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La guerra in Iran e le cattive notizie per chi vuole aprire un mutuo

14 Marzo 2026 - 12:44 Alba Romano
guerra iran mutuo
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La Banca d’Italia ha certificato che il tasso medio sui nuovi prestiti è salito a gennaio al 3,87%. Un'analisi della Fabi dimostra come gli italiani siano tra i più svantaggiati nell'Unione europea

Non è il momento ideale per acquistare casa con un mutuo bancario. Secondo quanto riporta Repubblica in settimana la Banca d’Italia ha certificato che il tasso medio sui nuovi prestiti è salito a gennaio al 3,87%, portandosi ai massimi da agosto 2024. La guerra nel Golfo non aiuta, specialmente dal punto di vista dell’inflazione. E si attende cosa emergerà nella prossima riunione della Bce (prevista per giovedì).

Gli italiani più discriminati degli altri paesi europei

La preoccupazione tra l’altro è tutta italiana perché un’analisi della Fabi evidenzia come gli italiani siano svantaggiati rispetto agli altri Paesi europei. Il sindacato autonomo dei bancari indica un tasso medio sui mutui in Italia al 3,55% (sotto alla cifra di Bankitalia), contro il 3,06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media europea del 3,23%. Non migliorano i prestiti personali: in Italia viaggiano all’8,11%, oltre la media europea ferma al 7,51%. «Il differenziale varia da 49 punti base rispetto alla Francia a 21 punti base rispetto al Portogallo, fino a 106 punti base nei confronti della Spagna, traducendosi in rate più elevate e in un maggiore costo complessivo del mutuo italiano – segnala la Fabi – Gli effetti delle decisioni della Banca Centrale Europea, che dal 2024 ha avviato un rientro ordinato del costo del denaro, si riflettono dunque solo in parte sul mercato italiano dei mutui».

Non solo, secondo Fabi le banche tendono a favorire le erogazioni a tasso fisso assorbendo i movimenti al rialzo dei tassi di riferimento. Per il segretario Fabi, Lando Maria Sileoni, «i dati dello studio dimostrano che la trasmissione della politica monetaria è ancora incompleta e che i benefici per famiglie e imprese arrivano con lentezza e in modo diseguale. In un contesto internazionale tornato più instabile, questo ritardo diventa ancora più preoccupante». Sostiene poi Sileoni a Repubblica: «I prestiti personali sono diventati per molte famiglie una voce ordinaria e quando il ricorso al prestito serve per ottenere liquidità, accorpare debiti o acquistare un’auto usata, significa che il credito sta sostituendo il reddito».

(in copertina foto di Tierra Mallorca su Unsplash)