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Milano cambia volto: addio al pavé, al suo posto in via Torino arriva l’asfalto rosso. Lavori (e disagi) fino a settembre – Il video

10 Marzo 2026 - 13:52 Cecilia Dardana
I masselli storici saranno rimossi per fare spazio a una viabilità più sicura sopratutto per chi si muove in bicicletta e in scooter. Un'operazione da 16 milioni che il sindaco Beppe Sala aveva promesso sin dal 2016

Oggi, martedì 10 marzo, Milano dice addio a via Torino per come l’ha sempre conosciuta: i negozi storici, il viavai dei tram e quel tappeto di pietre irregolari che ne hanno definito l’estetica per decenni. Ebbene, tra pochi mesi l’asse che collega il Duomo a via Cesare Correnti non sarà più lo stesso. La città si prepara a un restyling profondo che segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova viabilità, meno romantica ma, nelle intenzioni di Palazzo Marino, decisamente più sicura. Verrà cioè rimosso il pavé, quasi in tutta la via tranne che in prossimità dei luoghi considerati di maggior pregio storico, e verrà sostituito con asfalto rosso. Un intervento già attuato in Corso Magenta e via Meravigli, che si inserisce in un più ampio piano di manutenzione del Comune per sostituire il classico pavé, ritenuto meno sicuro e più costoso da mantenere, specialmente in presenza di binari del tram.

Cosa prevede il piano

Da oggi, dunque, quello che il sindaco Beppe Sala aveva promesso sin dall’inizio del suo mandato nel 2016 diventerà realtà: i cantieri apriranno per rimuovere circa il 65% del pavé lungo la via. Al suo posto arriverà l’asfalto rosso, una soluzione cromatica scelta per preservare cromaticamente la memoria del pavé storico. La decisione è frutto di un lungo braccio di ferro con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Se da un lato pavé e sanpietrini sono un simbolo dell’identità milanese, dall’altro risultano spesso pericolosi per chiunque si muova su due ruote, che siano biciclette, scooter o monopattini.

Dove resterà il pavé

Non sarà comunque un addio totale. In accordo con la Soprintendenza, i lastroni verranno conservati e riposizionati esclusivamente nei punti di maggior pregio architettonico, ovvero nel tratto che va da piazza Duomo fino al Civico Tempio di San Sebastiano, davanti alla chiesa di San Giorgio a Palazzo e in largo Carrobbio. I masselli rimossi che non troveranno posto in queste aree “nobili” non finiranno in discarica: saranno recuperati e riutilizzati per pavimentare strade meno trafficate o zone limitrofe a beni storici della città.

Un’operazione da 16 milioni

Il restyling non riguarda solo la superficie. Sotto l’asfalto e le pietre, si mette mano anche alle infrastrutture pesanti. L’intervento, che coinvolgerà anche via Bramante dove i lavori sono iniziati già dal 4 marzo, prevede il rifacimento di 2 chilometri di binari del tram, la riqualificazione di 9 mila metri quadrati di manto stradale e interventi urgenti su fognature, caditoie e acquedotto, messi a dura prova da anni di vibrazioni e piogge sempre più violente. Il costo complessivo dell’operazione per entrambi i cantieri si aggira intorno ai 16 milioni di euro.

Le tempistiche

La parte meno divertente riguarda i tempi. I cantieri dureranno più di sei mesi, portando con sé strade chiuse, deviazioni dei tram e la preoccupazione dei commercianti per il calo del passaggio pedonale. L’obiettivo del Comune è una riapertura parziale a metà settembre (sul sito si legge che «i lavori termineranno il 16 settembre»), per poi sgomberare tutto entro ottobre.

L’obiettivo è «garantire la sicurezza»

Gli assessori alla Mobilità e alle Opere Pubbliche, Arianna Censi e Marco Granelli, hanno difeso la scelta spiegando che «l’obiettivo di questi interventi è continuare a garantire la sicurezza e migliorare l’efficienza del servizio, ma anche riqualificare la strada a vantaggio di cittadini, residenti e operatori commerciali. Sappiamo che causeranno disagio, ma sono lavori necessari e attesi da tempo per trovare una soluzione ad una situazione della pavimentazione stradale non risolvibile con interventi parziali». Un ringraziamento è andato anche alla Soprintendenza per aver permesso di trovare un punto d’incontro tra «tutela architettonica e storica e sicurezza stradale, soprattutto per ciclisti e motociclisti». Un velo di preoccupazione invece nelle parole di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche: «Auspichiamo fortemente che i tempi previsti per questi lavori vengano assolutamente rispettati. Se fosse possibile, anche ridotti».

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