Fa la comparsa nel film «Ferrari» per 300 euro, l’Inps gliene chiede indietro 34mila: la beffa del pensionato a Modena

Dal tappeto rosso al rosso di bilancio, il passo è stato brevissimo per un pensionato modenese rimasto impigliato nelle maglie della burocrazia previdenziale. La sua storia, che sembra uscita da una sceneggiatura dolceamara, inizia nel 2022 sul set del kolossal Ferrari di Michael Mann. L’uomo, all’epoca 64enne e in pensione dal 2020 con il regime di Quota 100, viene scelto come comparsa per recitare accanto a star del calibro di Adam Driver e Penelope Cruz. Due giorni di riprese, pochi secondi sullo schermo e un compenso complessivo di appena 300 euro.
La sanzione dell’Inps
La doccia fredda è arrivata a fine 2023, quando l’Inps ha recapitato all’uomo una comunicazione formale di revoca dell’intera pensione percepita nell’anno precedente. Secondo l’ente, la partecipazione al film configurava un rapporto di lavoro dipendente, violando così il rigido divieto di cumulo previsto per chi accede alla pensione anticipata prima dei 67 anni. Una sanzione sproporzionata che ha gettato il pensionato nella disperazione, costringendolo a rivolgersi al Patronato Inac-Cisl per impugnare il provvedimento.
La decisione della Corte d’Appello
Dopo un primo round in tribunale, la parola fine è stata scritta nei giorni scorsi dalla Corte d’Appello di Bologna. I giudici della sezione lavoro hanno respinto il ricorso dell’Inps, confermando che quella prestazione non aveva nulla a che vedere con il lavoro subordinato. Nel corso del procedimento è emerso infatti che l’uomo non aveva firmato alcun contratto di lavoro dipendente, limitandosi a cedere i propri diritti d’immagine alla società di produzione per una cifra irrisoria, poco più di un rimborso spese.
Il lavoro autonomo occasionale
La sentenza chiarisce un punto fondamentale: stare fermi sul set in attesa di un’inquadratura, senza direttive specifiche o mansioni complesse, rientra nel perimetro del lavoro autonomo occasionale. Questa tipologia di reddito è l’unica eccezione ammessa per chi usufruisce di Quota 100, purché non superi il limite dei 5.000 euro lordi annui. Con i suoi 300 euro di guadagno, il pensionato modenese era ampiamente dentro i margini legali. Grazie alla decisione dei magistrati, l’uomo potrà finalmente tornare a godersi la sua pensione e quei pochi secondi di gloria sul grande schermo, senza più il timore di dover pagare a caro prezzo un cameo d’autore.
