Finestrino frantumato sul volo Ryanair, parla la donna che ha salvato il marito: «Ho pensato se moriamo, moriremo insieme». Come sta il passeggero

«Ho reagito d’istinto e gli ho afferrato le gambe. Ho pensato: “Se dobbiamo morire, moriremo insieme”». Così Svetlana Grković ha raccontato all’agenzia Nova i drammatici istanti vissuti a bordo del volo Ryanair FR1879, quando la rottura di un finestrino ha rischiato di far risucchiare all’esterno il marito, il passeggero serbo Ljubiša Karović. La donna è riuscita a trattenerlo afferrandolo per le gambe, evitando che venisse trascinato fuori dall’aereo. «È stato orribile», ha raccontato Grković.
La ricostruzione dell’incidente sul volo Ryanair
Venerdì scorso, durante un volo da Salonicco (Grecia) a Memmingen (Germania), una parte del motore si è staccata poco dopo il decollo, colpendo la fusoliera e mandando in frantumi un finestrino. Il volo FR1879, operato con un Boeing 737-800, è stato costretto a interrompere la tratta e a rientrare all’aeroporto di partenza, dove ha effettuato un atterraggio di emergenza.
I passeggeri hanno raccontato di aver udito un forte boato subito dopo il decollo, seguito dalla rottura del finestrino. L’uomo seduto accanto all’apertura sarebbe stato parzialmente risucchiato all’esterno dell’aereo. Secondo le testimonianze, la moglie lo avrebbe trattenuto afferrandolo per le gambe per circa cinque minuti, finché altri passeggeri sono riusciti a riportarlo completamente all’interno della cabina, mentre dai pannelli di sicurezza si abbassavano le maschere d’ossigeno.
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Come sta il passeggero
Karović è ancora ricoverato in ospedale, non sarebbe in grado di parlare – scrivono i media locali – a causa delle ferite riportate. Presenta inoltre ustioni da attrito, ha una mano ferita ed è in stato di shock. «Non ricorda molto di quello che è successo, è svenuto più volte», ha detto la moglie. Un altro passeggero, che sedeva nella parte posteriore dell’aereo, ha dichiarato di non essersi reso conto subito di cosa fosse successo. «Pensavamo di stare precipitando», ha detto all’emittente greca Ert. «L’uomo aveva del sangue sulla testa. È svenuto diverse volte. Indossavamo maschere d’ossigeno, non sapevamo se ce l’avremmo fatta», ha concluso.
Foto copertina: PEXELS/ANTONINO GIANGRASSO

