«Vietato nascere, morire e sposarsi». Il cartello appeso all’anagrafe di Caino per il poco personale

Nel comune di Caino, in provincia di Brescia, il sindaco Cesare Sambrici ha affisso un cartello ironico sulla porta dell’anagrafe con la scritta «è vietato nascere, morire e sposarsi». Il messaggio serve a segnalare che l’ufficio è quasi fermo a causa della grave mancanza di personale. Del caso ne parla Il Giornale di Brescia.
Il sindaco: «Ieri ho fatto un certificato di residenza»
Attualmente la responsabile dell’anagrafe sarà assente per circa dieci mesi, e negli ultimi mesi altri tre dipendenti hanno mollato l’impiego comunale per un altro posto di lavoro, spesso molto più vicino a casa. Uno purtroppo è in malattia. «Ieri ho fatto io un certificato di residenza e poi c’è un ex dipendente in pensione che ha lavorato all’ufficio anagrafe per 42 anni e mi ha dato la sua disponibilità – racconta il sindaco – Però da quando lui ha lasciato il lavoro è stato rinnovato il sistema informatico, quindi avrà bisogno di tempo per prendere confidenza con le nuove procedure».
Chi se ne va non può esser sostituito subito
Nei piccoli comuni è difficile trovare personale e, per legge, chi se ne va non può essere sostituito se non dopo sei mesi. Ora sono quattro i dipendenti, invece dei nove necessari. Sambrici ha chiesto aiuto alla Prefettura per poter ricevere altri impiegati provenienti da altri comuni. Nel mentre si cerca di fare il possibile. «Le graduatorie a cui potevamo attingere si sono esaurite, perché hanno tutti rinunciato all’incarico. Presto emaneremo un nuovo bando», ha spiegato il sindaco al quotidiano. Il cartello ha generato qualche sorriso. «Ho deciso di puntare sull’autoironia, perché credo fermamente che con il sorriso si viva molto meglio – conclude il sindaco – Certo, qualcuno avrà anche storto il naso, ma io vengo dal mondo del volontariato e so bene che i problemi veri della vita sono altri. L’unica cosa fondamentale è la salute, mentre qualunque documento può aspettare».
