Roberta Bruzzone e lo stalking: «L’unica perseguitata sono io»

Roberta Bruzzone non ci sta: «Ma quale stalking, l’unica perseguitata sono io». Dopo la notizia della chiusura delle indagini per il reato nei confronti della giudice Elisabetta Sionis la criminologa si difende in un’intervista a Repubblica: «Sono state scritte cose non vere, si tratta di una vicenda complessa che ha radici lontane nel tempo: nasce dal tentato femminicidio di Valentina Pitzalis e dal processo per la morte di Manuel Piredda. Sionis era consulente, sosteneva che la vittima fosse Piredda e lo sostiene tuttora, nonostante l’archiviazione. Forse dopo quel clamoroso fallimento professionale, nel quale riponeva ambizioni di carriera, mi ha trasformato nel suo bersaglio».
Roberta Bruzzone e l’accusa di stalking
Secondo Bruzzone poi «sono stati riportati dei post che risalirebbero al periodo tra il 2022 e il 2025 che non ho trovato sui miei profili. L’attribuibilità è tutta da chiarire». Ma alla domanda se nega replica così: «Mi vengono contestati sei post in quattro anni. Parlare di atti persecutori è quantomeno eccessivo». Sui messaggi nella chat, dice che «in quella chat non ci sono. E in un’altra — “Barcone on the road” — si parlava di un’altra persona che mi ha perseguitato per anni. Non siamo stati noi a organizzare attacchi, noi li subivamo da persone in carne e ossa e da profili fake: denunce, offese personali e alla mia famiglia, accuse deliranti di istigazione al femminicidio, di uccisione di animali, di corruzione di procure, di frode processuale. Dietro alcuni di questi c’è Sionis».
Sfoghi animati
Secondo la criminologa si tratta di «sfoghi animati, certo non gentili, motivati dal fatto che tutti i giorni ero bombardata di offese e profili fake di ogni tipo. Quando Giovanni Langella (un altro dei coindagati, ndr) scrive “Non ce ne libereremo mai”, lo fa perché avevamo l’impressione di avere davanti una persecutrice. Quando dico che “si merita un malaccio”, uso un’espressione brutta, è vero, ma mica dico che voglio farla fuori o mi attivo per causarle qualcosa di brutto. Ripeto: sono sfoghi di persone esasperate che vanno contestualizzati».
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La vittima
E sostiene di essere lei la vittima di stalking: «Sì, la vittima di stalking sono io. In questo come in un’altra ventina di procedimenti in cui sono parte offesa. Posso dimostrare di essere oggetto di condotte diffamatorie dal 2019 e non ho nessun problema a portarle in tribunale. Negli ultimi tre mesi ho contato 120 post che mi chiamano in causa o alludono chiaramente alla mia persona. Anche Sionis è attualmente indagata per diffamazione aggravata, calunnia, falsa testimonianza e atti persecutori».
I fotomontaggi
Sui fotomontaggi denigratori nei confronti della figlia di Sionis, dice: «Che si parlasse di questa ragazzina è privo di fondamento. Anche dei fotomontaggi non so nulla né conosco la persona alla quale vengono attribuiti». Mentre «l’avviso di conclusione indagini è viziato: Roma, dove è stato trasferito il fascicolo, è l’unico foro competente, la procura di Cagliari è incompatibile. Inoltre nel 2019 il gip aveva dichiarato di doversi astenere per una pregressa amichevole frequentazione con Elisabetta Sionis, ma nel 2021 ha firmato gli atti dello stesso procedimento. E io non sono mai stata ascoltata dal titolare del fascicolo». E conclude: Io faccio questo lavoro in modo documentato da 26 anni. Non provo invidia per nessuno».
