Tommaso Cerno e gli insulti dopo aver cantato “Per sempre sì” su Rai2, le accuse sul referendum: «Io e Diaco attaccati perché gay di destra» – Il video
Tommaso Cerno ha denunciato di aver ricevuto un’ondata di commenti omofobi, dopo la sua apparizione ieri a “Bellamà”, il programma di Pierluigi Diaco su Rai2. Durante la sua striscia quotidiana “2 di picche”, partita sotto il fuoco di fila delle opposizioni del sindacato Usigrai per i bassi ascolti e i costi considerati elevati (Cerno riceverebbe 11mila euro per i cinque minuti di puntata), il direttore del Giornale è passato al contrattacco: «Non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone». Secondo Cerno, il problema non è la canzone ma il fatto che «gli omosessuali di destra non possono esistere» nel dibattito pubblico italiano.
Cosa è successo a Bellamà: Cerno canta “Per sempre sì” con l’orchestra
Il caso nasce dalla puntata di ieri di “Bellamà”, dove Cerno era ospite di Diaco e ha cantato alla chitarra “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, vincitrice di Sanremo 2026, accompagnato dall’orchestra del programma. Una performance che, secondo il giornalista, non aveva nulla a che fare con il referendum: «Semplicemente la canzone. Nulla che c’entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri. Ma non va bene». Tra i commenti ricevuti, Cerno ne ha letto uno in diretta per rendere l’idea del tenore degli attacchi: «Che schifo, non c’è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano».
Il consigliere Rai Natale: «La Rai sbanda sul referendum, tre episodi in un solo giorno»
A sollevare la questione dell’equilibrio informativo in Rai è il consigliere di amministrazione Roberto Natale, che in una nota riportata dall’Ansa parla di «tre evidenti segni di squilibrio» nella sola giornata di ieri. Oltre a Cerno, che nella sua striscia «sbeffeggia i rappresentanti del No», Natale cita Salvo Sottile su Rai3, che nel programma “FarWest” avrebbe concesso alla magistrata schierata per il Sì spazi ben oltre il tema referendario, e Bruno Vespa su Rai1, che tra “Cinque Minuti” e “Porta a Porta” «ad essere arbitro imparziale nemmeno ci prova», riservando le obiezioni solo al rappresentante del No e rilanciando — sempre secondo Natale — «fake news secondo le quali nessuno dei giudici che sbagliano viene mai punito». Lo stesso Natale precisa che sugli attacchi omofobi ricevuti da Cerno «merita ogni solidarietà».
La delibera della Vigilanza Rai e il richiamo all’equilibrio prima del voto del 23 marzo
Natale chiude ricordando che la delibera della Commissione parlamentare di Vigilanza impegna il Cda e l’amministratore delegato ad assicurare il rispetto dell’equilibrio informativo da parte del servizio pubblico. «Non va messa a rischio la credibilità del servizio pubblico – avverte – bene da preservare anche oltre il 23 marzo», data in cui si terrà il referendum.
