Metaniera russa alla deriva, il sindaco di Lampedusa rassicura: «Sotto controllo, scarroccia verso Malta»

«La situazione è assolutamente sotto controllo». Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, interviene per placare i timori di un imminente disastro ambientale dopo l’avvistamento della Arctic Metagaz, la nave russa abbandonata che fluttua nel Canale di Sicilia. Sebbene il relitto rappresenti una minaccia potenziale a causa del carico di idrocarburi, le ultime proiezioni indicano un allontanamento dalle coste siciliane.
La rotta del relitto
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la nave — colpita lo scorso 4 marzo in quello che Mosca definisce un attacco ucraino — non sta puntando direttamente verso le Pelagie. «La nave attualmente si trova in acque internazionali a circa 30 miglia ad est da Linosa, e con il vento tende a scarrocciare verso Malta. La situazione è comunque monitorata dai mezzi della nostra Marina militare e da un mezzo antinquinamento “Castalia”. Sul posto anche un rimorchiatore». L’attenzione resta però massima, dato che il relitto è privo di equipaggio e completamente in balia delle correnti variabili del Mediterraneo.
Presidio militare e mezzi antinquinamento
Nonostante la traiettoria attuale sembri meno preoccupante per Lampedusa, la macchina dei soccorsi è schierata in assetto da emergenza. La Marina Militare italiana coordina le operazioni di sorveglianza per garantire che nessuna imbarcazione si avvicini a meno di cinque miglia dal relitto, considerato una “bomba” di gasolio e GNL. «Non è di certo una bella situazione ma al momento la situazione è sotto controllo, siamo in sicurezza. Sul posto ci sono mezzi della nostra Marina militare, rimorchiatori e mezzi antiquinamento pronti ad intervenire qualora la situazione dovesse degenerare».
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Il carico a rischio
L’allerta resta legata a quanto riportato dalle stime tecniche fornite anche dal Tg1, secondo cui «si ritiene che sulla nave ci siano 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto». Un quantitativo che impone il mantenimento del presidio dei mezzi “Castalia”, pronti a intervenire in caso di cedimento strutturale dello scafo o di sversamenti improvvisi durante il trascinamento verso acque maltesi.
