L’epidemia di virus intestinale dei clienti del fast-food, tutta colpa dell’insalata. I sintomi e l’allarme: la scoperta negli Usa

Sono 1.644 i casi di ciclosporiasi finora accertati negli Stati Uniti, con 94 ricoveri, secondo i dati diffusi dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). L’agenzia sanitaria americana ha spiegato che le infezioni sono state segnalate in cinque stati, Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e West Virginia, e che risalgono a un’unica origine, la lattuga iceberg tritata servita nei ristoranti Taco Bell di quelle zone. Il Cdc ha chiarito che «le infezioni sono state collegate alla lattuga iceberg tritata servita nei ristoranti Taco Bell» degli stati coinvolti. Secondo l’Ansa, però, il quadro complessivo della ciclosporiasi negli Usa risulterebbe più ampio, con casi segnalati in oltre 30 stati americani, un dato che sembra riferirsi all’andamento generale della malattia a livello nazionale, mentre il focolaio specifico legato a Taco Bell resta circoscritto ai cinque stati indicati dal Cdc.
Chi è Taylor Farms, l’azienda dietro il richiamo della lattuga
L’indagine di tracciabilità condotta dalla Food and Drug Administration (Fda) ha individuato un unico fornitore della lattuga iceberg finita sotto accusa, proveniente dal Messico. Si tratta di Taylor Farms, colosso californiano dell’ortofrutta con un fatturato superiore ai 7 miliardi di dollari, oltre 25mila dipendenti e 30 stabilimenti di lavorazione tra Stati Uniti, Messico e Canada, come riportato dal New York Times. Il 17 luglio la controllata Taylor Farms de Mexico ha annunciato, riferisce il Cdc, «il ritiro volontario di tutta la lattuga iceberg proveniente dal Messico centrale», informando contestualmente la Fda dell’avvio della procedura di richiamo. L’azienda, ha commentato la vicenda assicurando di voler «adottare misure proattive» per gestire l’emergenza.
Come si trasmette la ciclosporiasi e quali sintomi provoca
La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora, che secondo l’Ansa non si trasmette da persona a persona ma si contrae ingerendo acqua o alimenti contaminati, come appunto la lattuga. Il Cdc precisa che «alcune persone potrebbero non manifestare sintomi», mentre quando compaiono «possono includere diarrea acquosa, perdita di appetito e calo ponderale», di solito «circa una settimana dopo l’infezione». Senza cure, avverte l’agenzia, i disturbi «possono durare da pochi giorni a un mese o più». Al momento, sottolinea l’Ansa, non risultano vittime legate al focolaio, ma diverse persone contagiate hanno avuto bisogno del ricovero ospedaliero.
Cosa devono sapere i consumatori e i clienti di Taco Bell
Il Cdc raccomanda di «non consumare lattuga iceberg tritata servita nei ristoranti Taco Bell in Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e West Virginia» e invita chi presenta sintomi a contattare il proprio medico, chiedendo eventualmente di effettuare uno specifico test per la ciclosporiasi. L’agenzia precisa inoltre che «la lattuga iceberg tritata venduta nei supermercati o servita in altri ristoranti non è interessata» dal richiamo, e che l’allerta «riguarda solo i casi di malattia confermati in laboratorio e collegati a questo prodotto, non tutti i casi di ciclosporiasi segnalati al Cdc». In caso di sintomi, ricorda ancora l’agenzia sanitaria, «è importante mantenersi ben idratati».

