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In Spagna il governo ridurrà al 10% l’Iva sui carburanti per la guerra in Iran (scontando 40 centesimi a litro)

20 Marzo 2026 - 11:24 Stefania Carboni
sanchez meloni
sanchez meloni
Le soluzioni proposte da Pedro Sanchez, tra cui un bonus sociale elettrico e una scontistica sulle imposte

Altro che Meloni: la Spagna si prepara, per affrontare la crisi energetica dovuta alla guerra in Iran, una riduzione dell’Iva sui carburanti dal 21% al 10% e l’eliminazione dell’imposta speciale sugli idrocarburi. Le misure sono state presentate dal governo spagnolo ai gruppi parlamentari e saranno approvate oggi dal Consiglio dei ministri, secondo quanto anticipato da media iberici, fra cui radio Cadena Ser. Si tratta di un taglio molto pesante davanti a dei prezzi che, rispetto a quelli italiani prima del dl carburanti, erano decisamente inferiori.

Tutte le misure

Il governo guidato dal premier Pedro Sanchez, che illustrerà le misure al termine del Cdm, cerca un sostegno trasversale, combinando riduzioni fiscali con il rafforzamento di parte dello scudo sociale, varato quattro anni fa dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. Nello specifico si parla di un calo stimato di 30-40 centesimi al litro su diesel e benzina. Non solo: ci sarà una riduzione nelle imposte sull’elettricità, con la cancellazione della tassa speciale del 5% e la riduzione dell’imposta sul valore della produzione elettrica. Rafforzato inoltre il bonus sociale elettrico e il divieto di sospensione delle fornitura per i nuclei familiari più svantaggiati. Non saranno previsti nel pacchetto, come invece chiesto dalle forze di sinistra, capitanati da Sumar, interventi sul blocco degli affitti o il divieto di sfratti in esecuzione. Questo perché queste ultime due richieste sono troppo divisive e non sono ben viste dai nazionalisti Junts per Catalunya, dal Partito Nazionalista basco, dai conservatori del Partido Popular e dall’ultradestra Vox. Sanchez ha bisogno di un ok trasversale per abbassare i prezzi alla pompa, attualmente comunque sotto i due euro al litro.

Benzina, quali sono i paesi più cari in Europa

Dallo scoppio della guerra in Iran diversi paesi europei stanno registrando un aumento dei prezzi di carburante. In cima alla classifica ci sono i Paesi Bassi, con una media di 2,17 euro a litro. Segue la Germania con 2,075 euro a litro e Danimarca e Finlandia attestate all’1,93 a litro. Tra i meno cari Slovenia, Croazia, Irlanda e Slovacchia. Anche la Spagna, in realtà, non aveva un prezzo da allarme. Ma forse per Sanchez è meglio prevenire che curare.

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