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«Quello è lo scheletro di D’Artagnan», la scoperta in Olanda sul quarto moschettiere: come lo hanno riconosciuto

25 Marzo 2026 - 19:11 Giovanni Ruggiero
D'Artagnan
D'Artagnan
Le osse ritrovate dopo un crollo di una chiesa a Maastricht riaprono la speranza dei ricercatori di essere riusciti stavolta a individuare il corpo di Charles de Batz de Castelmore

Dopo 350 anni dalla sua morte in battaglia a Maastricht, Charles de Batz de Castelmore, il vero d’Artagnan, braccio destro di Luigi XIV, potrebbe essere rispuntato dal pavimento di una chiesa olandese. I resti di uno scheletro sono stati portati alla luce lo scorso febbraio nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dopo il cedimento di alcune piastrelle del pavimento. A dare la notizia per primi diversi media olandesi, tra cui DutchNews.

I tre indizi che puntano al moschettiere

A rendere il ritrovamento straordinario sarebbe la combinazione di elementi trovati accanto allo scheletro, come spiega la Bbc. Sono stati ritrovati infatti un proiettile di moschetto all’altezza del petto, una moneta francese del 1660 e, soprattutto, la posizione della sepoltura, esattamente sotto dove si trovava l’altare. «Lì venivano sepolti solo reali o altre persone di rango», ha spiegato il diacono Jos Valke a L1Nieuws, aggiungendo di essere «al 99%» convinto che i resti appartengano proprio al celebre gentiluomo guascone. La chiesa si trova nell’area di Wolder, nel quadrante sud-ovest di Maastricht, dove l’esercito francese aveva installato il proprio accampamento durante l’assedio del 1673.

La teoria della storica francese confermata dopo 17 anni

Il ritrovamento darebbe così ragione alla storica francese Odile Bordaz, che già nel 2008 aveva ipotizzato che d’Artagnan fosse stato sepolto «in fretta, come era consuetudine in tempo di guerra», nella chiesa adiacente al campo militare. La sepoltura non fu mai registrata negli archivi parrocchiali e per decenni non emerse alcuna prova concreta. Fino al crollo del pavimento.

L’esame del Dna per la conferma

Sul fronte scientifico, l’archeologo Wim Dijkman, che dichiara a Omroep Limburg di studiare la tomba di d’Artagnan da 28 anni, invita alla cautela: «Sono uno scienziato, ma le mie aspettative sono alte». Un campione di Dna è stato estratto dai denti dello scheletro e si trova attualmente in analisi in Germania, mentre alcune ossa sono state trasferite a Deventer per determinare età, provenienza geografica e sesso del soggetto. Il confronto avverrà con il Dna di un discendente accertato della famiglia De Batz.

Chi era davvero d’Artagnan: l’uomo di fiducia del Re Sole

Lontano dalla leggenda letteraria, d’Artagnan era comandante del corpo d’élite dei gentiluomini al servizio di Luigi XIV. A lui venivano affidate operazioni di spionaggio, missioni riservate, oltre alla protezione personale del sovrano. Quando la notizia della sua morte in battaglia raggiunse la corte di Francia, il re disse alla moglie Maria Teresa: «Ho perso d’Artagnan, di cui mi fidavo ciecamente e che era capace di tutto». La celebrità per una figura storicamente poco nota è arrivata però solo nel 1844, quando Alexandre Dumas l’ha resa immortale scrivendo I tre moschettieri. I tre protagonisti erano personaggi di fantasia, comunque ispirati a membri reali dello stesso corpo d’elite. Il personaggio però che tiene tutto in piedi è D’Artagnan, che a Maastricht era già celebrato con una statua.