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Dicevano a parenti e amici quali Gratta e vinci comprare, il software delle talpe che conoscevano i biglietti vincenti: come funzionava la truffa

25 Marzo 2026 - 20:48 Giulia Norvegno
Gratta e vinci
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La stima del danno enorme per lo Stato della Corte dei conti per i cinque ex dipendenti di Lottomatica holding. Come funzionava la truffa che faceva felici i loro conoscenti

La Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio ha contestato a cinque ex dipendenti di Lottomatica Holding, all’epoca concessionaria dello Stato per il gioco Gratta e Vinci, un danno erariale di oltre 25 milioni di euro. I fatti risalgono al 2020 e gli accertamenti contabili sono stati condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, sotto la direzione del sostituto procuratore generale Eleonora Lener, nell’ambito di indagini penali per una presunta truffa ai danni dello Stato. Lottomatica è considerata parte lesa nella vicenda.

Come funzionava la truffa

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i cinque indagati, tutti con competenze informatiche, avrebbero sfruttato le proprie credenziali di accesso ai sistemi della concessionaria per manipolare i server attraverso un programma sviluppato ad hoc. Il software consentiva di analizzare la distribuzione dei tagliandi nelle ricevitorie e di identificare in anticipo quelli vincenti. A quel punto entravano in scena parenti e conoscenti, incaricati di acquistare i biglietti “fortunati” per non destare sospetti.

I premi milionari e il buco nelle casse dello Stato

La concessionaria, del tutto ignara delle manipolazioni, ha erogato premi milionari corrispondenti ai biglietti individuati illecitamente. Il meccanismo ha prodotto una riduzione indebita delle entrate destinate allo Stato: in condizioni normali, gli importi derivanti dalla vendita dei Gratta e Vinci vengono versati dalla società concessionaria all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli come utile erariale lordo, comprensivo delle vincite non reclamate. In assenza della frode, con ogni probabilità quei premi sarebbero rimasti nelle casse pubbliche.

Danno patrimoniale e danno d’immagine

La Procura ha quantificato il danno complessivo in 25.067.224 euro, notificando ai soggetti coinvolti un invito a dedurre. Alla voce patrimoniale si aggiunge anche un danno all’immagine per l’amministrazione pubblica, legato all’erosione della fiducia nel sistema dei giochi statali. La responsabilità amministrativa, in virtù del principio di presunzione di innocenza, potrà essere definitivamente accertata solo in caso di sentenza di condanna da parte del giudice contabile.

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