Teheran colpisce maxi-impianto in Qatar. Wsj: «Trump non vuole altri attacchi agli impianti energetici»- La diretta

Nel diciannovesimo giorno della guerra del Golfo tra Israele, Usa e Iran Teheran ha lanciato un’offensiva con bombe a grappolo su Tel Aviv per vendicare la morte di Soleimani e Larijani. Le esplosioni hanno ucciso due civili di 70 anni. Intanto, dopo le dimissioni del capo dell’antiterrorismo Kent, Rich Baris, di Big Data Polls, sondaggista del movimento Maga, ha avvertito che la base del presidente Donald Trump si sta restringendo e che questo avrà conseguenze disastrose per i Repubblicani nelle elezioni di metà mandato per il Congresso, in programma a novembre.
Si prevede in gran parte che i repubblicani perderanno il controllo della Camera, e alcuni sondaggi hanno mostrato che anche il Senato potrebbe diventare contendibile. Il sondaggista pro-Trump, ha indicato tra i problemi il costo della vita. «Alla maggior parte della gente interessa solo sapere quanti soldi hanno nel portafogli», ha aggiunto. Baris ritiene che i Repubblicani abbiano solo il 18% di probabilità di ribaltare la situazione a novembre.
Intanto il ministro iraniano Araghchi fa sapere che Mojtaba Khamenei è in buone condizioni di salute e che il paese è pronto ad ascoltare proposte di pace dai paesi arabi con risarcimento danni per la guerra.
Wall Street Journal: «Trump non vuole altri attacchi agli impianti energetici iraniani»
Secondo il Wall Street Journal Trump non vuole ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, Fonti riportano alla testata americana che il presidente era stato informato in anticipo del raid di Israele contro il giacimento di gas di South Pars. Trump ha ritenuto l’attacco come un messaggio a Teheran in risposta al blocco dello Stretto di Hormuz. E avrebbero recepito. Per questo non vorrebbe altri attacchi similari nell’area.
L'Iran attacca l'impianto di Ras Laffan, di Gnl, in Qatar: «Siamo in una nuova fase»
L’Iran ha attaccato l’impianto di Ras Laffan, di Gnl, in Qatar. L’incendio è sotto controllo ma Doha promette azioni di risposta al raid subito. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno confermato l’aggressione, spiegando in un comunicato che gli attacchi sono diretti contro impianti «collegati agli Stati Uniti». «L’Iran non intendeva estendere la portata della guerra per includere gli impianti petroliferi e non voleva danneggiare le economie dei Paesi vicini. Con l’attacco nemico alle infrastrutture energetiche, siamo entrati in una nuova fase della guerra. La necessità di proteggere le infrastrutture iraniane ci ha costretti ad attaccare impianti energetici collegati agli Stati Uniti e agli americani».
Kallas parla con il ministro degli esteri iraniano: «Hormuz è una priorità»
L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha parlato questa mattina con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi dell’impatto sulla chiusura nello Stretto di Hormuz, aprirlo è una «priorità per l’Europa». Ha esortato l’Iran a cessare ogni attacco alle infrastrutture critiche della regione. La conversazione, si precisa, ha avuto luogo prima dell’esecuzione di un cittadino europeo detenuto dal regime, svedese, che Kallas condanna con la massima fermezza.
Missile iraniano contro un salone di parrucchiere a Hebron: ci sono vittime
Secondo quanto riportato da fonti palestinesi, citate da ‘Ynetnews’, diverse donne sono state uccise da un missile iraniano con bombe a grappolo nella zona di Hebron. Le vittime si trovavano in un salone di parrucchiere per signore che è stato colpito.
Forti esplosioni a Riad, distrutto un drone verso sito di gas
Riad ha affermato di aver distrutto un drone che si dirigeva verso un sito di gas nell’est del paese, poche ore dopo la minaccia dell’Iran di attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo. Intanto l’Afp ha riferito di una seconda serie di forti esplosioni a Riad, dopo che in giornata erano già stati intercettati quattro missili balistici diretti verso la capitale.
L'ultima minaccia di Khamenei: «Assassini pagheranno per il sangue di Larijani»
“L’assassinio” di Ali Larijani “dimostra la sua importanza e l’odio che i nemici dell’Islam nutrono nei suoi confronti. Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell’albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare”. Lo ha dichiarato la Guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei in un messaggio di condoglianze per l’uccisione di Ali Larijani, secondo quanto riportato da Tasnim. Khamenei ha descritto Larijani come “una figura di spicco” nella Repubblica islamica.
Teheran conferma morte del ministro dell'Intelligence
«Il vile assassinio dei miei cari colleghi Esmail Khatib, Ali Larijani e Aziz Nasirzadeh, insieme ad alcuni membri delle loro famiglie e al loro seguito, ci ha profondamente addolorati. Esprimo le mie condoglianze al grande popolo iraniano per il martirio di due membri del governo, del Segretario dell’Assemblea del Popolo e dei comandanti militari e dei Basij. Sono certo che il loro cammino proseguirà con ancora maggiore forza». Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, confermando la morte del ministro dell’Intelligence e ricordando quelle precedenti del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e del ministro della Difesa.
Pasdaran minacciano gli impianti nel Golfo: sale il petrolio
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati da Iran International. L’avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran.
Subito dopo la minaccia dei Pasdaran, le quotazioni del petrolio hanno subito una prima impennata. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile. Il Wti a New York sale del 2,33% a 98,45 dollari la barile.
Stoccolma protesta con Teheran: «Giustiziato un cittadino svedese in Iran»
La Svezia ha convocato l’ambasciatore dell’Iran per protestare contro l’esecuzione di uno dei suoi cittadini. «Il ministero degli Esteri ha fermamente condannato l’applicazione della pena di morte, così come il processo iniquo che l’ha determinata. La pena di morte è una punizione disumana, crudele e irreversibile. La Svezia, come il resto dell’Ue, ne condanna l’applicazione in ogni circostanza», ha dichiarato il ministero in un comunicato.
Stoccolma aveva reso noto che l’Iran aveva giustiziato un cittadino svedese, che era stato arrestato dalle autorità di Teheran nel giugno 2025. «È con sgomento che ho appreso della notizia dell’esecuzione di un cittadino svedese avvenuta oggi in Iran», ha dichiarato la ministra degli Esteri Malmer Stenergard in un comunicato citato dall’agenzia Tt.
Stamattina il media Mizan Online, affiliato alla magistratura iraniana, aveva annunciato l’esecuzione di Kourosh Keyvani, arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno. Secondo Teheran, l’uomo era 1una spia al servizio del regime sionista». Un altro cittadino iraniano-svedese, Ahmadreza Djalali, è stato incarcerato e condannato a morte in Iran. Il ministero degli Esteri svedese continua a chiedere il suo immediato rilascio per motivi umanitari. La sua vicenda viene molto seguita anche in Italia, in particolare con una campagna per la sua liberazione promossa da Amnesty International e che vede impegnata anche l’Università del Piemonte Orientale di Novara, dove Djalali ha vissuto e insegnato per tre anni.
L'Idf colpisce impianti nell'area di Hormuz: è la prima volta
L’aviazione israeliana ha attaccato per la prima volta un impianto petrolchimico nel sud dell’Iran, Asaluyeh e South Pars, nella provincia di Bashehr, nell’area dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Channel 12 citando una fonte militare israeliana, sottolineando che l’attacco è stato condotto in pieno coordinamento con gli Stati Uniti e che solo una parte dell’impianto è stata colpita. «Se il messaggio non verrà recepito, gli attacchi potrebbero estendersi», ha detto l’ufficiale citato da Channel 12. Se confermato, si tratterebbe della prima volta che l’Idf attacca l’area di Hormuz, dove nella divisione dei ruoli militari con il Centcom, opera l’esercito Usa.
Trump: «Con responsabilità di Hormuz a chi lo usa, gli Alleati si muoverebbero»
«Mi chiedo cosa succederebbe se eliminassimo definitivamente ciò che resta dello Stato terrorista iraniano e lasciassimo che i Paesi che lo utilizzano, noi no, si assumessero la responsabilità del cosiddetto “Stretto”? Questo spingerebbe alcuni dei nostri “alleati” non reattivi a darsi da fare, e in fretta!!!».
Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump suggerendo che in un eventuale scenario di ridimensionamento dell’Iran gli alleati si «darebbero una mossa» per avere appunto la responsabilità sullo Stretto di Hormuz. «Ricordate, – continua Trump in un successivo post a stretto giro su Truth – per tutti quegli assoluti “sciocchi” là fuori, che l’Iran è considerato da tutti il PRINCIPALE STATO SPONSOR DEL TERRORISMO. Li stiamo rapidamente mettendo fuori gioco!».
Riunione tra 007 e militari con Mantovano e Crosetto sul Medio Oriente
Si sono nuovamente riuniti stamane, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con la delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell’Intelligence. E’ stata l’occasione «per operare un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence riguardanti la crisi nell’area del Golfo».
Media iraniani: sotto attacco impianti di petrolio e gas
Secondo i media statali iraniani parte del giacimento di gas di South Pars e degli impianti di Asaluyeh sono stati colpiti da un attacco statunitense-israeliano. «Una parte degli impianti petroliferi e del gas di South Pars e di Asaluyeh è stata presa di mira dal nemico sionista-americano», ha riportato l’agenzia di stampa Mizan.
Teheran: colpiti cento obiettivi a Tel Aviv
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno colpito più di 100 obiettivi nella città israeliana di Tel Aviv «in rappresaglia per l’uccisione di Ali Larijani». Lo riferisce il Tehran Times.
La Nato schiera i patriot
Il ministero della Difesa di Ankara ha dichiarato che la Nato sta schierando una nuova batteria di missili Patriot presso la base aerea di Incirlik, nel sud della Turchia, pochi giorni dopo l’abbattimento di un terzo missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo turco. «Un altro sistema Patriot è in fase di dispiegamento, in aggiunta al sistema Patriot spagnolo già presente nella base», ha dichiarato un funzionario del ministero della Difesa ai giornalisti presso la base aerea turca, situata alla periferia della città meridionale di Adana.
Israele: i missili iraniani hanno colpito 34 luoghi
Nella notte le squadre di soccorso israeliane sono intervenute in 34 luoghi in tutto il Paese colpiti da missili iraniani e di Hezbollah, tra i quali otto di grave entità. Tra i luoghi colpiti c’è l’edificio a Ramat Gan, dove una bomba a grappolo ha ucciso una coppia di anziani, la stazione ferroviaria centrale Savidor di Tel Aviv, un’abitazione a Karmiel, nel nord di Israele, dove una persona è rimasta ferita, l’incendio di un magazzino a Mishmar Hashiva, nell’Israele centrale, e un incendio di sterpaglie vicino a Gerusalemme.
Nuovi attacchi di Usa e Israele
Israele e Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi in diverse aree del paese, inclusa la capitale Teheran. Colpiti obbiettivi nella provincia di Lorestan e nella citta’ di Hamedan, entrambe nell’ovest dell’Iran, così come nella provincia di Fars a sud. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, “sette persone sono state uccise e 56 ferite in un attacco sionista americano in zone residenziali della citta’ di Dorud” nella provincia di Lorestan.
La minaccia dei pasdaran
Il comandante della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, ha minacciato massicci attacchi contro obbiettivi nemici dopo il tramonto. «Stanotte varrà la pena di osservare il cielo del nemico», ha detto secondo quanto riferisce il Tehran Times.
Il ministro iraniano obiettivo dell'Idf
Il ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib era l’obiettivo degli attacchi israeliani di stanotte su Teheran. Lo ha rivelato Iran International, precisando che non sono disponibili al momento informazioni sulla sua sorte. Secondo Ynet sarebbe morto.
Oggi i funerali di Larijani e Soleimani
Si terranno oggi a Teheran i funerali del segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, di suo figlio Morteza e del capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani, uccisi ieri in raid aerei israeliani. Lo riporta l’emittente Al Mayadeen.
Mojtaba Khamenei «è in buone condizioni di salute»
La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei «è in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali». Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera. Da quando e’ stato eletto, Mojtaba Khamenei non si è ancora mai presentato in video né ha fatto sentire la sua voce, alimentando speculazioni sulla sua salute dopo essere rimasto ferito nel raid che ha ucciso il padre Ali il primo giorno della guerra di Usa e Israele contro l’Iran. Araghchi ha anche detto che «molti Paesi amici hanno avanzato idee ed espresso la loro disponibilità a svolgere un ruolo per arrivare alla pace. Se c’è una proposta per porre fine alla guerra che incontra le nostre condizioni, e se ci sarà un risarcimento dei danni all’Iran, la ascolteremo certamente», precisando che Teheran continua a non essere disposta ad accettare un cessate il fuoco.
La prima impiccaggione in Iran dall'inizio della guerra
Le autorità iraniane hanno giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore di Israele. Lo ha annunciato la magistratura di Teheran. E’ la prima esecuzione di questo tipo dallo scoppio della guerra. «La condanna a morte di una spia del regime sionista, che forniva immagini e informazioni su siti sensibili del Paese agli ufficiali del Mossad, è stata eseguita questa mattina», si legge sul sito web della magistratura, Mizan Online, specificando che si tratta di Kouroush Keyvani, arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele lo scorso giugno.
Esplosione a Beirut dopo comando evacuazione
Un’esplosione e’ stata udita nel centro di Beirut nelle prime ore di mercoledi’, secondo quanto riferito dagli inviati sul posto della AFP, con i media statali che hanno confermato un attacco israeliano dopo l’ordine di evacuazione delle IDF. “Il nemico ha preso di mira l’edificio minacciato a Bachoura”, ha riportato l’agenzia ufficiale ANI, e immagini trasmesse da AFPTV hanno mostrato un denso fumo che si sollevava dall’area. L’esercito israeliano aveva precedentemente avvertito i residenti di Bashura di stare lontani da un edificio che si dice fosse collegato al gruppo Hezbollah.
Esplosioni a Doha
Esplosioni sono state udite a Doha, capitale del Qatar. Lo riferisce l’agenzia AFP citando la testimonianza di un suo inviato sul posto. Il ministero della difesa del Qatar ha dichiarato di aver intercettato un attacco missilistico. «Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico che ha preso di mira lo Stato del Qatar», ha dichiarato il ministero della difesa in un comunicato, rilasciato poco dopo che un giornalista delle AFP a Doha ha sentito diverse esplosioni.
Israele: attacco a Hezbollah
Le IDF hanno lanciato un’ondata di attacchi contro le infrastrutture dell’organizzazione terroristica Hezbollah nel sud del Libano. Lo annunciano su X le Forze di difesa israeliane. Dopo l’evacuazione dei residenti della città di Tiro, nel sud del Libano, e in risposta al lancio di razzi nel territorio israeliano, spiegano, sono iniziati gli attacchi.
Bombe a grappolo su Tel Aviv: «È la vendetta per Larijani»
L’Iran ha affermato che il pesante bombardamento nel centro di Israele, in particolare su Tel Aviv, è stato effettuato in vendetta per l’assassinio di Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. È il messaggio trasmesso dalla Tv di Stato iraniana, secondo quanto riferito da Reuters, dove è stato annunciato che «bombe a grappolo sono state sparate contro Tel Aviv». Il capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato che la morte del capo della sicurezza della Repubblica Islamica, Ali Larijani, sarà stata vendicata. «Il sangue puro di (Ali Larijani) e degli altri amati martiri sarà vendicato», ha dichiarato il generale Hatami in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia Tasnim, dopo la morte del capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ucciso insieme ad altri in un attacco a Teheran. Da parte loro, i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato in un comunicato che gli attacchi che hanno preso di mira Tel Aviv mercoledì notte, che hanno ucciso almeno due persone, sono stati lanciati «per vendicare il sangue» di Ali Larijani e di altri funzionari uccisi martedì durante gli attacchi contro l’Iran.
Iran, nuovi attacchi con drone su Arabia Saudita e Kuwait. Colpita di nuovo l'ambasciata a Baghdad
Razzi e droni hanno colpito i territori dell’Arabia Saudita e del Kuwait in serata, secondo quanto riferito dalle autorità dei due paesi del Golfo, nel diciannovesimo giorno della guerra in Medio Oriente. In Arabia Saudita, un portavoce del Ministero della Difesa ha scritto su X che l’esercito aveva distrutto sei droni nell’est del paese. «Le difese aeree del Kuwait intercettano attacchi di razzi e droni ostili», ha dichiarato invece l’esercito dell’emirato su X. Intanto un attacco con drone ha colpito l’ambasciata USA a Baghdad nelle prime ore della notte. Lo ha riferito fonte della sicurezza all’AFP, e un cronista dell’agenzia ha riferito di aver sentito un’esplosione. «Un drone ha colpito direttamente l’ambasciata», ha riferito un funzionario della sicurezza, senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha detto che il drone è caduto «vicino alla recinzione di sicurezza dell’ambasciata». Solo ieri un altro attacco con droni e razzi aveva colpito l’ambasciata statunitense nella capitale irachena.
Due morti a Tel Aviv per un missile iraniano
Due cittadini israeliani sono morti in seguito all’impatto di un missile balistico iraniano nel quartiere di Ramat Gan, alla periferia di Tel Aviv. Lo riferisce il servizio di ambulanze Magen David Adom citato da the Times of Israel. I media ebraici identificano le due vittime come una coppia di settantenni e riferiscono che si trovavano nella tromba delle scale del loro condominio al momento dell’impatto, indicando che si stavano dirigendo verso il rifugio antiaereo dell’edificio. Le vittime, riferiscono i media israeliani, erano una coppia di circa 70 anni, e si trovavano nella scala del loro palazzo quando è stato colpito da una bomba a grappolo, mentre tentavano di raggiungere il rifugio antiaereo dell’edificio. I sanitari riferiscono anche che i paramedici stanno trasportando un venticinquenne che ha ricevuto una lieve ferita da scheggia alla mano, all’ospedale Ichilov di Tel Aviv.
