L’Iran colpisce la Giordania e minaccia i paesi del Golfo. Trump valuta «l’espansione delle operazioni» – La diretta

Donald Trump ringrazia l’Iran per la liberazione di una cittadina Usa, mentre l’esercito americano bombarda una serie di obiettivi militari a Teheran, dove vengono attivate le difese aeree. Intanto Kuwait e Bahrein hanno respinto un attacco con i droni, mentre in Giordania l’esercito di Teheran sostiene di aver colpito alcune infrastrutture militari Usa. Intanto Washington approva quasi 2 miliardi di dollari di vendite di armi all’Arabia Saudita. Il presidente sta valutando l’espansione delle operazioni in Iran, secondo quanto scrive il Wall Street Journal. Intanto l’Iran minaccia i paesi del golfo in caso di attacco Usa: prenderà di mira le infrastrutture regionale
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato mercoledì in una dichiarazione di aver approvato una vendita di armi all’Arabia Saudita del valore di quasi due miliardi di dollari, spiegando che ciò supporta «gli obiettivi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, rafforzando la sicurezza di un importante alleato non NATO che è un fattore di stabilità politica e progresso economico».
L’esercito iraniano ha anche annunciato la morte di sette soldati in raid aerei statunitensi condotti mercoledì 15 luglio nel sud-est dell’Iran. «Questa mattina, l’esercito terroristico americano ha lanciato 13 missili” contro una caserma vicino alla città di Iranshahr, a 1.500 chilometri da Teheran, ha dichiarato l’esercito in un comunicato, aggiungendo che sette soldati sono stati uccisi. Nuovi attacchi statunitensi su Bushehr. La città portuale sudoccidentale di Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare iraniana, è stata presa di mira mercoledì da nuovi attacchi statunitensi.
Cnn: l'inchiesta sulla scuola di Minab è ferma
L’indagine sull’attacco statunitense che a febbraio ha colpito la scuola Shajareh Tayyiba a Minab, in Iran, è ferma da mesi presso un comando militare statunitense, mentre i vertici hanno esitato a ordinare una revisione standard dell’intelligence, fondamentale per determinare cosa sia realmente accaduto: lo scrive la Cnn citando tre fonti a conoscenza della vicenda.
Secondo quanto riferito, a una settimana dall’attacco le prime due fasi di “valutazione dei danni di battaglia” si sono concentrate sulla risposta a domande fondamentali, tra cui se l’attacco avesse colpito e danneggiato l’obiettivo previsto, indicando che gli Stati Uniti erano responsabili dell’attacco alla scuola di Minab, hanno affermato le fonti. Tuttavia, una terza fase di revisione standard, un passaggio in cui gli analisti – in genere della Defense Intelligence Agency – esaminano l’intero insieme di immagini satellitari pertinenti e altre fonti di intelligence per fornire una valutazione più completa di quanto accaduto e di come l’attacco abbia influito sulla missione nel suo complesso, non è stata ordinata, hanno aggiunto le fonti.
Tale revisione verrebbe quasi sempre condotta immediatamente dopo un attacco di rilievo, hanno spiegato, ma non era ancora iniziata all’inizio di questo mese.
Teheran minaccia le infrastrutture regionali
L’Iran ha minacciato di colpire le infrastrutture della regione nel caso in cui gli Stati Uniti prendessero di mira infrastrutture iraniane. Lo ha dichiarato il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il generale di brigata Ebrahim Zolfaghari, secondo quanto riferisce Al Jazeera citando i media di Stato iraniani.
“Se Trump darà seguito alle sue minacce, tutte le infrastrutture della regione saranno schiacciate sotto i colpi d’acciaio delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran, fino a non lasciare alcuna traccia, come se non fossero mai esistite”, ha affermato Zolfaghari. Il generale ha inoltre ribadito che Teheran non consentirà alcuna interferenza statunitense nello Stretto di Hormuz. “In nessuna circostanza e in nessun modo permetteremo all’America, in quanto Paese straniero ed extra-regionale, di interferire nello Stretto di Hormuz. Questa è la linea rossa invincibile dell’Iran”, ha dichiarato.
Wsj: Trump valuta l'espansione delle operazioni in Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando la possibilità di ampliare le operazioni militari statunitensi in Iran, a seguito di briefing con i suoi più stretti collaboratori, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da funzionari statunitensi.
Secondo il quotidiano americano, le opzioni di Trump includono l’intensificazione degli attacchi aerei contro i siti energetici, l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg e in altri territori vicino allo Stretto di Hormuz, e il bombardamento di un complesso di tunnel a Pickaxe Mountain, che gli Stati Uniti definiscono un sito fortificato che potrebbe essere utilizzato per attività nucleari segrete.
L'Iran rivendica gli attacchi in Giordania
L’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira installazioni militari statunitensi in Giordania con droni, secondo quanto riportato dai media statali, dopo che gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. “L’esercito della Repubblica islamica dell’Iran ha annunciato che… in risposta all’aggressione nemica, ha preso di mira i sistemi di comunicazione e i depositi di carburante delle forze armate statunitensi in Giordania utilizzando droni kamikaze”, ha affermato la televisione di stato IRIB.
Il bombardamento di Teheran
Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz”. Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate statunitensi, aggiungendo di aver utilizzato munizioni di precisione per colpire obiettivi in diverse località, tra cui Bandar Abbas. Gli attacchi si sono conclusi alle 21 (ora degli Stati Uniti).
Il sistema di difesa aerea è stato attivato a Teheran e si sono udite esplosioni nel nord e nell’ovest dell’Iran, secondo quanto riportato dai media statali. “Il segnale di attivazione dei sistemi di difesa e’ stato udito in diverse zone di Teheran, comprese le aree occidentali e orientali” della capitale iraniana, ha riferito l’agenzia di stampa statale IRNA, aggiungendo che finora non si sono registrate vittime. Esplosioni sono state udite anche nella provincia del Lorestan (ovest) e a Semna (nord), secondo le agenzie di stampa iraniane IRNA e Mehr.
Kuwait e Bahrein sotto attacco
Il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato droni iraniani, mentre in Bahrein risuonavano le sirene antiaeree, dopo un’altra notte di attacchi americani sul territorio iraniano. In una dichiarazione su X l’esercito kuwaitiano ha affermato di essere impegnato in “attacchi ostili con droni a seguito della nefasta aggressione iraniana”. Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha esortato cittadini e residenti a “mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino”.
Trump: l'Iran libera una cittadina Usa
“L’Iran ha permesso a una cittadina americana, detenuta ingiustamente nel dicembre 2024 sotto la ‘presidenza’ di Sleepy Joe Biden, di lasciare il Paese”. Lo annuncia Donald Trump su Truth. “Ora si trova al sicuro fuori dall’Iran e in buone condizioni. Gli Stati Uniti apprezzano questo gesto di buona volontà da parte dell’Iran”, ha aggiunto il presidente.
La donna con la doppia cittadinanza americana e iraniana di cui Trump ha annunciato la liberazione su Truth si chiama Dena Karari. È stata arrestata in Iran nel dicembre 2024 dopo una visita alla sua famiglia con l’accusa di spionaggio e collaborazione con uno Stato ostile. Secondo quanto riferito dall’avvocato Jared Genser, era stata interrogata più volte ma non è mai stata incarcerata. La donna ha lasciato l’Iran ed è in viaggio verso gli Stati Uniti.

