particolare la «totale carenza di trasparenza» del progetto, senza alcuna consultazione pubblica o documentazione accessibile. Da Narta le proteste si sono allargate, sbarcando nella capitale Tirana. Pullulano nei cortei i cartonati a forma di fenicottero, simbolo degli ecosistemi da proteggere, mentre sui cartelli e dai megafoni si urla “L’Albania non è vendita” e “Ivanka vai a casa”. I manifestanti un primo risultato l’hanno in realtà ottenuto: lunedì la procura nazionale anticorruzione ha confermato l’apertura di un’inchiesta sulle modifiche apportate nel 2024 alle norme sulla protezione ambientale dell’area interessata dal progetto. Lo stesso governo è costretto sulla difensiva. Martedì Edi Rama si è detto pronto a incontrare una delegazione del movimento di protesta, e mercoledì in un’intervista alla Cnn ha assicurato che l’obiettivo del progetto non è certo quello di «buttare cemento sulla testa dei fenicotteri», ma che la sfida è al contrario quella di «dimostrare che natura e sviluppo non solo possono coesistere, ma hanno bisogno l’uno dell’altro».

Scontri tra polizia e manifestanti – Tirana, 3 giugno 2026 (Ansa/Epa – Malton Dibra)

Le proteste e la rissa in Albania-Israele

La “rivoluzione dei fenicotteri” però ormai vive di vita propria e ieri nel calderone delle proteste è finito pure un evento apparentemente del tutto scollegato dalla disfida di Saseno/Narta. Mercoledì sera infatti si giocava l’amichevole di calcio Albania-Israele, e la rabbia per il progetto di Kushner s’è mescolata con l’ostilità verso la squadra israeliana in relazione alle guerre che incendiano il Medio Oriente. La polizia ha dovuto sigillare la zona attorno allo stadio dopo che sui social sono state fatte circolare fake news che evocavano lo spettro di una «svendita» dell’isola di Saseno direttamente a Israele. Kushner è un noto sostenitore dello Stato ebraico, e nella prima Amministrazione Trump è stato l’architetto degli Accordi di Abramo, ma il progetto di resort non ha ovviamente nulla a che fare con le vicende mediorientali. Fatto sta che a interpretare la rabbia di un pezzo di popolo albanese (circa la metà è di religione musulmana) sono stati sul campo alcuni giocatori della nazionale. Dopo aver sbloccato il match al 73′, l’israeliano Oscar Gloukh s’è portato il dito prima alla bocca e poi sulla bandiera per «silenziare» idealmente i fischi che avevano coperto a inizio partita l’inno d’Israele. Il difensore della Lazio Elseid Hysaj s’è messo i panni del «giustiziere», gli è volato addosso e gli ha rifilato un pugno, seguito a ruota da un compagno. Ne è nato un breve parapiglia. Ma l’amichevole – si fa per dire – alla fine l’ha portata a casa Israele.

In copertina: Manifestanti in piazza a Tirana contro il progetto di resort legato a Jared Kushner – Tirana, 3 giugno 2026 (Ansa/Epa – Malton Dibra)

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