Gli Usa attaccano ancora l’Iran. Trump: «Presto saranno sconfitti» – La diretta

Gli attacchi contro l’Iran «continueranno finché non dirò basta». Donald Trump in un’intervista a Fox dice che «prima o poi» gli Stati Uniti colpiranno gli obiettivi del settore energetico di Teheran. «L’energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti», aggiunge paventando anche la possibilità dell’utilizzo di truppe di terra. Intanto i pasdaran fanno sapere che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino al termine degli attacchi Usa. E le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver sferrato nella notte attacchi contro obiettivi Usa in Bahrein, Giordania e Kuwait. Intanto il prezzo del petrolio in Asia continua a crescere e Teheran dice che 30 civili sono rimasti uccisi nei quattro giorni di attacchi Usa.
Gli Usa lanciano nuovi attacchi sull'Iran
Il Centcom ha annunciato una nuova di attacchi contro l’Iran alle 15 ora americana, le 21 in Italia. I raid «hanno preso di mira le capacità militari iraniane utilizzate per minacciare le imbarcazioni che transitano liberamente attraverso lo Stretto di Hormuz, una via navigabile internazionale vitale per il commercio globale», si legge in un post del Comando centrale Usa su X. L’agenzia iraniana Mehr conferma che esplosioni sono state udite in diverse città del Paese: ad Ahvaz, nella provincia del Khuzestan, a Rasak, nel Sistan e Baluchistan, e a Bandar Abbas, dove la prefettura di Hormozgan non segnala feriti e danni.
Trump: «L'Iran presto sconfitto»
Il presidente Usa Donald Trump ha detto di non avere una deadline per l’Iran. «Non mi piace darle, ma loro lo sanno. Sanno che devono comportarsi bene», ha detto il presidente al suo arrivo in Pennsylvania per un vertice sulla difesa. Poi Trump ha assicurato che l’Iran «sarà sconfitto molto presto», e che una volta finita la guerra «l’economia americana avrà un boom» anche se «anche adesso stiamo facendo molto bene».
Trump-Netanyahu, lunedì il faccia a faccia alla Casa Bianca
Secondo fonti israeliane citate dalla testata Ynet, l’incontro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si terrà lunedì prossimo 20 luglio alla Casa Bianca.
I Pasdaran esortano il popolo del Kuwait a ribellarsi
Le Guardie Rivoluzionarie hanno esortato, in una dichiarazione, il popolo del Kuwait a espellere le forze statunitensi dal Paese. “Ci aspettiamo che non perdiate alcuna occasione per distruggere le aggressive istituzioni degli Stati Uniti e liberare le terre islamiche dalle basi degli occupanti americani”, si legge nella dichiarazione, secondo quanto riportato da Fars. “Non siete nostri nemici… e le nostre operazioni sono una risposta ai criminali americani, che hanno preso di mira il sud dell’Iran, tra cui un magazzino di grano nella città di Hoveizeh, nel Khuzestan, e una fabbrica di acqua minerale a Dehloran, nell’Ilam”, prosegue la dichiarazione, aggiungendo:
“In risposta, l’Iran ha attaccato e distrutto il centro di comunicazioni satellitari statunitense, il radar missilistico e di difesa aerea, il complesso di difesa aerea Patriot, la base militare statunitense in Kuwait e le rampe di lancio dei missili Himars”.
Iran, nuovi attacchi Usa su Bushehr
La città portuale sud-occidentale di Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare iraniana, è stata colpita oggi da nuovi raid aerei Usa. Lo riporta l’agenzia di stampa statale Irna, precisando che non ci sono state vittime. “Il nemico americano ha attaccato oggi tre località a Bushehr”, ha dichiarato all’agenzia il governatore della città, Mohammad Mozafari, il giorno dopo un precedente attacco, nel contesto di un’escalation militare tra Teheran e Washington.
Sette militari sono stati uccisi nell’Iran sud-orientale in seguito agli attacchi statunitensi su Bampur. Un portavoce del governo iraniano ha dichiarato oggi, in un post su X, che oltre 30 civili sono morti nei recenti attacchi Usa nel sud dell’Iran. “Più di 30 cittadini civili hanno perso la vita negli attacchi che hanno colpito le regioni meridionali del Paese negli ultimi giorni”, ha affermato Fatemeh Mohajerani. Lo riporta Iran International.
«Una simile mossa è un esempio lampante di come gli Stati Uniti prendano di mira la popolazione civile», ha scritto su X, aggiungendo: «Il governo è pienamente al fianco del popolo. Il sud dell’Iran è il cuore pulsante del paese».
Trump: pronti a intervenire su Pickaxe Mountain
“Stiamo monitorando Pickaxe Mountain perché qualcuno ha segnalato una certa attività. Abbiamo telecamere in grado di leggere il nome e il badge di ogni persona dallo spazio, e monitoriamo ogni area di Pickaxe. Se dovessero fare qualsiasi movimento, interveniamo immediatamente per prendere le misure necessarie”. Lo ha detto a Fox News il presidente Usa, Donald Trump, in merito al misterioso sito iraniano, che potrebbe ‘nascondere’ un impianto nucleare costruito a centinaia di metri sotto la montagna.
Petrolio in rialzo in Asia
I prezzi del petrolio salgono ancora per l’escalation delle tensioni in Medio Oriente. In Asia il Brent torna sopra quota 85 dollari al barile (+1%) e il Wti e’ sulla soglia degli 80 dollari (+0,7%) dopo che Donald Trump, pur ritirando la sua richiesta di imporre una tassa del 20% sulle merci che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, ha reintrodotto il blocco navale di tutti i porti iraniani e ha lanciato nuovi attacchi all’Iran, il quale a sua volta sta rispondendo aggressivamente.
Il blocco Usa a Hormuz
Dopo meno di un mese, è ripreso da ieri il blocco delle navi, delle coste e dei porti iraniani da parte delle forze Usa. Lo Us Central Command ha sottolineato che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano nella regione e “le forze americane restano vigili, letali e pronte”. Il blocco navale annunciato lunedì ha di fatto messo fine al cessate il fuoco di 60 giorni che era stato negoziato da Teheran e Washington. Gli Usa avevano rimosso il blocco navale il 18 giugno, dopo quasi due mesi, in attuazione del memorandum d’intesa tra i due Paesi. Durante il precedente blocco navale gli Usa bloccarono nove navi che non avevano rispettato l’interdizione e aprirono il fuoco sulla MT Settebello, uccidendo tre marinai indiani. Le navi che attraversano il Golfo dell’Oman e si avvicinano allo Stretto di Hormuz devono contattare le navi Usa e le imbarcazioni sospettate di violare il blocco saranno fermate e ispezionate. “Il blocco non impedirà i transiti di navi neutrali attraverso lo Stretto da o per destinazioni non iraniane”, ha assicurato il comando Usa.
Iran: attaccati obiettivi Usa in Bahrein, Kuwait e Giordania
Le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver sferrato nella notte attacchi contro obiettivi Usa in Bahrein, Giordania e Kuwait. In particolare, ha reso noto un comunicato trasmesso dalla tv di Stato, in Bahrein e’ finita nel mirino la Quinta Flotta Usa, in Giordania gli hangar usati dalle forze Usa e un’area in cui erano sistemati diversi F-18 nella base di Al-Azraq e in Kuwait un centro logistico usato dagli americani a Mina Abdullah.
Media: la guerra potrebbe costare 100 miliardi di dollari
La guerra in Iran potrebbe costare il triplo dei circa 30 miliardi di dollari stimati ufficialmente. Secondo quanto riportato da Nbc, la cifra che circola all’interno del Pentagono è di circa 80-100 miliardi di dollari, inclusi i costi per sostituire gli aerei distrutti e ricostituire le scorte di armi.
La quarta notte di raid
Per la quarta notte consecutiva gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi sull’Iran, poche ore dopo l’annuncio della reintroduzione di un blocco navale sui porti iraniani dopo quello tra aprile e giugno. I media locali hanno riferito di diverse esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas e in alcune zone vicino a Sirik. Secondo l’agenzia Mehr c’è stato uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz, come ha fatto sapere il governatorato di Hormozgan. L’agebnzia Irna ha riferito che il regime ha risposto attaccando asset e forze Usa nella base aerea di Al-Azraq, in Giordania, con i droni che avrebbero colpito l’area in cui erano stazionati caccia F-18, gli alloggi militari e un grande hangar.
Trump: gli attacchi continueranno finché non dirò basta
Gli attacchi contro l’Iran “continueranno finché non dirò basta”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che “prima o poi” gli Stati Uniti colpiranno gli obiettivi del settore energetico. “L’energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti”, ha messo in evidenza Trump. Il presidente Usa ha anche detto che funzionari statunitensi hanno parlato con gli iraniani e che non c’è altra scelta oltre che fare un accordo. “Li colpiremo duramente domani e dopo domani. La settimana prossima toccherà alle centrali elettriche e ai ponti. Distruggeremo tutte le loro centrali e tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative”, ha minacciato Trump sottolineando che tutto quello che l’Iran dice “è una bugia. Dicono bugie. Non ho mai visto una cosa del genere. Hanno detto che non abbiamo mai parlato di nucleare”.

