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L’eterna lotta tra l’astronauta Guidoni e i terrapiattisti: «Dicevano che rischiavo di trasformarmi in una scimmia»

23 Marzo 2026 - 07:31 Alba Romano
umberto guidoni terrapiattisti
umberto guidoni terrapiattisti
Il primo europeo ad arrivare sulla Stazione Spaziale Internazionale racconta il suo "dialogo inutile" con gli scettici

L’astronauta Umberto Guidoni oggi ricorda con il Corriere della Sera la sua seconda impresa spaziale. Dalla quale sono passati 25 anni. 71, romano spiega: «Che meraviglia. Ero entrato volando nella stazione spaziale, emozionato e colpito dall’ampio volume intorno dopo aver vissuto nelle ristrettezze dello shuttle Endeavour. Così emozionato, dicevo, che non mi resi conto subito di essere il primo astronauta europeo a mettere piede nella casa cosmica internazionale». E aggiunge: ««Capii, intanto, che non era un caso e la scelta aveva diversi motivi. Prima di tutto, nella stiva dello shuttle c’era il modulo Raffaello costruito in Italia, riempito di quattro tonnellate di cibo, strumenti, vestiti, che sarebbe stato svuotato una volta agganciato alla stazione».

L’astronauta Guidoni

Guidoni ricorda il collegamento con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale: «Mi chiese dove mi trovavo in quel momento intorno alla Terra. Essendo in un abitacolo senza oblò, non lo sapevo esattamente; ricostruii comunque il percorso e precisai che eravamo sull’Oceano Pacifico. La sua curiosità tuttavia non si esaurì nel collegamento e continuò nell’incontro al Quirinale, dopo il rientro sulla Terra, dove tutto avvenne in modo informale. Anzi, c’era una scolaresca in visita e il presidente doveva salutarla. La signora Franca, sempre straordinaria, gli suggerì di farsi accompagnare da me, così avrebbe avuto maggiore effetto. Poi, lei prese per mano mio figlio piccolo, Luca, arrivando all’incontro prima di tutta la delegazione».

La candidatura

Guidoni ricorda: «Dopo il volo rimasi nel centro dell’Esa in Olanda, seguendo alcuni esperimenti. Ma al momento delle elezioni europee del 2001 ricevetti la proposta di candidarmi come indipendente nella lista dei Comunisti italiani. Accettai, perché pensavo di poter dare un contributo partendo dalla mia esperienza di scienziato e astronauta. Ero stato attratto da questa prospettiva dopo aver condiviso al Parlamento Europeo dei colloqui per la preparazione di un libro bianco sullo spazio dedicato alla politica del settore per l’Unione. Da quelle discussioni nacquero il Gps europeo Galileo e i satelliti per l’osservazione della Terra».

La politica

Nella politica, dice Guidoni, «ci credevo. Ma intanto uscii dai Comunisti Italiani e con Nichi Vendola e Claudio Fava partecipai alla fondazione dell’associazione Per la Sinistra. Mi ripresentai alle elezioni europee del 2009, ma non venni rieletto. Continuai a livello nazionale, ma più il tempo passava più aumentava la delusione non riuscendo a concretizzare alcunché: inutilmente avevo sperato in una sinistra più aperta. Quindi decisi di abbandonare la politica». Da allora si è dedicato alla divulgazione, scrivendo libri per ragazzi. Finché non ha incontrato, con l’organizzazione delle Iene, i sostenitori della teoria del terrapiattismo.

I terrapiattisti

E rivela: «Ne uscii scoraggiato. Non è stato piacevole. L’impresa si è rivelata subito impossibile, pur cercando di trovare un filo comune. Erano in due, uno di loro più convinto dell’altro, ma non c’è stato verso di trovare parole d’intesa. Spiegai di aver compiuto il giro del nostro pianeta ogni novanta minuti e di aver visto direttamente che la Terra era rotonda viaggiando alla velocità di 27 mila chilometri orari. Quando pronunciai questo numero il più determinato dei due mi bloccò dicendomi che non era possibile viaggiare a quella velocità. Gli chiesi perché, e la risposta è stata che se avessi superato i cinquemila chilometri orari mi sarei trasformato in una scimmia. Rimasi senza parole e da quel momento non aprii più la bocca. Con i terrapiattisti non si può parlare».

La stazione spaziale disintegrata

Alla notizia che la stazione spaziale in cui è arrivato per primo verrò fatta disintegrare nel 2030 la accoglie male: «È vero che la grande base ha i suoi anni ormai, essendo abitata dal 2000, però poteva continuare ad ospitare astronauti. Ci sono i privati che stanno programmando delle piccole stazioni con cui effettuare attività commerciali. Ma con ISS si chiude anche quella magnifica e unica collaborazione internazionale che ne aveva favorito la nascita. Ognuno va per conto proprio».