Iran, Trump pronto a inviare soldati. Una petroliera colpita da un proiettile in Oman – La diretta

Donald Trump è pronto a inviare «migliaia di soldati» in Iran. Mentre il Pentagono chiede 200 miliardi al Congresso per continuare la guerra. Il ventesimo giorno della guerra in Iran si apre con la nuova crescita del prezzo del petrolio e una nave colpita da un proiettile nel golfo dell’Oman. E con il presidente che ormai valuta l’opzione boots on the ground per l’isola di Khargh. Intanto si dissocia dall’attacco al giacimento di gas iraniano: è stata un’iniziativa di Israele, dice.
Trump: l'attacco a South Pars è stato di Israele
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato mercoledì sera che l’attacco al giacimento di gas iraniano di South Pars è stato condotto da Israele e che gli Stati Uniti e il Qatar non vi sono stati coinvolti. «Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo particolare attacco e il Qatar non è stato coinvolto in alcun modo, né aveva idea che sarebbe accaduto», ha scritto Trump su Truth Social.
Prezzi del petrolio in crescita
I prezzi del petrolio hanno continuato la loro tendenza al rialzo, alimentati dagli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran e Qatar, mentre i mercati azionari di Seul e Tokyo sono scambiati in calo. Alle 00:30 GMT, un barile di West Texas Intermediate (WTI), il punto di riferimento del mercato statunitense, era in aumento del 3,56% a 99,75 dollari nelle scambi mattutini asiatiche. Contemporaneamente, un barile di North Sea Brent, il punto di riferimento del mercato mondiale, e’ aumentato del 4,04% a 111,73 dollari. I mercati sono oscillati con lo sviluppo del conflitto in Medio Oriente, allarmati da attacchi alle infrastrutture energetiche che probabilmente interromperanno l’approvvigionamento di petrolio greggio.
Nave colpita da proiettile sconosciuto in Oman
Una nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto a est degli Emirati Arabi Uniti nel Golfo di Oman vicino allo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia britannica di navigazione UKMTO. A bordo e’ divampato un incendio, secondo l’UKMTO. L’«incidente» è avvenuto circa 20 chilometri (11 miglia nautiche) a est di Khor Fakkan, a sud dello stretto, un passaggio strategico per il mercato globale degli idrocarburi, bloccato dall’Iran in risposta all’offensiva USA-Israele del 28 febbraio.

Trump manderà soldati in Iran
L’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l’uranio arricchito iraniano.

Hezbollah detta le condizioni per non attaccare l'ambasciata Usa
Le Brigate Hezbollah hanno promesso di fermare gli attacchi all’ambasciata statunitense a Baghdad per cinque giorni, presentando una serie di condizioni. Secondo l’Afp i gruppi iracheni filo-iraniani rivendicano attacchi quotidiani contro personale militare statunitense o siti petroliferi, mentre queste fazioni armate sono prese di mira da attacchi attribuiti a Washington o Israele. «Il segretario generale delle Brigate Hezbollah ha dato ordini di smettere di prendere di mira l’ambasciata USA a Baghdad per cinque giorni», si legge in una dichiarazione.
Il testo cita diverse condizioni: innanzitutto «impedire all’entità sionista (Israele, ndr) di bombardare i sobborghi (meridionali) di Beirut». Ma anche un impegno da parte degli avversari che non vengono nominati «a non bombardare le aree residenziali di Baghdad o nelle province» dell’Iraq. Ogni volta che «il nemico non rispetta» questa tregua, «la risposta sarà immediata», avverte il gruppo «con un aumento dell’intensità degli attacchi dopo la fine del periodo» di cinque giorni. L’ambasciata USA è stata bersaglio di attacchi con droni e razzi diverse volte negli ultimi giorni, la maggior parte dei quali intercettata dalle difese aeree. Allo stesso modo, un centro diplomatico e logistico americano all’aeroporto internazionale di Baghdad che ospita soldati è stato regolarmente preso di mira.
Il Pentagono vuole 200 miliardi per la guerra
Secondo il Washington Post il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare la sua richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. L’ammontare totale supera i costi sostenuti finora dall’amministrazione nell’operazione contro l’Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell’amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.

