«Vergogna», Salvini contestato ai funerali di Umberto Bossi. La camicia verde fa scattare gli ex leghisti: parte il coro contro di lui – Il video
È partita la contestazione all’arrivo di Matteo Salvini all’abbazia di San Giacomo di Pontida. Il vicepremier si è presentato ai funerali di Umberto Bossi indossando una camicia verde, scelta che ha scatenato la reazione di alcuni militanti del Partito popolare per il Nord, nato proprio dall’uscita di diversi militanti storici dalla Lega e promossa da Roberto Castelli con la benedizione di Bossi. Mentre saliva i gradini dell’abbazia, dal gruppo sono partiti cori: «Molla la camicia verde, vergogna». Qualcuno ha anche scandito il nome di Bossi rompendo per qualche minuto il clima di raccoglimento in vista della cerimonia.
«Bruciamo il tricolore», il coro dei leghisti al termine del funerale di Bossi
«Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore». È questo il coro che hanno scandito centinaia di militanti della Lega al termine del funerale di Bossi mentre il feretro era accompagnato fuori dalla chiesa dalla famiglia e dalle più alte cariche dello Stato, tra cui la premier Giorgia Meloni. Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha detto al microfono, «per cortesia» per placare i militanti e consentire al parroco di recitare l’eterno riposo. Al termine della cerimonia anche cori «Padania libera», sono stati scanditi più volte.
Centinaia di militanti a Pontida per l’ultimo saluto al fondatore della Lega
All’ingresso del paese della bergamasca campeggia uno striscione bianco con scritta verde: «Una vita senza libertà non è vita. W Bossi». Sono centinaia i militanti arrivati per dare l’addio al leader scomparso a 84 anni: fazzoletti verdi con il sole delle Alpi e bandiere rosse con il leone di San Marco colorano la piazza dell’abbazia, transennata per l’occasione. La chiesa ospiterà solo 400 persone, tra familiari e autorità, è attesa anche la premier Giorgia Meloni, mentre un maxischermo è stato allestito nell’area adiacente per permettere a tutti di seguire la cerimonia. Tra i presenti anche l’ex europarlamentare Mario Borghezio, fazzoletto verde al collo: «Questa è la mia dichiarazione oggi, solo con Bossi», ha detto.

«Ho fatto la prima tessera a 15 anni»: il ricordo dei giovani militanti
C’è anche chi è arrivato da lontano per ragioni profondamente personali. Alessio, 28 anni, assessore in un comune del veneziano e coordinatore della Lega giovani locale, racconta che Bossi «era il mio idolo fin da bambino». «Ho deciso di fare politica guardando un suo discorso da Pontida. L’ho sentito parlare e il suo carisma mi ha trascinato, ho fatto la prima tessera della Lega a 15 anni. Un vero leghista oggi è presente, per dire grazie a Umberto».
Applausi per Luca Zaia: chi c’è tra i big leghisti
«Bossi, Bossi. Padania libera». È il coro che viene scandito nella piazza dove si affaccia l’abbazia di San Giacomo a Pontida, dalle diverse centinaia di militanti che sono in attesa di partecipare ai funerali di Umberto Bossi, il leader della Lega scomparso a 84 anni. Su una facciata dell’abbazia è stato appeso lo striscione con la scritta, «Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi», della sezione di Pontida della Lega. Sul sagrato della chiesa in attesa del feretro sono già arrivati Giancarlo Giorgetti, con la cravatta verde, Salvini in camicia vede e cravatta scura, Luca Zaia e Attilio Fontana, ai quali la piazza dei militanti ha tributato un applauso. Al suo arrivo Zaia si è abbracciato con Giorgetti. Presenti anche il ministro Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera Roberto Molinari, il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti. Alle esequie di Bossi anche l’ex ministro Castelli che la folla dei militanti ha salutato con un applauso.
Video copertina: Ansa
