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Insegnano da mesi, ma il concorso ora è nullo: il Tar cancella le assunzioni dei prof di inglese in Calabria. Parla il docente del ricorso: «Punteggi sbagliati»

18 Marzo 2026 - 18:15 Ygnazia Cigna
calabria concorso pnrr inglese da rifare
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Tre insegnanti hanno impugnato la graduatoria del concorso per insegnare alle superiori e ottenuto ragione dai giudici amministrativi. Il racconto a Open di Bruno Palermo

Ancora un altro pasticcio nei concorsi Pnrr della scuola. E non è la prima volta che le procedure di reclutamento finiscono sotto la lente dei giudici amministrativi. Questa volta riguarda la Calabria e la graduatoria di merito per l’insegnamento dell’inglese nelle scuole superiori, che ora dovrà essere rifatta dopo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale. Il Tar ha accolto il ricorso di tre docenti, Bruno Palermo, Ezio Rosanò e Martina Riolo, annullando la graduatoria che era stata pubblicata l’11 luglio 2025 dall’Ufficio scolastico regionale e i successivi atti, comprese le immissioni in ruolo per l’anno scolastico in corso. «Quando è uscita la graduatoria non riuscivamo a crederci», racconta a Open il docente Bruno Palermo. «Avevamo superato tutte le prove, scritto e orale, e dai nostri calcoli eravamo dentro, anche in posizioni molto alte, almeno tra i primi dieci. Poi abbiamo visto punteggi assegnati ad altri candidati che, secondo noi, non erano coerenti con il bando. Da lì abbiamo iniziato a verificare tutto», prosegue il professore. 

Le cause del pasticcio in Calabria

Nei concorsi pubblici, la graduatoria finale dipende dal punteggio ottenuto sommando i risultati dei test, gli anni di esperienza e i titoli posseduti. Proprio su uno di questi criteri si è generato il pasticcio in Calabria. Il bando prevedeva infatti l’assegnazione di 12,5 punti aggiuntivi a chi avesse già superato un precedente concorso per lo «specifico posto». Secondo l’interpretazione dei docenti, e ora anche dei giudici del Tar, con questa espressione si intende la stessa classe di concorso, cioè l’insegnamento dell’inglese nelle scuole superiori. I punti bonus, quindi, spettavano solo a chi in passato aveva già superato un concorso identico a quello per cui si candidava. L’amministrazione, invece, ha applicato il criterio in modo più esteso, riconoscendo i punti anche a chi aveva superato concorsi per insegnare inglese nelle scuole medie, e non solo nelle superiori. Calcolo che ha inciso in modo decisivo sulla graduatoria. In alcuni casi, infatti, i candidati hanno ottenuto anche 25 punti in più, avendo alle spalle due concorsi di quel tipo. «Non era una questione di opinioni, ma di regole. Per noi era chiaro che il punteggio doveva essere riconosciuto solo a chi aveva superato un concorso per lo stesso grado di scuola. Invece è stato applicato in modo più ampio, e questo ha alterato l’ordine della graduatoria», spiega il prof. Palermo.

«È l’ennesimo pasticcio nei concorsi Pnrr»

Il Tar ha condiviso questa lettura e ha chiesto di far annullare la graduatoria. «I programmi d’esame sono diversi e le procedure concorsuali restano separate. Per questo, il punteggio può essere attribuito solo a chi ha superato un concorso riferito allo stesso livello di insegnamento», aggiunge Palermo. «È l’ennesimo pasticcio operato dal ministero dell’Istruzione e del Merito nella gestione dei concorsi Pnrr, questa volta pretendeva di applicare criteri diversi nella valutazione dei titoli dei candidati a seconda della regione nella quale svolgevano il concorso. In questo caos generalizzato, il Tar ha posto un punto fermo, condividendo le nostre tesi e sconfessando l’opzione interpretativa fatta dagli Uffici ministeriali della Calabria», commenta l’avvocato Liperoti che ha seguito la causa. Casi simili erano già successi anche a Cagliari e in Campania.

«Mesi di segnalazioni e Pec rimaste senza risposta»

Prima di arrivare in tribunale, i tre docenti hanno tentato la strada del dialogo con l’amministrazione. «Abbiamo inviato numerose Pec all’Ufficio scolastico regionale e al ministro – riferisce Palermo – chiedendo di fare una verifica, ma non abbiamo mai ricevuto una risposta nel merito. Solo silenzio». Per questo, poi hanno presentato ricorso al Tar, che ha esaminato la documentazione e dato ragione ai tre professori. «Abbiamo passato mesi a scervellarci e a capire perché eravamo fuori da quella graduatoria. Sarebbe bastato prendere in considerazione una delle tante Pec che abbiamo inviato all’Usr a partire dal giorno stesso della pubblicazione delle graduatorie, invece ci siamo sempre visti sbattere le porte in faccia, senza un minimo di interesse per quello che scrivevamo e non abbiamo mai ricevuto una risposta su questo problema che ponevamo», conclude il docente. La sentenza dispone l’annullamento della graduatoria e impone di ricalcolare i punteggi secondo i criteri corretti. Per l’amministrazione resta comunque aperta la possibilità di fare ricorso al Consiglio di Stato entro 60 giorni.

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