Epatite a Napoli, l’ordinanza del sindaco su frutti di mare e pesce crudo

I casi di epatite A in Campania sono 133. Circa 50 persone sono ricoverate all’ospedale Cotugno da metà febbraio. Soltanto 14 sono entrati ieri. Tra loro un 46enne poi trasferito al Cardarelli in condizioni critiche. Molti pazienti si trovano sulle barelle al Pronto Soccorso. Il sindaco Gaetano Manfredi ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente. La prima regola è il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato. Alla cittadinanza si raccomanda di non consumarli nemmeno in casa.
L’ordinanza
Il provvedimento, fa sapere il Comune di Napoli, «si è reso necessario a seguito della nota del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro che ha rilevato una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all’ultimo triennio». I dati epidemiologici, infatti, «evidenziano un’escalation preoccupante: dai tre casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino a raggiungere i 43 casi nei primi 19 giorni di marzo». L’ordinanza, per tutelare la salute pubblica e annullare il rischio di contagio, stabilisce quindi il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato.
I frutti di mare crudi
Si raccomanda alla cittadinanza di non consumare frutti di mare crudi nemmeno nel proprio domicilio. La popolazione è invitata a «seguire scrupolosamente le linee guida dell’Asl Napoli 1 Centro per l’acquisto e il consumo sicuro degli alimenti». L’ordinanza dispone, inoltre, un «immediato rafforzamento dei controlli da parte degli organi preposti». Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative che vanno da 2mila a 20mila euro. In caso di recidiva, è prevista la sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni e la successiva revoca del titolo autorizzativo. Le misure resteranno in vigore fino a nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’Asl Napoli 1 Centro.
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Cos’è l’epatite A
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati. Oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.
La vaccinazione
Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può quindi essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti. In particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. La vaccinazione, si fa presente, resta la misura più efficace di prevenzione. È particolarmente importante per i contatti di casi di epatite A e per le persone a maggiore rischio. È fondamentale che chi è stato a stretto contatto con un caso confermato si rivolga subito al proprio medico o ai Servizi di prevenzione della Asl.
I sintomi
Bisogna rivolgersi al medico, inoltre, in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti.
