Il tiktoker che ha intervistato Andrea Casalegno, figlio del primo giornalista ucciso dalle brigate rosse – Il video
Spesso ci dimentichiamo che le persone che incrociamo al mercato o in palestra hanno attraversato epoche, dolori e amori giganti. Ogni persona che cammina per strada è potenzialmente un libro aperto, se solo qualcuno avesse voglia di fermarsi a leggerlo. È quello che fa nei suoi video Wabis Albi, un creator che gira per Torino facendo una cosa semplicissima ma potentissima: ascoltare chi ha vissuto più di lui. Con una domanda che rompe il ghiaccio e scava dentro, Albi riesce a far emergere storie incredibili e spesso ignorate. In uno dei suoi ultimi video, fa parlare un signore anziano e gentile che, con una calma disarmante, racconta come la vita lo abbia preso a pugni. Ma – nonostante tutto – sorride parlando della donna che gli manca «ogni giorno di più». Quel signore è Andrea Casalegno.
La storia di Andrea
Quello che Albi ha fermato per strada non è un passante qualunque. È Andrea Casalegno, e la sua vita è un pezzo di storia d’Italia, di quella più dura. Andrea infatti è il figlio di Carlo Casalegno, lo storico vicedirettore de La Stampa che nel 1977 divenne il primo giornalista ucciso dalle Brigate Rosse. Un omicidio che, come racconta Andrea nel video, avvenne proprio nel giorno del suo 33esimo compleanno. Nel video, Andrea ripercorre un’esistenza segnata da perdite durissime, dal suicidio della madre quando era piccolo, al rapporto complesso con un padre silenzioso e, infine, la morte della moglie Elisabetta nel 2003. Una vita segnata da dolore e assenze, ma che riserva una sorpresa finale. Se Andrea avesse una macchina del tempo, non tornerebbe indietro per salvare nessuno o cambiare la storia d’Italia, ma tornerebbe al 19 marzo 1970, il giorno in cui la donna della sua vita è arrivata a Torino da Roma.
Wabis Albi: ascoltare il passato per capire il presente
@wabis_albi Spesso dopo le riprese mi fermo a chiacchierare con le persone intervistate, e capita che, off camera, mi confidino sfumature e particolari, delle loro storie, più intimi, che non vengono registrarti e, proprio perché presenti solo nelle memoria, loro, mia, e per un istante anche nostra, mi paiono pietre preziose, talmente delicate che mi sento fortunato a poterle sentire e “maneggiare”, e talvolta mi restano dentro per tanto tanto tempo. La storia di Angelo è una di quelle, una storia fatta di dolore, di forza ma anche tanto (credetemi, TANTO) amore! Grazie di tutto #wabistories #vita #difficolta #intervistesullagente #malattia ♬ Yeshua Hamashiach – Josué Novais Piano Worship
Questo incontro è merito di Wabis Albi, un creator che ha fatto dell’ascolto la sua cifra stilistica. Il suo profilo è un archivio di storie torinesi che altrimenti andrebbero perdute tra la folla. Albi ferma i passanti, specialmente i più anziani della città, e entra nelle loro vite semplicemente ascoltandoli. La domanda che fa per rompere il ghiaccio è «se avesse una macchina del tempo e potesse rivivere una qualsiasi giornata della sua vita, quale sceglierebbe?». Nel caso di Andrea, la risposta non riguarda la politica o la storia, ma il giorno in cui Elisabetta arriva da Roma. È questo il potere del progetto di Wabis Albi: ricordare a chi scorre velocemente i social che ogni sconosciuto che incrociamo ha un universo dentro, che spesso tendiamo a ignorare.
