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Il dossier sui giornalisti sgraditi dello staff del presidente della Liguria, indaga anche la procura: il caso su Bucci e gli articoli su Silvia Salis

11 Marzo 2026 - 15:30 Bruno Gaetani
Silvia Salis e Marco Bucci
Silvia Salis e Marco Bucci
L'esposto del direttore del quotidiano Il Secolo XIX sui collaboratori del presidente della Liguria. Da lui sarebbero arrivate pressioni al giornale durante l'ultima campagna elettorale per le comunali di Genova, vinte dalla candidata del centrosinistra

La procura di Genova ha aperto un fascicolo dopo l’esposto presentato da Michele Brambilla, direttore del Secolo XIX, contro Federico Casabella, portavoce del governatore ligure Marco Bucci. L’esposto è stato depositato il 6 marzo e ipotizza il reato di diffamazione aggravata. Il fascicolo d’inchiesta, al momento, è contro ignoti. La vicenda nasce nell’ambito del presunto dossieraggio nei confronti dei giornalisti della testata genovese da parte dello staff di Bucci durante la campagna elettorale per le elezioni comunali, che giudicavano gli articoli del Secolo XIX troppo sbilanciati nei confronti di Silvia Salis, attuale sindaca di Genova.

Il dossier preparato dallo staff di Bucci

Secondo quanto riportato oggi da alcuni giornali locali, l’ufficio stampa di Bucci avrebbe costruito un vero e proprio dossier su alcuni giornalisti di Genova, colpevoli – almeno secondo il presidente di regione – di «mancata imparzialità» durante l’ultima campagna elettorale per le comunali del capoluogo. Fra i documenti raccolti dallo staff del governatore ci sarebbero un report sul lavoro di alcuni giornalisti del quotidiano genovese Il Secolo XIX, un confronto tra gli spazi e le righe dedicate a uno o all’altro candidato, la qualità delle foto e le critiche alle parole utilizzate nei titoli. In un documento inviato durante la campagna elettorale, Bucci sarebbe arrivato a indicare direttamente come dovrebbe essere fatto il giornale: ovvero realizzando «interviste ad esponenti nazionali anche di centrodestra», raccontando «cosa e com’è cambiata Genova negli ultimi anni» e soprattutto garantendo «equilibrio nei titoli di apertura del giornale».

L’audizione davanti all’Ordine dei giornalisti

Secondo quanto ipotizzato, quel dossier sarebbe stato costruito per fare pressione sull’editore del Secolo XIX, ossia gli armatori di Msc, e ammorbidire la linea del giornale diretto da Michele Brambilla. «Ma è stato proprio Brambilla a chiederci quelli che non erano dossier ma semplici rassegne stampa», ha spiegato ai quotidiani il portavoce di Bucci, Federico Casabella. Oltre all’esposto presentato dal direttore del quotidiano, l’Ordine dei giornalisti ha aperto un’istruttoria durante la quale viene sentito Brambilla che racconta: «In alcuni incontri pubblici ha detto ai giornalisti: adesso arriverà un direttore che vi metterà a posto».

Pd e Avs chiedono le dimissioni di Bucci

Il caso, inizialmente coperto solo dalle testate locali, ha finito per contagiare anche la politica nazionale. «Ecco la destra. Dossier sui giornalisti, liste di cronisti sgraditi perché non allineati al potere politico. Se quanto emerge su Genova venisse confermato, siamo di fronte a un fatto gravissimo. Marco Bucci dovrebbe dimettersi. Schedare giornalisti e monitorare il loro lavoro perché non piacciono a chi governa è inaccettabile», protesta Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra. Duro anche il commento del Pd, con l’eurodeputato Brando Benifei – originario proprio della Liguria – che attacca: «Se fosse confermato che il presidente della Regione Liguria Bucci ha fatto preparare con soldi pubblici dossieraggi e liste di proscrizione di giornalisti sgraditi, inviandoli agli editori per mettere pressione per far cambiare linea a un giornale, in un qualunque Paese civile questo stesso Presidente dovrebbe rassegnare le dimissioni».

La risposta di Bucci: «Mio diritto dirmi in disaccordo con un giornale»

«Qualcuno mi ha paragonato a Benito Mussolini – ha detto Bucci in conferenza stampa – siamo un po’ distanti, se non altro per la barba, paragonarmi a Mussolini mi sembra un po’ esagerato, ma ognuno è libero di dire quello che vuole, mica mi arrabbio, dico solo che non sono d’accordo, esattamente come ho fatto con il direttore de Il Secolo XIX Michele Brambilla».

«Sono stati messaggi personali al direttore del giornale, non sono dossier – spiega Bucci -. Nella mia vita da cittadino non ho mai scritto una lettera a un direttore di giornale, esclusa una volta, quando ero giovane ed ero capo dei boy scout, ho replicato dicendogli che non ero assolutamente d’accordo con quello che un articolo diceva sugli scout».

«È un diritto di tutti i cittadini rivolgersi a un direttore di giornale e dire non sono d’accordo su un punto – commenta Bucci -è stata questa l’idea che ci è venuta in mente durante una delle prime conversazioni con il direttore de Il Secolo XIX Michele Brambilla quando è arrivato a Genova a ottobre 2024. Da quel giorno abbiamo cominciato a parlarci con reciproca richiesta di avere feedback, compreso dire su questo sono d’accordo su quest’altro no».

«Il famoso “dossieraggio” è soltanto un rapporto tra il sottoscritto e il direttore de Il Secolo XIX Michele Brambilla sulle cose che noi consideriamo importanti e quelle che lui considera importanti, è tutto documentato – spiega Bucci – Avrei potuto dire pubblicamente di non essere d’accordo con certi articoli, ho deciso di non farlo perché sarebbe stato un bruttissimo messaggio da parte di una persona con un ruolo pubblico».

Foto copertina: ANSA/Luca Zennaro | Il presidente della regione Liguria, Marco Bucci

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