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Carta docente in ritardo? Il ministero replica: «Casi sporadici, ma stiamo intervenendo». E spiega il motivo dei rallentamenti

19 Marzo 2026 - 13:16 Ygnazia Cigna
valditara carta docenti bonus
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La posizione del ministero dell’Istruzione e del Merito sul bonus finito al centro delle proteste di molti insegnanti per problemi nell’accredito

Nessuna criticità strutturale, solo casi isolati. È questa la posizione del ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim) sulla Carta del docente 2026, finita al centro delle proteste di molti insegnanti che a Open hanno segnalato ritardi e anomalie nell’accredito del bonus. A rispondere sul merito e sui numeri è Antonella Tozza, direttrice generale per gli ordinamenti scolastici al Mim, che in una nota di replica parla di una piattaforma già ampiamente operativa. «Le registrazioni dei docenti hanno raggiunto quota 731.543, pari a circa il 72% della platea complessiva stimata», si legge. «Sono stati inoltre validati oltre 205mila voucher, per un valore superiore ai 37 milioni di euro».

«Grande mole di accessi»: i motivi del ritardo

Dati che, secondo il ministero, dimostrano «un utilizzo ampio e concreto della piattaforma sin dalle prime fasi di apertura» e una partecipazione «nelle registrazioni e transazioni costante e diffusa». Le criticità segnalate da alcuni docenti sono confermate, di fatto, anche dal ministero, ma vengono definite «sporadiche» e «fisiologiche», legate alla «grande mole di accessi», e oggetto di verifiche tramite il servizio di assistenza. Inizialmente la data di accredito del bonus prevista dal ministero era il 9 marzo.

Cos’è la Carta docente e perché il ritardo pesa

La Carta del docente è il contributo annuale destinato alla formazione degli insegnanti, un portafoglio digitale che consente di generare buoni per acquistare libri, corsi di aggiornamento, strumenti informatici e attività culturali. Per l’anno scolastico 2025-2026 l’importo è sceso a 383 euro, rispetto ai 500 degli anni precedenti, a fronte dell’ampliamento della platea, che include anche i docenti precari. Ed è proprio su questo punto che si è concentrato il malcontento perché, come raccontato dall’insegnante precario Luigi Sofia a Open, «in questo periodo si pagano le rette di diversi percorsi abilitanti per insegnare o le certificazioni per avere più punteggio nella graduatoria delle supplenze».

«Sono in corso verifiche sui ritardi»

Nella nota ufficiale, il ministero esclude che si tratti di un problema generalizzato. «Non emergono criticità di carattere generale nel funzionamento del sistema», viene ribadito, e i casi segnalati sarebbero limitati. L’amministrazione assicura inoltre che «sono in corso puntuali verifiche» e «garantisce il progressivo superamento delle singole criticità segnalate attraverso il servizio di assistenza disponibile in piattaforma».

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